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Come lo streaming on line ha ucciso i DVD [Infographic]

// aprile 27th, 2012 // No Comments » // Economia Digitale, Infographics, Internet TV

In Italia forse non ce ne rendiamo pienamente conto, ma in alcuni ambiti la Rete ha cambiato radicalmente i comportamenti e silenziosamente sta superando il mondo fisico. Non stiamo parlando di comportamenti di poche nicchie composte da geek, ma  (per la prima volta) di masse indistinte.
Facciamo fatica a capirlo perchè ad esempio negli USA il 20% dei libri venduti da Amazon è in formato eBook, mentre nel nostro Paese siamo ben al di sotto l'1%.

Ed un discorso analogo vale anche per i DVD. Si stima che quest'anno siano stati visti 3.4 miliardi di film on line e 2.4 miliardi su DVD. E questo infographic descrive bene ciò che sta accandendo. 
Nel nostro Paese siamo a metà della strada: Blockbuster chiude, ma non è ancora arrivato un Netflix. E le soluzioni italiane di Telecom e Mediaset lasciano un po' a desiderare per comodità e costi. E anche Apple (con Apple TV e relativo store) e Xbox (con Zune) non sembrano incontrare i desideri del pubblico.

Non sappiamo cosa succederà tra un paio d'anni, ma la certezza è che i contenuti saranno on line. E con essi anche la distribuzione ed il marketing.

 

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Qual’è l’impatto degli Action Code sul business? [Infographic]

// marzo 13th, 2012 // No Comments » // Infographics, Mobile, marketing

Qual'è l'impatto degli Action Code (come i QR code ed i Microsoft Tag) sul business? E come vengono utilizzati?

Questo Infographic di Milo ne descrive gli aspetti principali.
Negli USA 14 milioni di utenti mobile hanno usato i QR Code durante un mese. Rappresentano il 6,2% del totale degli utenti mobile.
La maggior parte degli Action Code (54%) conduce alla visualizzazione di un video
 
Bellezza, casa e moda sono i settori in cui vengono maggiormente utilizzati. 
E solitamente si trovano sui magazine (49,4%) o sul packaging del prodotto (35,3%)
 
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Il Social Commerce funziona? [Infographic]

// marzo 8th, 2012 // No Comments » // Infographics, Social Media, e-commerce

Una ricerca di ArgyleSocial descrive alcuni aspetti del Social Commerce, evidenziando le attuali lacune dei retailer.
Per il momento non si può dire che il Social Commerce sia un successo.

 

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Pinterest: quali sono le opportunità per brand ed e-commerce?

// febbraio 16th, 2012 // No Comments » // Social Media, e-commerce, marketing

Nelle ultime settimane un nuovo Social Network basato sulla condivisione di immagini, sta attirando l'attenzione dei media degli addetti del settore. Si tratta di Pinterest, lanciato in beta nel marzo 2010, e che ad ottobre dello scorso anno ha ottenuto un finanziamento di 27 millioni di dollari ed una valutazione di mercato pari a 200 milioni di dollari.

L'obiettivo di Pinterest è di connettere le persone con gli stessi interessi e trarne ispirazione. Attraverso l'applicazione è possibile ottenere idee e spunti fotografici su come decorare la propria casa, su ricette originali, su come pianificare il proprio matrimonio o ancora scoprire tendenze della moda o libri interessanti.
Alcuni mesi fa il tasso di crescita degli utenti era paragonabile a quello di Facebook di 5 anni fa, infatti gli utenti sono passati da 1.2 milioni ad agosto ad oltre 4 milioni a novembre, che sono poi diventati 11 milioni a gennaio. Ora Pinterest è tra i 150 website più visti al mondo.
Incremento del traffico su Pinterest

Ma che cosa consente di fare Pinterest? In sostanza è un posto dove organizzare e condividere immagini interessanti. I contenuti sono organizzati in Boards personalizzabili dagli utenti (es: posti che vorrei visitare, libri che vale la pena leggere, il mio stile di vita, ecc.) e questo consente di creare luoghi di condivisione per micronicchie di interessi. E' possibile esprimere il proprio apprezzamento con un "like", un commento o un repin (concetto simile al retweet di Twitter) e di menzionare altri utenti tramite la dicitura @username. E' possibile anche condividere video, ma è una funzionalità praticamente non utilizzata.

Un aspetto di grande rilevanza è il fatto che Pinterest si sta connotando come il social network per le donne, come nessuno è riuscito a fare in precedenza.  Tra gli utenti USA si stima che l'82% sia di sesso femminile.

L'esplosione di Pinterest ha recentemente contagiato anche il business, in particolare a seguito della pubblicazione di una ricerca di Shareaholic che ha segnalato come questo sito di social photo sharing riesca ad essere una fonte di traffico verso i website maggiore di Youtube, Google Plus e Linkedin.
Un'opportunità che deve essere valutata anche da chi fa e-commerce. Infatti se i motori di ricerca ed i comparatori veicolano il traffico che ha compiuto una "ricerca" su un determinato prodotto, Pinterest si concentra invece sullo step precedente, cioè sulla "scoperta" di ciò che poi si vorrà acquistare.
Un utente può scoprire sulla bacheca di una persona che segue un prodotto interessante o un utilizzo originale dello stesso, facendo nascere il desiderio di acquisto.
Quando si associa un prezzo ad un'immagine, il prezzo sarà subito visibile e l'immagine potrà apparire nella sezione "Gift" (con range di prezzi da 1$ fino a oltre 500$), linkando lo store on line in cui è possibile compiere l'acquisto.
Inoltre, a differenza di altri Social Media che utilizzano il "no-follow", come Facebook, un link su Pinterest ha un valore anche in ottica Seo.
Infatti iniziano ad essere numerosi gli operatori di e-commerce che utilizzano Pinterest, da Nordstrom a Gilt, da Zappos, fino a Pixmania. E diversi brand come Swatch o Adidas stanno iniziando a sperimentare la loro presenza senza ancora darne visibilità. 
 

brand_pinterest.png

I settori che possono ottenere benefici dall'utilizzo di Pinterest sono numerosi. Dalla moda alla cucina, dal turismo all'editoria, fino alla bellezza e all'arredamento.

La presenza su Pinterest può avvenire secondo diverse modalità:

  1. Creare un canale in cui pubblicare le migliori immagini (come Etsy o anche General Electric) con l'obiettivo di creare "ispirazioni" e brand awareness su aspetti di nicchia
  2. pin_button.pngFavorire la ripubblicazione dei propri contenuti tramite il pulsante pin (come Moleskine)  che agisce secondo la stessa logica dei pulsanti di sharing di Facebook e Twitter
  3. Valorizzare l'interpretazione dei prodotti da parte dei clienti o il loro modo di utilizzarli, creando contest giudicati sui contenuti più apprezzati  o con maggiori "repins" (come Land's End). Questo può valorizzare la creatività dei clienti e ispirare altri clienti a scoprire determinate occasioni d'uso

Inoltre i brand possono creare dei "Social Media focus group" cioè ambienti per testare il lancio di alcuni prodotti e determinare il sentiment, prima del lancio ufficiale.

In sostanza Pinterest sta iniziando ad assumere il ruolo di trend-setter e questo incoraggia i brand a ricercare maggiore creatività nella produzione e pubblicazione dei loro contenuti.
Per quanto riguarda il nostro paese, la diffusione è ancora piuttosto limitata. Attualmente si stimano circa 100.000 visitatori al mese e (sorprendentemente) con una forte incidenza degli uomini (78%), rispetto alle donne (22%).

Va sottolineato che Pinterest non è l'unico social photo sharing ma sono numerosi i siti analoghi ed i cloni come: Pinspire.com, Stylepin.com o Gentlemint.com. Tuttavia come spesso accade è chi riesce ad essere primo nella mente delle persone, e non necessariamente il migliore, ad ottenere il successo.

 

Pubblicato su www.casaleggio.it

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Il futuro dei pagamenti via Mobile (2): Square [video]

// gennaio 27th, 2012 // 1 Comment » // Futuro, Mobile, e-commerce

Il pagamento diventa una forma di connessione tra il merchant e l'acquirente, ad esempio condividendo con il negoziante il proprio nome. 

Ecco quale sarà il futuro dei pagamenti mobile (a brevissimo termine) secondo Square:

 

 

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Samsung Transparent Smart Window [video]

// gennaio 18th, 2012 // No Comments » // Futuro, Internet TV

Samsung ha stupito tutti al CES 2012 (il più importante convegno sull'elettronica), mostrando un nuovo mondo che sembra provenire direttamente dai film di fantascienza: quello delle finestre intelligenti.

Vetri dotati di tecnologia touch screen ed in grado di diventare trasparenti nascondendo così i cristalli liquidi al proprio interno. Un device autonomo collegato ad Internet che consente di accedere alle informazioni ed interagire con esse.
Immaginate questo sistema, non solo nel salotto di casa, ma anche nei negozi e nei bar. 
Un sistema a basso consumo di energia anche per il fatto che utilizza la luce esterna come fonte di alimentazione e retroilluminazione.

Questo nuovo device è stato premiato al CES per la sua innovatività. Samsung prevede di lanciare i nuovi device già entro la fine del 2012 e con costi che si prevedono limitati. Staremo a vedere.
 

I video descrivono l'incredibile funzionamento delle Samsung Transparent Smart Window:


 

 

 

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Digital Trend nel 2012

// gennaio 9th, 2012 // No Comments » // Trend

7 Trend che ci aspetteranno nel 2012:

1. Everything everywhere
2. Meaningful connections
3. Social commerce
4. Gamification
5. NFC
6. Caring companies
7. Gesture & go
 

 

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Economia e PIL: Zygmunt Bauman

// gennaio 5th, 2012 // No Comments » // Economia Digitale

Tra le follie dell'uomo vi è sicuralmente l'eccessiva rilevanza data al concetto di PIL: 

«Se lei fa un incidente in macchina l’economia ci guadagna. I medici lavorano. I fornitori di medicinali incassano e così il suo meccanico.
Se lei invece entra nel cortile del vicino e gli dà una mano a tagliare la siepe compie un gesto antipatriottico perché il Pil non cresce.
Questo è il tipo di economia che abbiamo rilanciato all’infinito. Se un bene passa da una mano all’altra senza scambio di denaro è uno scandalo»  
Zygmunt Bauman

Tuttavia qualcosa inizia lentamente a cambiare e negli anni concetti come la decrescita iniziano ad essere di uso comune.
E' ora di associare il benessere anche ad altri aspetti, e perchè no, al FIL (felicità interna lorda).

 

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Greenwebeconomics: la nuova economia che si sta diffondendo grazie a Internet

// dicembre 23rd, 2011 // No Comments » // Economia Digitale, Futuro

green web economics
Per imprenditori e politici è fondamentale domandarsi se le logiche di sviluppo economico che ci hanno accompagnato dal dopoguerra ad oggi sono ancora valide.

 
Partendo dai grandi pensatori che hanno cercato di definire una società fatta di imprese a "misura d'uomo", i docenti della SDA Bocconi Davide Reina e Silvia Vianello hanno descritto il manifesto "Greenwebeconomics". 
 
In futuro ci sarà lo sviluppo di piccole imprese ad alta intensità di capitale intellettuale e tese a innovare i mercati più che a controllarli. 
La GreenWebEconomics è anche un cambiamento epocale e antropologico, che modifica la nostra società alla radice e che ci richiede una diversa prospettiva rispetto ai valori del profitto, dell'impresa e del lavoro.
In Italia sono ancora molti i gap da colmare, in particolare dovuti alla mentalità ed alle abitudini dell'imprenditoria italiana.
Il libro "Greenwebeconomics" propone delle soluzioni interessanti e una visione moderna che è davvero raro trovare in un libro italiano.
 
 
Prefazione del libro
 
Mentre i media continuano a guardare alla vecchia economia delle grandi banche e delle multinazionali globalizzate, c'è una nuova economia che silenziosamente si sta diffondendo attraverso la rete globale di internet, che si ispira al principio Green del fare il massimo utilizzando il minimo e che è già leader nell'unico vero indicatore economico che conterà in futuro: il brain capital. 
 
Questa nuova economia, la GreenWebEconomics, è più egualitaria, democratica e intelligente di quella vecchia, più evoluta, e destinata a sopravanzare prima, trasformare e sostituire poi, la GreyEconomics. Il libro descrive i tratti salientidella GreenWebEconomics e le ragioni per cui essa è sostanzialmente diversa rispetto alla GreyEconomics. 
 
Esamina le aree dell'impresa e del management in cui più profondi sono i cambiamenti indotti dalla GreenWebEconomics, e illustra come essa potrebbe radicalmente cambiare i due mercati "simbolo" della GreyEconomics: l'automobile e la casa. 
Infine esamina i business model più innovativi che si posizionano all'intersezione tra il Green e il Web.

 

 

 

 

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