Innovazione e startup

Aprire una start up senza notaio: che risparmio

Due, anzi tre, sono le strade che può percorrere chi vuole fondare una start up. Dal 20 luglio del 2016 gli imprenditori delle start up possono affidarsi ai servigi del notaio oppure recarsi alla camera di commercio. La terza strada è la più comoda, perché prevede che la fondazione avvenga comodamente da casa e che la sottoscrizione venga conclusa con un dispositivo di firma digitale. La terza via è la costituzione della start up ‘fai da te’ e il Mise mette a disposizione dei nuovi imprenditori l’atto costitutivo direttamente sul portale del Registro delle Imprese. Questa terza modalità può essere scelta solo dalle start up che scelgono la forma con responsabilità limitata, mentre negli altri casi è prevista la visita dal notaio o presso la Camera di Commercio di competenza territoriale.

Come costituire una start up senza notaio

Chi può e desidera fondare una start up senza recarsi dal notaio deve compilare due sezioni che sono state opportunamente predisposte. La prima interessa l’atto costitutivo, mentre la seconda fa riferimento allo statuto. Numerosi sono i campi che devono essere compilati in queste due sezioni, che molto dipendono dalle scelte che vengono operate. L’accesso è quanto mai semplice, perché la pagina dedicata del Registro delle Imprese on line si chiama ‘Crea la tua start up’. Si tratta della modalità di accesso primaria, che permette ai fondatori di avere a disposizione tutti i form da compilare. Alla conclusone del processo e una volta verificati con cura tutti i dati inseriti, bisogna sottoscrivere l’atto con la firma digitale. Se ogni azione va a buon fine il Registro delle Imprese va nella pratica a integrare gli estremi della avvenuta registrazione e la start up risulta riconosciuta, quindi operativa.

Ma non tutto è oro quel che luccica e semplificare l’atto di iscrizione e di fondazione on line come una azione semplice non è corretto. Basti pensare che chi desidera seguire questa strada deve leggersi una bella guida di 25 pagine, che permette di compilare tutti i campi predisposti correttamente. Arrangiarsi è quindi bello e conveniente, ma chiede di studiare e di completare ogni passaggio con scrupolo e con attenzione. Servono quindi fondamenti giuridici e l’abilità di conoscere tutta la terminologia tecnico giuridica. Ecco perché, anche nella sottoscrizione online, chi desidera fondare una start up di solito si affida alla consulenza di un professionista.

L’atto costitutivo delle start up

L’atto costitutivo della start up deve contenere dei dati base che sono relativi a tutti i soci, sia che si tratti di persone fisiche che di persone giuridiche. È fondamentale che i fondatori abbiano avuto la possibilità di verificare e di controllare la capacità di agire di tutti i soci e di verificare se la società rientra nel regime di comunione dei beni. Se vi sono soci stranieri è inoltre indispensabile verificare le cosiddette condizioni di reciprocità. L’atto costitutivo della start up si occupa quindi di stabilire quale è il regime di governance della società e stabilisce quali sono i poteri che vengono attribuiti agli amministratori.

Lo statuto delle start up

Lo statuto della start up è il secondo documento che deve essere redatto quando si intende fondare un’impresa di questa tipologia. Si tratta di un documento che contiene le regole di funzionamento della società e che illustra nel dettaglio il rapporto tra i soci. Nelle S.r.l. lo statuto è di natura standardizzata e di poche righe, mentre in questo caso si tratta di un documento complesso e che si articola in diverse clausole interne. Le scelte che vengono effettuate si legano, in questo caso, a delle conseguenze che vengono ben specificate, quindi nella scelta delle clausole opzionali è importante fare maggiore attenzione. In questo documento vengono anche definite le regole dell’assemblea e il quorum necessario per raggiungere la maggioranza, quindi quanti componenti deve annoverare l’organo amministrativo e quale è il funzionamento del consiglio di amministrazione. La legge prevede che i documenti abbiano raccolto la firma digitale dei soci entro dieci giorni dalla data fissata per la sottoscrizione.

Agevolazioni per le start up: i fondi

Le agevolazioni per le start up possono iniziare dalla possibilità di fondare l’impresa direttamente in rete, salvaguardando i costi del notaio. Trattandosi di una creazione di impresa, è però normale che le clausole dello statuto e le scelte relative all’atto vengano fatte dopo avere seguito il parere di un legale o di un consulente del lavoro, quindi il risparmio, in questo caso, si traduce puramente sulla mancata attività del notaio.

Interessanti sono i bandi europei, quali ad esempio il programma europeo di Ricerca e Innovazione Horizon 2020 che interessa proposte di finanziamenti e di agevolazioni fino al 2020. I bandi sono molti e possono variare in base alla tipologia di attività o dello scopo. Ad essi si associano i programmi di incubazione, che vengono spesso avviati dalle grandi aziende, in collaborazione o patrocinio di enti, delle regioni o delle provincie. In questi progetti le start up possono esporre la loro idea di azienda e quindi incontrare modelli di impresa che funzionano e che ‘ce l’hanno fatta’. Le aziende innovative più meritevoli vengono quindi aiutate a spiccare il volo con programmi di finanziamento e con percorsi formativi realizzati ad hoc.

La domanda sorge quindi spontanea, ovvero quanto costa, nella pratica, fondare una start up? Statisticamente, vi è una fase di avvio che mostra costi medi pari a 25mila euro. Si tratta del processo di ‘seed’, di semina in gergo tecnico, ovvero dell’idea al quale fa seguito l’early stage, dove gli investimenti vanno, sempre statisticamente, dai 500 mila euro fino ai 3 milioni di euro. Vi è quindi lo sviluppo, che nelle grandi imprese varia dai 3 milioni di euro fino a casi di 10 milioni di euro. Si tratta di cifre molto importanti e che rivelano ancora una volta come la fondazione sia solo il primo passo verso la costruzione di un’impresa strutturata, nei costi così come nella natura, che chiede l’arrivo di investitori importanti per concludere e definire al meglio il suo ciclo vitale.

aprile 2, 2017

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valeria


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