Mercati

Aspettando le parole della Yellen, riaprono in positivo i mercati europei

Dopo la deludente chiusura della scorsa settimana, ripartono in rialzo le borse europee. Dopo un venerdì da dimenticare, a sorpresa Piazza Affari esordisce come maglia rosa, con il Ftse Mib sostenuto da banche e titoli finanziari, impegnati nel tentativo di recuperare almeno parte delle perdite subite nella scorsa settimana. Infatti tutti i titoli dei maggiori istituti di credito del Belpaese hanno mostrato oggi un soddisfacente rialzo, a esclusione di Banca Mediolanum, a -0,08% a 6,07 euro, e di Fineco Bank, che ha mostrato un calo dello 0,94% a 4,978 euro. Nel Ftse Mib inoltre gli acquisti hanno premiato anche Assicurazioni Generali, Fiat Chrysler, Campari e Atlantia, in leggero miglioramento in mattinata.

Anche la società milanese MolMed, al di fuori dei titoli principali,
ha stamattina ottenuto ottimi risultati, attestandosi a +10,19% a 0,38 euro: merito del recente annuncio pubblicato dalla società dove viene confermato il via libera della Commissione europea circa l’immissione sul commercio di Zalmoxis, la prima e rivoluzionaria terapia cellulare basata sull’ingegnerizzazione del sistema immunitario, pensata per il trattamento delle leucemie e di altri tumori del sangue. Una procedura che se confermata avrebbe un impatto enorme nel settore, e la cui disponibilità si tradurrebbe in un beneficio rilevante per la salute pubblica. Continua invece la sua lenta ma costante ascesa Rcs Mediagroup, forte della leadership del nuovo azionista di maggioranza Urbano Cairo.

Rimane poi alta l’attenzione sulla vicenda Mediaset
: dopo l’annullamento del contratto vincolante firmato ad aprile, il gruppo televisivo della famiglia Berlusconi ha depositato nei giorni scorsi al Tribunale di Milano un atto formale di citazione contro Vivendi, il colosso francese delle telecomunicazioni guidato da Vincent Bolloré, chiedendo un risarcimento provvisorio di 50 milioni di euro al mese per ottenere “l’effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l’8 aprile 2016 e il risarcimento dei danni sin qui subiti, stimati per ora in un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento”. Al momento Mediaset è quotata a -0,66% a 2,728 euro, numeri che confermano il momento difficile del Biscione, che come il mercato per ora rimane in attesa di ulteriori sviluppi o offerte francesi, anche se una soluzione sembra ancora ben lontana.

L’attenzione dei mercati sarà poi oggi rivolta ovviamente al meeting di Ventotene tra i leader di Italia, Germania e Francia, riguardante principalmente il rilancio dell’integrazione nella comunità europea, e seriamente minato dalla Brexit. Il tutto in vista dell’importante vertice europeo in agenda per il 16 settembre a Bratislava, dove tra l’altro non parteciperà il Regno Unito. Per quanto riguarda il mercato valutario, cresce il dollaro in vista del probabile aumento dei tassi di interesse previsto nei prossimi mesi, guadagnando terreno nei confronti di yen e euro (l’euro ha stamattina toccato il minimo di 1,1272 dollari). Continua invece l’altalena del greggio: il petrolio, che la settimana scorsa ha più volte aggiornato i massimi da inizio luglio, è sceso oggi fino a 48,12 dollari al barile sul Wti, mentre sul Brent ha toccato un minimo a 49,81 dollari.

Anche per quanto riguarda il mercato obbligazionario la situazione si conferma stabile: lo spread tra BTp e Bund in avvio di giornata non si allontana dai 117 punti base, mentre ha mostrato un ulteriore lieve calo il rendimento del decennale italiano, sceso all’1,12% dall’1,14% registrato venerdì alla chiusura. Ma l’evento della settimana è certamente il meeting della Fed a Jackson Hole previsto per venerdì, dal quale ci aspetta una presa di posizione chiara da parte di Janet Yellen, il governatore della Banca centrale statunitense, circa l’eventuale rialzo dei tassi di interesse previsto per i prossimi mesi.

Gli investitori sperano che l’intervento di Yellen potrà contribuire a ridurre l’incertezza sulle prossime manovre della Federal Reserve, dissipando almeno in parte di dubbi che stanno pesando sui mercati da ormai un mese. Nelle ultime ore il mercato sembra tornato a scommettere su un rialzo dei tassi a breve, soprattutto dopo che ieri il vice presidente della Fed, Stanley Fischer, in un discorso ad Aspen ha sottolineato che l’economia americana è “vicina agli obiettivi” in termini di occupazione e inflazione fissati dalla banca centrale per poter avviare la stretta di politica monetaria.

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Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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