Azioni Enel: comprare o vendere?
Investimenti

Azioni Enel: comprare o vendere?

Nel corso del 2017 Enel potrebbe venirsi a trovare all’interno di un contesto di settore (quello delle utility) piuttosto favorevole: i prezzi dell’energia sono infatti previsti in aumento (così come gli utili) ed è dunque possibile che la tendenza negativa degli ultimi anni possa trovare un pronto arresto. In tal proposito, è oramai assodato come le stime dei principali analisti stiano indicando un miglioramento degli EPS, seppur a un ritmo ancora contenuto, per via di un ritorno agli investimenti nella rete elettrica e nel settore delle energie rinnovabili.

Se a quanto sopra aggiungiamo anche un mantenimento di bassi tassi di mercato (che dovrebbe impattare positivamente sul livello degli oneri finanziari), il fatto che i consumi sono cresciuti grazie anche al clima rigido invernale, all’aumento dei prezzi, ne deriva che molte società del comparto potrebbero approfittare di questo 2017 per poter tirare il fiato dopo un periodo di lunghe difficoltà, e dare qualche soddisfazione maggiore agli azionisti (il dividend yield stimato dal consenso per il biennio 2017-18 è superiore al 5 per cento, sopra la media del settore europeo).

Risultati Enel 2016

Per quanto concerne, più nel dettaglio, l’evoluzione di Enel, la società ha pubblicato qualche giorno fa i dati preliminari sul 2016, in cui spicca la presenza di un fatturato pari a 70,6 miliardi di euro, in calo del 6,7 per cento rispetto a quanto Enel riuscì a fare nell’anno precedente. Sulla flessione, hanno pesato minori vendite di energia elettrica nei mercati più maturi, le minori attività di trading di energia elettrica, i minori ricavi conseguenti alle tariffe di distribuzione applicate in Italia e l’effetto cambi negativo.

Scendendo le righe del conto economico riclassificato, rileviamo invece come la marginalità sia positivamente cresciuta: l’EBITDA ordinario è infatti giunto a quota 15,2 miliardi di euro, in aumento del 13 per cento rispetto a quello rilevato nel corso del 2015, al di sopra delle attese di mercato e degli obiettivi che erano stati annunciati nel corso del precedente mese di novembre, nonostante un contesto non certo agevole. L’EBITDA dello scorso anno, includendo anche gli effetti di alcune posizioni straordinarie come le plusvalenze per la cessione di Gnl Quintero, Hydro Dolomiti e altre minusvalenze su progetti idrici, è stato invece pari a 15,3 miliardi di euro, con un livello praticamente invariato sul 2015. Sul fronte della posizione finanziaria netta, il 2016 è andato in porto con un debito netto di 37,6 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 37,5 miliardi di euro conseguiti alla fine del 2015 e sotto le indicazioni fornite dalla società stessa.

Il buon contributo della diversificazione

I dati 2016 sono risultati essere sostanzialmente positivi grazie al contributo di alcuni mercati, principalmente latinoamericani: in Argentina, in particolare, a inizio febbraio è stata approvata una riforma della regolazione che ha inciso in modo favorevole sulle tariffe di distribuzione. Bene anche il contributo dei mercati di Italia e Spagna, ancora in sviluppo sulla marginalità grazie all’efficientamento della politica dei costi.

Enel previsioni sul futuro

Il piano industriale di Enel 2017-2019, presentato agli stakeholders dai top manager alla fine dello scorso mese di novembre, ha previsto il raggiungimento di un migliore equilibrio degli investimenti tra le reti e le energie rinnovabili, prevedendo risultati al rialzo, dividendi in crescita e la proposta di un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 2 miliardi di euro. Tra le principali linee guida dell’allora business plan sono risultati i progetti di digitalizzazione della gestione e degli asset del gruppo, con investimenti complessivi che ammontano a 4,7 miliardi di euro, e con la finalità di generare uno sviluppo cumulato dell’EBITDA per 1,6 miliardi di euro tra il 2017 e il 2019. Il gruppo lavorerà inoltre sulla semplificazione della propria organizzazione, con l’auspicio di ridurre i costi: è dunque prevista una razionalizzazione della struttura a livello di Paese in tutte le aree, in particolare in America Latina e nel segmento delle energie rinnovabili.

Dividendi Enel

Passando alla remunerazione degli azionisti, per l’esercizio in corso è previsto un dividendo minimo di almeno 0,21 euro per azione; il payout ratio, cioè il rapporto fra il dividendo e l’utile, dovrebbe esser pari al 65 per cento nel 2017, in rialzo di 5 punti rispetto al 60 per cento che è stato indicato nel precedente piano industriale. È inoltre previsto un payout ratio del 70 per cento nel 2018 e della stessa misura nel 2019. L’utile netto ordinario dovrebbe infine salire a 3,6 miliardi di euro per il 2016, 4,1 miliardi di euro per il 2018 e 4,7 miliardi di euro per il 2019.

Comprare azioni Enel

Anche alla luce delle valutazioni di cui sopra, riteniamo che l’investimento in Enel possa rappresentare una buona opportunità per gli azionisti sul medio termine, nella considerazione di alcuni rischi specifici che potrebbero influenzare l’evoluzione del business societario, come le nuove regolamentazioni in alcuni mercati, o la difficoltà nel perseguire gli obiettivi di riduzione dei costi.

febbraio 24, 2017

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roberto


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