Mercati

Banche italiane, ecco i trend su tassi, prestiti e raccolta

Il settore bancario italiano continua a rimanere sotto l’attenzione degli analisti nazionali e internazionali, rappresentando (e non solamente per i suoi casi più celebri, da MPS in giù) un elemento di particolare aleatorietà futura. In un’ottica analitica, cerchiamo allora di comprendere quale sia il loro stato di salute e come stiano procedendo le attività che costituiscono il loro core business creditizio.

Tassi di interesse

Cominciamo dai tassi di interesse che, come noto, sono oramai ai minimi storici per quanto concerne i parametri di riferimento. Con ridotte marginalità da interesse, le banche stanno allora cercando di incrementare l’apporto del commissionale (non sono pochi gli istituti di credito che, ad esempio, hanno aumentato i canoni dei conti correnti), in integrazione a qualche ritocco più o meno lieve degli spread sui finanziamenti (ed ecco spiegato perché, a fronte di Euribor / IRS su livelli minimi, nelle ultime settimane in alcune banche i tassi finiti sono cresciuti in modo più evidente).

sistema-bancario1

Ad ogni modo, stando alle ultime statistiche utili (agosto) è ben difficile cercare di trovare un trend comune per i tassi bancari, tra stabilità, contrazione e rimbalzi. Il costo della raccolta da clientela è ancora in riduzione, di 2 punti base mese su mese a 0,90 per cento, soprattutto grazie al calo del tasso sulle obbligazioni. A settembre, secondo le stime ABI, il costo ha perso altri 2 centesimi mese su mese.

Per i tassi sui nuovi prestiti alle famiglie per acquisto abitazioni, si è osservato un rimbalzo, dopo il calo notevole di luglio. Il recupero sembrerebbe totalmente riassorbito a settembre, secondo le stime ABI. Anche il tasso sui nuovi prestiti di minore entità alle società non-finanziarie è salito leggermente e all’opposto quello sulle operazioni di maggiore dimensione si è ridotto trainando la discesa del tasso medio. Per effetto di movimenti al ribasso di analoga entità per il costo della raccolta e il tasso sui prestiti in essere, la forbice bancaria si è assestata, su un livello che sarebbe confermato anche per settembre, sulla base delle stime ABI.

Più nel dettaglio, ad agosto i tassi sui deposti sono rimasti stabili sui livelli molto bassi ormai raggiunti. Il tasso medio sui depositi si è fermato infatti allo 0,43 per cento già segnato a luglio. Invariati sono risultati anche i tassi sui conti correnti delle famiglie e delle imprese pari, rispettivamente, a 0,09 per cento e 0,15 per cento, con una media a 0,10 per cento. Le stime ABI per settembre delineano un’ulteriore limatura di 1 punto base mese su mese per il tasso medio sui depositi e una stabilità per quello sui conti correnti.

Anche il tasso medio sulle consistenze dei depositi con durata prestabilita ha visto una frenata del trend di riduzione, fermandosi all’1,28 pe cento già segnato a luglio. Il costo delle nuove operazioni ha invece subito un rimbalzo verso l’alto di 24 punti base su mese a 1,16 per cento. Tuttavia, allungando l’orizzonte temporale si osserva da quasi due anni un andamento altalenante attorno ad un livello essenzialmente piatto. Tutte le componenti del tasso medio sui nuovi depositi con durata prestabilita sono risultate in recupero ad agosto.

Diversamente, il tasso medio sullo stock di obbligazioni ha proseguito nel trend di graduale riduzione, portandosi a 2,82 per cento dal 2,86 per cento di luglio e perdendo altri 4 centesimi a settembre secondo le stime ABI. Pertanto, è proseguito il calo del costo complessivo dello stock di raccolta da clientela, sceso a 0,90 per cento, dallo 0,92 pe rcento di luglio. A settembre, secondo le stime ABI, ha toccato un nuovo minimo, perdendo ancora 2 centesimi mese su mese.

sistema-bancario2

Per quanto riguarda i tassi sui nuovi prestiti alle società non-finanziarie, ad agosto la media complessiva ha segnato un altro calo di 4 punti base mese su mese a 1,66 per cento, per poi fermarsi a settembre a 1,67 per cento secondo le stime ABI. Quanto alle componenti del tasso medio, ad agosto si è osservato un andamento divergente tra tasso sui prestiti oltre 1 milione, in discesa di ben 19 punti base mese su mese al minimo storico di 1,12 punti percentuali. All’opposto, il tasso sulle operazioni di minore entità ha segnato un ritocco verso l’alto di 4 punti base mese su mese a 2,45 punti percentuali, il secondo consecutivo.

Per quanto concerne i tassi sugli stock dei prestiti, la riduzione ha subito una frenata ad agosto, dopo i notevoli ritocchi dei due mesi precedenti. Il tasso complessivo sui prestiti a famiglie e imprese è sceso soltanto di 1 punto base mese su mese che però ha portato a sfondare la soglia del 3,0 per cento, al nuovo minimo storico di 2,99 punti percentuali. Per settembre le stime ABI riportano un calo di altri 2 punti base mese su mese.

Prestiti

Le erogazioni per acquisto abitazioni restano elevate, con una quota preponderante di operazioni a tasso fisso. Diversamente, i prestiti alle società non finanziarie sono ancora stagnanti, sebbene l’andamento dell’aggregato nasconda notevoli divari, in relazione a durata dei prestiti, dimensione d’impresa e territorio. Da fine 2015, infatti, il credito alle imprese del Mezzogiorno risulta lievemente in crescita, diversamente da quello alle piccole imprese del Centro-Nord, ancora in netto calo. Per il complesso del credito al settore privato, ad agosto la variazione è risultata positiva per il settimo mese consecutivo, pari a +0,7 per cento anno su anno. Le stime ABI per settembre prospettano una dinamica essenzialmente invariata.

Più nel dettaglio, prosegue la crescita dei prestiti alle famiglie, al ritmo dell’1,5 per cento anno su anno ad agosto dopo l’1,4 per cento del bimestre precedente. Secondo i dati BCE, la dinamica si è rafforzata a settembre (a +1,7 punti percentuali anno su anno dal +1,6 per cento di agosto su basi omogenee). Ad agosto le erogazioni di finanziamenti per acquisto di abitazioni sono risultate particolarmente elevate, tenuto conto della stagionalità, tanto che il tasso di crescita è tornato a due cifre (+23,4 per cento anno su anno) dopo il rallentamento dei mesi precedenti connesso a un effetto base. Inoltre, agosto ha visto un balzo delle rinegoziazioni di prestiti esistenti, fenomeno evidentemente stagionale essendo stato osservato già dodici mesi prima. In dettaglio, le rinegoziazioni sono salite a quasi il 48 per cento delle erogazioni mensili, dopo un graduale ridimensionamento della quota dal 36,6 per cento di inizio anno al 26,5 per cento di luglio. Un analogo picco si era registrato ad agosto 2015, col 44 per cento. Resta preponderante la quota di erogazioni a tasso fisso (57 per cento ad agosto come già a luglio, dal 54 per cento del primo semestre), in ragione di un differenziale tra tasso fisso e variabile sceso a soli 53 punti base ad agosto, dai 57 punti base di luglio e 74 punti base del secondo trimestre.

sistema-bancario3

Diversamente, i prestiti alle società non-finanziarie sono ancora stagnanti. La variazione annua del complesso dei prestiti corretta per le cartolarizzazioni è rimasta leggermente in negativo, pari a -0,2 per cento ad agosto (dati riferiti alla clientela residente in Italia), valore che dovrebbe essere confermato anche per settembre, sulla base dei dati BCE. Anche la scomposizione per durata dei prestiti alle società non-finanziarie non mostra novità. I prestiti a breve restano in forte riduzione, pari a -5,2 per cento anno su anno ad agosto e -5,1 per cento a settembre, in linea con la media del primo semestre dopo il -6 per cento anno su anno di luglio. Inoltre, frena la crescita dei prestiti a medio/lungo termine, scesa sotto l’1 per cento da maggio in poi, fino ad arrestarsi a settembre, dopo tre mesi ad un ritmo di +0,7 per cento anno su anno. L’andamento resta trainato dai prestiti con durata intermedia che proseguono la crescita, sebbene ad un ritmo sempre più moderato (+9,4 per cento anno su anno a settembre, da +11,3 per cento in media da maggio ad agosto e +15,9 per cento nel primo bimestre 2016).

Raccolta

Ad agosto la crescita su base annua dei conti correnti è rimasta molto robusta, pur in leggero rallentamento rispetto al balzo di luglio. Tale dinamica è confermata anche per settembre. Il forte incremento dei conti correnti continua a sostenere la crescita del totale dei depositi, sebbene leggermente più moderata ad agosto rispetto al mese precedente. Di conseguenza, la variazione annua della raccolta da clientela è tornata in negativo ad agosto, a -0,8 per cento anno su anno dopo un temporaneo rimbalzo in positivo a luglio. Per settembre, i dati preliminari di ABI vedono una contrazione ancor più evidente, pari a -1,3 per cento anno su anno.

Risparmio gestito

Il mercato italiano dei fondi comuni ad agosto e settembre 2016 è stato caratterizzato da una ripresa. A settembre, infatti, la raccolta netta di questi ultimi torna a registrare volumi consistenti, superando i 5 miliardi. Si attenuano, invece, pur rimanendo positivi, i flussi netti intermediati dai mandati di gestione che, ancora consistenti ad agosto, scendono a 581 milioni complessivi a settembre. Infine, continua il calo delle sottoscrizioni nel comparto assicurativo, che registrano una contrazione sia nella produzione di premi a più alto contenuto finanziario sia in quella dei premi più tradizionali.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

Lascia un Commento