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Banche Venete: ecco i termini per il salvataggio

Successivamente all’accordo con Banca Centrale Europea ed Unione Europea durante la giornata di ieri, il consiglio dei ministri ha approvato lo schema di salvataggio della Banca Popolare di Vincenza e di Veneto Banca. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i dettagli dell’operazione.

Prima di tutto è importante specificare che la liquidazione di queste due banche prevede ben 17 miliardi di euro per il governo rispetto ai 20 messi a disposizione dal sistema creditizio ad inizio anno. Attraverso un comunicato tramite Borsa Italiana, Intesa Sanpaolo ha affermato di aver ottenuto con i commissari Liquidatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza il contratto di acquisto di alcune attività, al prezzo simbolico di 1 euro.

Il titolo di Intesa ha mostrato intanto un interessante rally in borsa, con un rialzo superiore al 3,50% arrivando a toccare il livello di 2,700 euro.

Questa azione da parte di Intesa, consente di evitare una vera e propria reazione a catena, che sarebbe potuta accadere nel caso di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando prima di tutto i lavoratori, i fondi detenuti e i finanziamenti verso imprese e dei suoi lavoratori.

Il salvataggio delle due banche regionali da parte di Intesa Sanpaolo, prevede svariate attività tra cui: obbligazioni subordinate, partecipazioni, crediti deteriorati e molte altri ancora.

Intesa ha inoltre stabilito che verranno risarciti tutti i detentori di obbligazioni subordinate emesse da parte delle due banche, attraverso un importo di 60 milioni, in aggiunta alla quota del contributo al sistema bancario.

Intesa sta procedendo quindi con l’acquisto di attività e passività non solo di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ma anche attraverso il contributo in partecipazioni con Banca Nuova, Sec Servizi, Servizi Bancari e nelle sede in Albania, Croazia, Moldavia.

Condizioni Operazione Intesa – Banche Venete

Come affermato nei termini del Salvataggio, viene rispettata la politica dei dividendi e l’Equity Tier 1. Vengono previsti inoltre:

  • Contributo Pubblico di 3,5 miliardi di euro in contanti, per coprire gli impatti sui coefficienti patrimoniali.
  • Secondo Contributo Pubblico per gli oneri di integrazioni, che comprendono la chiusura di ben 600 filiali e applicazione del fondo di solidarietà di ben 3900 persone del gruppo risultate dall’acquisizione.
  • Garanzie pubbliche pari a 1,5 miliardi di euro
  • Sportelli Aperti

I due istituti di credito hanno comunque tranquillizzato i clienti, affermando che i clienti non subiranno conseguenza alcuna. Tutti gli uffici e gli sportelli rimarranno regolarmente aperti e saranno quindi al 100% funzionanti, e continueranno a lavorare normalmente.

Questo significa dunque che i clienti delle Banche Venete in questione potranno effettuare le loro operazioni tranquillamente senza alcuna variazione possibile. La continuità dei rapporti con la clientela continua ordinatamente, ed inoltre la Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni di Veneto Banca non è stata acquisita da Intesa, e quindi con anch’essa sarà possibile continuare i rapporti con i clienti.

Sull'autore

Andrea Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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