Vediamo come sono andate le cose:
- Il 24 Agosto, Beppe fa un post su Fazio, esprimendo il suo forte dissenso verso questa persona vuole restare aggrappata alla sua cadrega con le unghie.
- Nei commenti alcune persone propongono di “fare qualcosa” per non limitare l’indignazione e la richiesta di dimissioni sono alla Rete, in particolare qualcuno invita Beppe a comprare una pagina sul Corriere per chiedere le dimissioni di Fazio.
- Il giorno dopo, il 25 agosto, Beppe raccoglie l’invito dei lettori e scrive il testo che vorrebbe pubblicare sul giornale.
- Il 27 agosto (sabato) pubblica i dati per versare i 18.000€ necessari per acquistare una pagina su Repubblica.
- Il 1 Settembre la pagina esce sulla Repubblica e Beppe scrive un post per ringraziare i lettori che hanno creduto nell’iniziativa ed hanno versato il loro contributo.
Questi sono i fatti.
Dal 1° settembre la blogosfera si è mobilitata per elargire opinioni di ogni genere.
Leggendo queste opinioni devo dire che l’atteggiamento di molti blogger mi ha veramente fatto cadere le balle. Una volta i blog portavano novità e opinioni interessanti. Ora mi pare che molti di essi si limitino a criticare qualunque cosa, senza costruire nulla.
L’iniziativa di Grillo può piacere o può non piacere, ma banalizzandola dicendo che è stata un’iniziativa marketing per fare pubblicità al suo blog mi sembra una stupidaggine buttata li.
Da gennaio Grillo ha girato l’Italia con il suo tour facendo ovunque il pienone. Il suo blog è al 79° posto tra i blog più popolari al mondo (ed è solo in italiano). Ha bisogno di farsi pubblicità secondo voi?
Se quello fosse il suo obiettivo potrebbe andare in televisione a parlarne quando vuole.
Se invece il suo obiettivo è cacciare Fazio, allora non può andarlo a dire come e quando vuole. Deve trovare soluzioni alternative.
Non è possibile cercare sempre un secondo fine. Capisco che i nostri politici ci hanno abituato male, ma non c’è del marcio ovunque.
C’è poi chi critica Grillo perché secondo lui non può essere un altro Howard Deen, perché non ne ha le qualità ed il background politico.
Questa a bella!
A parte che Grillo ha più volte detto che non intende candidarsi, ma io trovo 1000 volte meglio uno con un carisma ed un senso dell’onestà come Grillo che tutti i Mastella, i Casini, i Pera, i Maroni, i Rutelli o gli Scalfarotto della situazione.
E poi, se Regan (che era un attore) è diventato presidente, e un culturista è governatore della California, qua in Italia Grillo starebbe dannatamente bene in Parlamento in mezzo a quelle mummie!
Mi stupisce e mi stupisce parecchio, che molti blogger abbiano parlato dell’iniziativa solo cercando il pelo nell’uovo, solo cercando quello che non va. Solo critiche distruttive. Nei contenuti e spesso nel tono.
Si potrebbe parlare del rapporto tra Internet e stampa, del velo di menzogne e mezze verità che avvolge i mass media, dell’apporto che i singoli individui possono dare grazie alle capacità di aggregazione della Rete, della democrazia diretta. Invece ci si limita a dire: “Se Grillo ha portato avanti l’iniziativa è perché ha un suo tornaconto personale”.
Nessuno che abbia tracciato strade alternative concrete per raggiungere l’obiettivo di mandare via Fazio.
Nessuno che abbia provato a immaginare l’effetto che quella lettera ha avuto sui lettori della Repubblica del 1° settembre che magari neanche avevano mai sentito la parola “blog”. (Solo De Biase dice che dal suo messaggio ne esce bene tutto il sistema dei blog).
Leggendo le numerose impressioni su questo avvenimento vedo un marasma di sterilità, dove ogni opinione elide l’altra e veniamo riportati tutti al punto di partenza con qualcosa in meno. L’entusiamo.
Io sinceramente come persona delusa dalla politica e dall’imprenditoria italiana, non riesco a non essere entusiasta di quanto ha fatto e sta facendo Grillo.
Non è un messia, non vuole comandarci, non vuole raccontarci la Verità. Vuole semplicemente che le cose cambino. Ma non potrà certo farlo lui. Se siamo d’accordo con lui, potremo farlo noi se riusciamo a smetterla di parlarci addosso criticando il prossimo e intanto accettando passivamente questa politica e questa imprenditoria.



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