Commento di Massimo Mantellini
Maurizio, mettiamola cosi. Quando si parla di blog in genere si tende a sovrapporre due concetti diversi. Qualcuno parla della strumento. Altri alludono alla rete sociale che generano. Sullo strumento di publishing credo ci sia poco da discutere, il blog di grillo e' un esempio fra i tanti della sua duttilita' e velocita'. Da questo discendono molti piccoli circoli virtuosi: tu leggi il blog di grillo e dici, perche' non posso aprire un blog anch'io? Ovviamente si': lo puoi fare.
Il traino del blog di grillo alla scoperta dello strumento blog e' forse l'aspetto maggiormente positivo di tutta questa faccenda.
Ora veniamo alle note meno liete: nell'ottica invece dalla rete sociale che lo circonda il blog di grillo lascia molto a desiderare. Grillo (per ragioni immagino di forza maggiore) non partecipa ad alcuna conversazione. Comunica semplicemente. Per dirla tutta quando rilascia interviste alludendo alla forza di blog e alla sua capacita' di collante alternativo, un po' millanta.
Il flusso dei commenti o delle idee che nascono nel suo blog sono utili e magari generano iniziative, ma cio' avviene in maniera per cosi dire convenzionale. Certamente non paritaria. Di sicuro non distribuita. Questo a me pare un punto. E puo' anche essere che il modello dinamico della "conversazione" fuori da nodi di rete piccoli ed equilibrati possa non funzionare (io credo che questo sia cio' che in ogni caso accadrebbe sul blog di grillo ance se lui avesse qualche attenzione in piu' da dedicare alla sua figura di blogger). Quello che tu chiami (e devo dire che un po' mi spiace) "pelo nell'uovo" e' per me questione importante (che ovviamente esulano in gran parte da grillo e dal suo sito) e non marginale. Perche' se si decide di innovare (e soprattutto se si sbandiera questo nuovo spirito ai 4 venti) si deve avere il coraggio di farlo per davvero.
Risposta
Massimo, anche secondo me questo non è “pelo nell’uovo”.
Per gli osservatori della Rete italiana, come immagino molti di noi possano definirsi, le dinamiche sociali e politiche legate al blog di Beppe Grillo, potenzialmente, sono molto interessanti.
Va tenuto presente pero’ che il blog e’ partito da soli 8 mesi. Diamo tempo a Grillo di capire la Rete ed i suoi abitanti. Un passo alla volta.
Però anche la Rete deve capire il personaggio Grillo.
Quando una persona carismatica come Grillo decide di parlare, non sempre ci può essere bidirezionalità. Nei suoi spettacoli, ma anche nel convegno di Bagnaia ad esempio è lui che prende la parola e dice la sua.
Se penso ai blog (o ai tentativi di blog) di personaggi conosciuti come lui, devo dire che già fatto davvero molto.
Capisco che in ogni caso possa non sembrare abbastanza, ma diamogli tempo.
Anche perché, a parer mio, due passi “non convenzionali” sono stati fatti. Da una parte grazie proprio all’ iniziativa di Fazio, che ripeto è nata dalle proposte dei lettori del suo blog ed è stata realizzata nel giro di una settimana (per di più ad agosto) con una partecipazione attiva, al blog e soprattutto al finanziamento, di centinaia di persone.
Dall’altra con i gruppi di Meetup, che, con tutte le loro limitazioni, possono riuscire a creare qualcosa dal basso facendo sposare Internet e gli incontri nel mondo reale.
In sintesi devo dire per sono d’accordo al 100% con l’affermazione che Beppe ha fatto a Radio Dee Jay, interpellato dopo l’uscita del manifesto sulla Repubblica:
“Io ho 60 anni. Posso mettere una pietrina ma poi sta a voi costruire”
Se volete, l’audio completo è qua:
http://www.deejay.it/default.jsp?...
Se posso permettermi di parafrasare una famosa citazione, trovo che non sia il caso di chiedersi cosa può fare Grillo per cambiare l’Italia, ma cosa possiamo fare noi per farla cambiare 



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