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<title>E-conomy Blog</title><link>http://www.e-conomy.it/blog</link>
<description>E-conomy Blog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Augmented Reality 2.0]]></title>
	<description><![CDATA[<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PGu0N3eL2D0&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PGu0N3eL2D0&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object><br><br>
<p>Immaginate lo stupore delle persone che entrando in un negozio di giocattoli, hanno potuto vedere i contenuti di una confezione di Lego gi&agrave; montati ed in movimento, semplicemente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PGu0N3eL2D0" target="_blank">ponendoli di fronte ad uno schermo</a>.<br />Si tratta di nuove applicazioni riferite ad un concetto tutt'altro che recente e anzi, che ha ormai quasi 20 anni: l' "<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata" target="_blank">augmented reality</a></strong>". Questa "realt&agrave; allargata" consiste nel sovrapporre alla realt&agrave; percepita in un certo momento, una realt&agrave; digitale. In questo modo si "aumenta" la percezione mixando al mondo reale oggetti virtuali creati da un computer. <br />Se negli anni '90 questo si pensava fosse possibile attraverso i caschi virtuali come per "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tagliaerbe" target="_blank">Il Tagliaerbe</a>", oggi gli strumenti che consentono di farlo sono molteplici: non solo i chioschi come <a href="http://www.notcot.com/archives/2009/01/legos_digital_b.php" target="_blank">quelli della Lego</a>, ma anche i cellulari di ultima generazione come l'iPhone.</p>
<p>
<form style="DISPLAY: inline" class="mt-enclosure mt-enclosure-image" mt:asset-id="609">
     
</form>
<form style="DISPLAY: inline" class="mt-enclosure mt-enclosure-image" mt:asset-id="609">
    <a href="http://layar.com/" target="_blank"><img style="MARGIN: 0px 0px 20px 20px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 290px" class="mt-image-right" border="0" alt="Layar Reality Browser" src="http://www.casaleggio.it/immagini/funda_house.png" width="320" height="480" /></a><br />Si possono creare, esplorare e condividere le informazioni in un modo nuovo, basato sulla Rete ed in funzione del contesto in cui ci si trova. Un concetto che sta trovando applicazioni in campi differenti. Come<a href="http://www.metaio.com/iliving/" target="_blank"> iLiving</a> che consente di aggiungere virtualmente oggetti di arredamento alle fotografie di stanze vuote, oppure <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8EA8xlicmT8" target="_blank">Wikitude</a> che consente di trasformare il proprio iPhone in un visore che aggiunge informazioni al luogo che si sta visitando.
</form>
<form style="DISPLAY: inline" class="mt-enclosure mt-enclosure-image" mt:asset-id="609">
    <p>Attraverso la fusione tra Mobile, Ubiquitous Internet e User Generated Content, sono state create applicazioni come <a href="http://gowalla.com/" target="_blank">Gowalla</a>, <a href="http://layar.com/" target="_blank">Layar</a> e <a href="http://www.junaio.com/" target="_blank">Junaio</a> che consentono di utilizzare il proprio iPhone come uno strumento capace di <strong>estendere il Web al mondo reale</strong>.<br />Il futuro di Internet non potr&agrave; non passare per questa strada. </p>
    <p> </p>
</form>
</p>
<p>
<form style="DISPLAY: inline" class="mt-enclosure mt-enclosure-image" mt:asset-id="609">
     
</form>
</p>
Da: <a href="http://www.casaleggio.it/2009/11/augmented_reality.php">www.casaleggio.it/2009/11/augmented_reality.php</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=200]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=200</guid>
	<dc:date>2009-11-18T11:36:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pubblicità 2.0: Social Advertising]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La Rete, intesa anche come fenomeno sociale, sta mettendo in luce tutti i limiti degli attuali modelli pubblicitari, che risultano in buona parte inadeguati a questo ambiente. Per questo &egrave; necessario tornare reinterpretare i fondamentali della pubblicit&agrave; in funzione di presupposti diversi emersi grazie a Internet.<br /></p>
<p>Un elevato numero di esperti del settore &egrave; concorde nel ritenere che gli attuali canali di comunicazione pubblicitaria si stanno avviando verso una saturazione e che la loro capacit&agrave; di coinvolgere il pubblico stia peggiorando.&nbsp; <br />Negli ultimi anni si sta assistendo ad un cambiamento dei comportamenti di fruizione dei media: da un&rsquo;indistinta audience passiva ad un&rsquo;audience pi&ugrave; partecipativa. Persone sempre pi&ugrave; attente al modo di interagire, filtrare, distribuire e consumare i contenuti ed i messaggi attraverso modalit&agrave; e canali differenti.&nbsp; L'industria pubblicitaria che conosciamo si avvia perci&ograve; verso un cambiamento radicale, o come sostenuto da studiosi ed analisti: <em><a href="http://www-03.ibm.com/industries/global/files/adqrfinal_qr.pdf?re=media&amp;sa_message=title=download_executive_summary" target="_blank">The end of advertising as we know it</a></em>.<br /></p>
<p>Internet ha gi&agrave; mutato i comportamenti e le abitudini di accesso all&rsquo;informazione ed &egrave; presumibile che nel giro di pochi anni far&agrave; lo stesso anche negli altri ambiti. <br />In questo senso. il ritardo della pubblicit&agrave; on line &egrave; imbarazzate: le strategie e le tecniche di comunicazione applicate nel 2009 sono <strong>praticamente le stesse</strong> che si applicavano nel <strong>1999</strong>. <br />Per gli operatori sar&agrave; perci&ograve; necessario definire nuovi modelli pubblicitari, sgombrando la mente dai successi dei meccanismi classici di comunicazione pubblicitaria, che sulla Rete, semplicemente, non funzionano. <br /><br />E' logico prevedere che il rinnovamento della pubblicit&agrave; online dovr&agrave; avvenire partendo dagli aspetti sociali della Rete. Da alcuni ultimi mesi si &egrave; iniziato a parlare di <strong>Social Advertising</strong>. Il primo ad impossessarsi di questo termine &egrave; stato <strong>Mark Zuckerberg</strong>, CEO di Facebook, che ha definito il Social Advertising semplicemente come l'<a href="http://www.facebook.com/press/releases.php?p=9176" target="_blank">advertising sui social network</a>.</p>
<p>Questa concezione lascia perplessi: per quale ragione limitarsi a considerare il &quot;dove&quot; e non il &quot;come&quot;?<br />L'aspetto sociale della <strong>Pubblicit&agrave; 2.0</strong> pu&ograve; andare ben oltre i social network come Facebook. Il <strong>Social Advertising</strong> pu&ograve; rappresentare un concetto pi&ugrave; ampio, che si contrappone alla visione tradizionale in cui la pubblicit&agrave; on line &egrave; di <strong>massa</strong>, <strong>impersonale</strong> e il processo di attivazione <strong>rigido e monodirezionale</strong>.</p>
<br />
<p><img alt="" src="/public/social_advertising.gif" /></p>
<br />
<p>Se riduciamo la &quot;distanza&quot; tra inserzionista-editore-navigatore, possiamo osservare gli attori del sistema non come entit&agrave; separate, ma come elementi di un' ambiente sociale interconnesso che vede la sua evoluzione nell&rsquo;autorganizzazione continua. Questo rappresenta un framework in cui si possono attuare nuove forme di creativit&agrave; che operano in tutti gli ambiti del processo di comunicazione pubblicitaria, guidata dagli aspetti sociali di relazione e partecipazione.</p>
<p>La pubblicit&agrave; on line &egrave; troppo importante per la Rete e per la crescita della qualit&agrave; dei contenuti e dei servizi offerti. E&rsquo; impensabile che l&rsquo;immobilismo di cui &egrave; stata vittima prosegua ancora a lungo. Il <strong>Social Advertising</strong> rappresenter&agrave; una delle principali strade per il suo sviluppo. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo pubblicato su: </em><a href="http://www.casaleggio.it/2009/04/pubblicita_20_social_advertising.php" target="_blank"><em>Pubblicit&agrave; 2.0: Social Advertising</em></a></p>
<p>&nbsp; </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=199]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=199</guid>
	<dc:date>2009-04-09T15:14:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[“I Am the Long Tail”: il video]]></title>
	<description><![CDATA[L' Internet Advertising Bureau  ha realizzato questo video dal titolo: “I Am the Long Tail”.
<br><br>

<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tBHnh_nlKgw&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&hl=en&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tBHnh_nlKgw&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&hl=en&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=198]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=198</guid>
	<dc:date>2009-03-27T11:37:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il futuro che (forse) ci aspetta]]></title>
	<description><![CDATA[<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rxVS5nYFnkA&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rxVS5nYFnkA&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object><br><br>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=197]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=197</guid>
	<dc:date>2009-03-06T18:48:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Two-sided Market]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I cosiddetti <strong>Two-sided markets</strong> sono reti economiche che hanno due distinti gruppi di destinatari che si scambiando benefici.<br />
  Se un gruppo mostra delle preferenze  rispetto al numero di membri o alle attivit&agrave; dell'altro gruppo si parla di <em><strong>cross-side network effects</strong></em>. Se invece ci&ograve; che succede in un gruppo non influenza ci&ograve; che accade dall'altro, si parla di <em><strong>same-side network effects</strong></em>.<br />
  I cross-side network effects possono avere una caratterizzazione positiva (il numero di compratori e di venditori su eBay) o negativa (come la reazione dei consumatori ad un aumento di pubblicit&agrave;). Anche i same-side network effects possono essere positivi (come il numero di partecipanti ai sistemi Peer-to-Peer), oppure negativi (come la presenza di pi&ugrave; concorrenti nello stesso marketplace).<br>
  Gli intermediari che mettono in relazione i due mercati, devono scegliere il prezzo di equilibrio per ogni gruppo del&nbsp; two-sided network, tendendo presente l'<strong>effetto di rete</strong> conseguente.</p>
<p>Un esempio  &egrave; quello del caso <strong>Adobe</strong>. Quando la societ&agrave;  lanci&ograve; i due prodotti Acrobat Reader (per l'utenza consumer) e Acrobat Writer (per l'utente professionale) per leggere e scrivere i file Pdf li mise <strong>entrambi a pagamento</strong>, secondo un modello economico del tipo prezzo/quantit&agrave; <br>
  <em>[Vedi immagine in alto</em>. 

    <em>La sezione colorata rappresenta le revenue ottenute dai prezzi per la quantit&agrave;.</em>]<br> 
  <br>
  Nei Two-sided networks questa logica di prezzi pu&ograve; essere sbagliata, quando ci si rende conto del fatto che la crescita di utilizzo su un lato del network porta ad una <strong>crescita delle adozioni</strong> anche sull'altro lato. <br />
  Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_domanda" target="_blank">curve di domanda</a> non sono statiche: con un cross-side network effects positivo, le curve di domanda si sposteranno verso l'esterno, in risposta alla crescita della base di utenti sull'altra rete. <br />
Quando Adobe ha cambiato la sua strategia di prezzi rendendo il suo software di lettura di Pdf liberamente disponibile, si &egrave; potuto assistere ad una delle principali regole del two-sided network: "sovvenzionando" il lato pi&ugrave; sensibile ai prezzi si ottiene una crescita degli utilizzatori, ripagata dall'aumento verso il lato meno elastico ai prezzi, ma sensibile alla <strong>crescita di adozioni </strong>sull'altro lato.
<p>Il grafico successivo mostra la variazione sui due lati:</p>
<form mt:asset-id="464" class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="2sidedmarketdeveloper.gif" src="http://www.casaleggio.it/immagini/2sidedmarketdeveloper.gif"  class="mt-image-none" style="" /></form> 
<p align="right"><em>(fonte:Wikipedia)</em></p>
<p align="left">  In questo caso a fronte di una riduzione a zero delle revenue del lato consumer, si &egrave; verificata una forte crescita sull'altro lato, giustificata non solo dall'aumento minimo dei prezzi, ma anche dalla variazione alla curva di domanda da parte dell'utenza professionale.<br>
  <br />
La teoria dei Two-sided markets ha trovato numerosi ambiti di applicazione teorici, dalle <a href="http://www.ucl.ac.uk/laws/regulated-industries/secure/docs/W02_jenny_pp.pdf" target="_blank">carte di credito</a> ai <a href="http://center.uvt.nl/staff/filistrucchi/filistrucchi1.pdf" target="_blank">giornali</a>. 
  Ma &egrave; su Internet che questo modello pu&ograve; rivelarsi particolarmente efficace: l'inevitabile<strong> interconnessione tra gli attori del sistema</strong> facilita infatti lo sviluppo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emergenza" target="_blank">propriet&agrave; emergenti</a>, scarsamente considerate dai modelli economici classici.<br>
  Ragionare secondo quest'ottica, facilita poi la comprensione di mercati complessi con pi&ugrave; attori. In questo caso si parla di <strong>multi-sided network</strong>. E' il caso ad esempio del sistema pubblicitario <a href="https://www.google.com/adsense/login/it/?hl=it&gsessionid=Mt0rfbuDyN9_C870VWDe2w" target="_blank">Google Adsense</a>, che ha tre gruppi distinti di destinatari: gli inserzionisti, i publisher (blog, website, ecc.) e i navigatori. <br>
Applicare la logica dei Two-sided markets, significa non limitarsi a considerare gli attori del sistema come entit&agrave; completamente separate, ma come gruppi che possono influenzarsi a vicenda, traendone benefici.</p>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=196]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=196</guid>
	<dc:date>2009-03-02T10:03:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Internet of Things]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L' analisi del futuro di Internet porta a prevedere che nel prossimo decennio, uno degli ambiti di maggior sviluppo della Rete e delle tecnologie ad esse collegata riguarder&agrave; inevitabilmente l&rsquo;<strong>Ubiquitous Internet</strong>. In sintesi la possibilit&agrave; di accedere a servizi e informazioni tramite <em>device</em> di diverso genere, senza limiti di <strong>luogo</strong> e di <strong>tempo</strong> e nella modalit&agrave; appropriata al <strong>contesto</strong>. Nel corso degli anni questo concetto &egrave; stato affrontato da numerosi studiosi e ricercatori, prendendo nomi differenti in base a caratterizzazioni specifiche da: ubiquitous computing a pervasive computing, da physical computing a everyware.</p>
Ora nel momento in cui la tecnologia &egrave; realmente pronta a seguire le motivazioni sociali ed economiche sta prendendo piede il concetto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_of_Things" target="_blank"><strong>&ldquo;Internet of things&quot;</strong></a>, cio&egrave; la creazione di un ambiente in cui &egrave; presente una <strong>costante interconnessione tra Internet ed oggetti fisici </strong>di uso quotidiano.
<p>L'utilizzo delle tecnologie <strong>RFID</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification" target="_blank">Radio Frequency IDentification</a>) nella logistica e <strong>NFC</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Near_Field_Communication" target="_blank">Near Field Communications</a>) nei micropagamenti, sono oggi tra i primi esempi pratici delle opportunit&agrave; offerte dall'Internet of Things. <br />Ma in un futuro non troppo lontano le applicazioni potranno spaziare in <a href="http://dailymotion.alice.it/video/k5TzU65vQHOWpTMqgo" target="_blank">campi differenti</a>. Si potr&agrave; ad esempio:</p>
<ul>
    <li>Utilizzare un telefono cellulare come una carta di credito, o come un pass oppure per ottenere automaticamente informazioni da Internet sui prodotti presenti in un negozio </li>
    <li>Ottenere la diagnosi dei pazienti attraverso il monitoraggio in tempo reale di parametri vitali come la frequenza cardiaca, la respirazione e il tasso di pressione del sangue, attraverso sensori intelligenti indossati dal paziente senza interferire nelle attivit&agrave; quotidiane </li>
    <li>Monitorare da remoto in maniera semplice informazioni come il traffico, meteo, inquinamento delle acque, ecc. </li>
    <li>Far interagire gli oggetti di casa (tv, elettrodomestici, console, ecc.) con Internet e gestirli in maniera condivisa via web. </li>
    <li>Utilizzare nuovi device per accedere a servizi Internet senza il Pc. E' previdibile il proliferarsi di nuovi strumenti interattivi come il <a href="http://www.nabaztag.com/" target="_blank">Nabaztag</a>, l'ormai famoso coniglio in grado di avvisare della ricezione delle email, di leggere i feed Rss o di riconoscere gli oggetti. <br /><br /></li>
</ul>
<p>Se da un lato appare utopistico prevedere le sconfinate opportunit&agrave; di business e le applicazioni di uso comune, dall&rsquo;altro non potranno essere sottovalutate le implicazioni <strong>etiche e sociali</strong>. Ed in particolare due aspetti meriteranno grande attenzione: la <strong>privacy</strong> e la <strong>sicurezza. </strong><br />L'idea di poter essere continuamente &quot;osservati&quot; da qualcuno pronto a conoscere i nostri gusti e le nostre abitudini &egrave; una prospettiva che ha gi&agrave; creato non pochi imbarazzi nello sviluppo dell'RFID. C'&egrave; infatti chi propone di <a href="http://www.boycottbenetton.com/" target="_blank">boicottare</a> le multinazionali che fanno uso di queste tecnologie. <br /><br />In questo senso il <a href="http://www.iot-visitthefuture.eu/index.php?id=31" target="_blank">ruolo assunto dalla Commissione Europea</a> &egrave; quello di guidare e promuovere un approccio europeo coerente, di assicurare standard comuni ed una legislazione armonizzata. Infatti appare notevole l'impegno espresso dall'UE nella definizione di una policy condivisa che consenta di garantire i diritti fondamentali delle persone, la protezione dei dati personali e la tutela dei consumatori.</p>
<em>
<p>[Per approfondimenti: <a href="http://ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/docs/future_internet/swp_internet_things.pdf" target="_blank">UE - Early Challenges regarding the &ldquo;Internet of Things&rdquo;</a>]</p>
</em>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=194]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=194</guid>
	<dc:date>2009-01-13T12:40:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Free Economy]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="Taxonomy of Free-based model - Chris Anderson " src="http://www.casaleggio.it/immagini/free_economy.jpg" /> L' applicazione dei tradizionali modelli economici alla Rete risulta spesso insoddisfacente. In un ambiente in cui i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costo_marginale" target="_blank">costi marginali</a> sono spesso <strong>tendenti a zero</strong>, come ad esempio il costo di duplicazione e distribuzione delle informazioni, &egrave; naturale chiedersi quali siano i migliori comportamenti da attuare e quali regole debbano essere ampliate o addirittura riviste.<br /><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Anderson_(writer)" target="_blank"><strong>Chris Anderson</strong></a>, autore del fortunato libro &ldquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga" target="_blank"><strong>The Long Tail</strong></a>&rdquo;, sta condividendo con i lettori del <a href="http://www.thelongtail.com/" target="_blank">suo blog</a>, la stesura di una nuova opera dal titolo &ldquo;<strong>Free</strong>&rdquo;.<br />Anderson, di fatto una delle pi&ugrave; brillanti menti del Web, sostiene che il futuro della Rete sar&agrave; sempre pi&ugrave; basato su business model che riusciranno a <strong>creare ricchezza</strong> attraverso qualcosa di <strong>&quot;free&quot;</strong>.<br />Secondo le sue riflessioni &egrave; possibile distinguere due tipi diversi di economie. Una basata sugli atomi ed una sui bit. Nella &ldquo;<em>atoms economy</em>&rdquo; la maggior parte dei beni tende ad aumentare il proprio costo nel tempo. Nel mondo on line, con la &quot;<em>bits economy</em>&quot;, invece le cose tendono ad essere sempre meno costose. L&rsquo;economia basata sugli atomi &egrave; inflazionistica, quella basata sui bit &egrave; deflazionistica.
<p>Attraverso i suggerimenti dei suoi lettori, Chris Anderson &egrave; arrivato a definire quattro modelli free-based: </p>
<ul>
    <li><strong>Free 1. Direct cross-subsidy</strong><br />Si regala qualcosa con il fine di creare un mercato, puntando poi a soddisfare la domanda conseguente. <br />E' la tecnica utilizzata dalle compagnie telefoniche che regalano i cellulari a fronte dell'abbonamento, dagli ingressi gratuiti ai parchi giochi per i bimbi sotto una certa et&agrave; e online dai bonus per la registrazione o il primo acquisto. </li>
    <li><strong>Free 2. Advertising-supported</strong><br />Attraverso pubblicit&agrave; e sponsorship, qualcuno sovvenziona qualcun'altro, che potr&agrave; godere gratuitamente dei servizi. <br />Nella sua connotazione pi&ugrave; semplice &egrave; il classico modello utilizzato dai giornali, dalle televisioni ed on line dai grandi portali come Google, Yahoo! e dalla maggior parte degli editori sul web.<br /></li>
    <li><strong>Free 3. Fremium</strong><br />Un numero limitato di persone sovvenziona le altre. L'idea del Freemium (unione tra &quot;free&quot; e &quot;premium&quot;) &egrave; quella di offrire un bene gratuitamente nelle sue funzionalit&agrave; di base e di richiedere un pagamento per accedere alle funzionalit&agrave; complete. Pu&ograve; funzionare quando per un 5% di utenti premium, il costo marginale per soddisfare il restante 95% sia vicino allo zero. <br />E' il sistema utilizzato sul web da alcuni editori e da servizi online come Flickr o piattaforme di blogging come Splinder. <br /></li>
    <li><strong>Free 4. Gift Economy</strong><br />Viene offerto qualcosa senza chiedere in cambio un ritorno monetario diretto. La cosiddetta &quot;economia del dono&quot; viene da tempo studiata dalla sociologia economica e trova su Internet un suo naturale ambiente di evoluzione. Stima, attenzione, reputazione e autorealizzazione, rappresentano i principali meccanismi di ricompensa che giustificano lo sforzo compiuto. <br />E' quello che succede nei gruppi di aiuto spontaneo e on line per i software open source e per molti blogger. <br /></li>
</ul>
<p><br />Il dibattito in Rete &egrave; aperto e non manca chi sottolinea i limiti dei modelli online free-based come l'assenza di efficacia nel breve termine, la scarsa capacit&agrave; di remunerazione o la dipendenza da variabili intrinseche, come il tipo di settore in cui ci si trova ad operare.<br />In realt&agrave; resta che la vera intuizione di Chris Anderson sta nell'essere riuscito a porre l'attenzione su come il concetto che il &quot;free&quot; possa essere il substrato su cui dare vita a nuove idee. </p>
<br />Pubblicato su <a href="http://www.casaleggio.it/2008/10/free_economy.php" target="_blank">http://www.casaleggio.it/2008/10/free_economy.php</a><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=193]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=193</guid>
	<dc:date>2008-10-16T11:58:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A me comunicare?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ci sono diverse ragioni per cui l'iniziativa di Telecom "<a href="http://avoicomunicare.myblog.it/" target="_blank"><strong>A voi comunicare</strong></a>" non mi convince.</p>
<p>Ad esempio una <a href="http://avoicomunicare.myblog.it/files/static/redazione.html" target="_blank">redazione di 15 persone</a> per un <strong>"blog" del genere</strong> mi pare un tantino eccessiva.</p>
<p>Se proprio vogliamo dare lavoro a questi ragazzi io inizierei facendogli leggere le <a href="http://www.ciao.it/Telecom_Italia__63838" target="_blank">1.400 opinioni</a> su Telecom Italia di Ciao.com e cercando di riuscire a realizzare un servizio verso il cliente finale, se non eccellente, almeno buono.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=192]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=192</guid>
	<dc:date>2008-10-15T13:20:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'economia non esiste]]></title>
	<description><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Krugman" target="_blank">Paul Krugman</a> &egrave; il <strong>Premio Nobel 2008</strong> per l'Economia.<br />Lui come un'altro Nobel,  <a title="Joseph Stiglitz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz">Joseph Stiglitz</a> , ha la vista lunga.</p>
<p>Tuttavia &egrave; l'economia ad avere dei problemi. Negli anni si sono definite teorie vere, finch&egrave; restano solo teorie. Appena si confrontano con l'applicazione reale, mettono in evidenza tutti i loro limiti e la loro inattendibilit&agrave;.<br />Che senso ha orientare il pensiero verso meccanismi che, in ogni caso, non saranno attuabili nella pratica? </p>
<p>In questo senso <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/nobel-economia/nobel-economia/nobel-economia.html" target="_blank">fanno riflettere le parole</a> di Francesco Daveri, un Professore che scrive su Lavoce.info.</p>
<p><em>Altra scoperta fondamentale della teoria economica di Krugman &egrave; quella relativa alla concorrenza nei mercati globali: <br />"Prima dei suoi studi - spiega Daveri - <strong>l'ipotesi era che tutti i mercati fossero in concorrenza perfetta</strong>. <br />Krugman ha dimostrato che molto spesso sono invece oligopoli, ognuno vende un prodotto un po' differente dagli altri e questo lo rende oligopolista, anche perch&eacute; i consumatori si affezionano ad alcuni beni, che comprano pi&ugrave; volentieri. <br />E allora come fanno le imprese a commerciare? Questa teoria dimostra che pertanto esistono buone ragioni per specializzarsi e per commerciare con molti Paesi, e per avere economie aperte, non difese dai dazi. I gusti delle persone sono variegati, ecco perch&eacute; conviene il commercio internazionale".</em> <br /><br /><br /></p>
<p>Le condizioni perch&egrave; i mercati siano in <strong>concorrenza perfetta</strong> sono queste:</p>
<ol>
    <li>il bene prodotto &egrave; omogeneo; </li>
    <li>le imprese operano in condizione di "informazione perfetta", ossia tutti gli operatori dispongono di informazioni complete in merito ai costi di produzione, ai prezzi, ecc. </li>
    <li>le imprese che operano sul mercato hanno una dimensione atomica, tale da non poter influenzare in alcun modo i prezzi di vendita, e che non esistono barriere all'ingresso e all'uscita dei concorrenti; </li>
    <li>i fattori della produzione sono perfettamente sostituibili fra loro, ossia possono essere riallocati alla produzione di diversi beni. </li>
</ol>
<p>Ora, se gi&agrave; questa teoria trovava poca applicazione pratica all'inizio del secolo scorso, figuriamoci oggi. Parlare di concorrenza perfetta &egrave; semplicemente fuorviante.</p>
<p>Forse l'attuale crisi potr&agrave; finalmente dare lo stimolo per abbandonare certe convinzioni e certe ipotesi totalmente irrealistiche. E' ora che i fondamentali dell'economia vengano rivisti partendo dalla realt&agrave;.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=191]]></link>
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	<dc:date>2008-10-13T16:49:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Congratulazioni: LEI HA VINTO!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><a href="http://www.technorati.com/blogging/state-of-the-blogosphere" target="_blank"><img alt="" src="/public/congratulazioni.gif" /></a></p><br>
<p>Il <strong>DISPLAY ADVERTISING</strong> nell'anno 2008, ha qualcosa di molto simile ai banner del 1996.</p>
<p>Pubblicit&agrave; come quelle di Freelotto mortificano l'intelligenza degli utenti e lo stesso sito web su cui vengono esposte. <br />Quale utente potrebbe cliccare (o ricliccare) su un banner del genere? <br />Quale azienda vorrebbe occupare lo stesso spazio che poche pagine prima era associato a questa pubblicit&agrave;?</p>
<p>Mostrare questo genere di informazioni commerciali vuol dire svuotare progressivamente il "serbatoio della fiducia" degli utenti.<br /><br />Penso che gli editori debbano smettere di non filtrare la pubblicit&agrave; sulle loro pagine.<br />Se non lo faranno nel lungo termine, nessuno investir&agrave; pi&ugrave; su di loro.</p>
<p> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=190]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.e-conomy.it/blogarticolo.asp?articolo=190</guid>
	<dc:date>2008-09-30T23:26:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>e-conomy</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>