Joe Maller ha ideato un efficace strateggemma per pubblicare la propria email sul web senza che venga catturata dagli spider che la riutilizzano per lo spamming.
Al posto del semplice
mailto:yourname@server.ital suo posto:
emailE=('yourname@' + 'server.it') document.write( '' + emailE + '' )
Ecco il codice nel dettaglio :
Perchè sono un po' fuori allenamento...altrimenti ci riuscivo anch'io.
Video-Link (via Boing-Boing)
E chi è direte voi? E che ne so, dico io... solo che nel mio classico blog-trekking, ho trovato questo blog che raggiunge e supera anche i mille commenti: strip.blog.kataweb.it
Ecco il suo post di esordio nella blogosfera, datato 31 ottobre 2005:
Funziona così: se tu lo vuoi, io mi spoglio.
Però siccome voglio diventare una blogstar e non voglio metterci così tanto tempo, devi darmi qualcosa in cambio. Un tuo commento.
E' come lo strip-poker, solo che questo è uno strip-blog. Ogni 20 commenti, un indumento se ne va. Questo per il primo post (questo che stai leggendo). Poi 40 per il secondo post, 60 per il terzo, e così via.
Tranqui, non vi linko un sito porno. E' invece un caso che va studiato.
Potrebbe essere il titolo di una tesi:
Il riposizionamento della grandefratellite in Rete
Come si diventa una blogstar di successo pur non avendo assolutamente nulla da dire, ma puntando sugli instinti predatori dei (numerosi) navigatori affamati.
Visto che di blog si parla poco sia sulla stampa che sulla Tv, non mi stupirei se questa tipa (pure carina, ci mancherebbe) fosse la prima blogger che Vespa invita a Porta a Porta (peccato...Costanzo non c'è più).
UPDATE
La verità è uscita. Lo strip blog era tutta una finta, condita adeguatamente da chi in giro per i blog commentava dicendo di conoscere veramente la tipa.
Ecco cosa appare ora sul sito.
StripBlog
BLOG KIUSO PER USO IMPROPRIO E NN LEGALE DELLE IMMAGINI SULLA RAGAZZA (PUPA O PUPA86)...CHIUNQUE NE APRA UN ALTRO O METTA IN CIRCOLO LE IMMAGINI DELLA STESSA SARA' PUNITO A NORMA DI LEGGE.
La direzione della Gazzetta ha deciso di provare la strada del pay-per-view.
Da qualche giorno hanno attivato il servizio Passport, che dal 15 dicembre diventerà a pagamento. 4€ al mese (o 35€ all’anno) per vedere gli highlight dei gol, un archivio storico con le gare di campionato e rubriche esclusive.
Diego Antonelli, il responsabile di Gazzetta.it, pone l’obiettivo di Passport a 25.000 abbonati. Cioè un tasso di conversione del 10%, sui 250 mila lettori che visitano quotidianamente il sito.
Ottimistico?
Quello dei contenuti a pagamento per i quotidiani ed i magazine è un dibattito che prosegue da anni e che ancora non si è risolto.
L'obiettivo di produrre contenuti aggiornati per il web, deve fare i conti con i costi di personale, banda e tecnologia da una parte e con gli scarsi introiti del classico advertising sul web dall'altra.
C'è poi la mancanza di propensione al pagamento on line.
L'introduzione di una fee di ingresso per leggere i contenuti (fosse anche di 1cent) sposta vertiginosamente l'equilibrio economico tra i due attori (testata e lettori). La gift economy forse è finita, ma o i contenuti sono realmente speciali o i lettori passano a fonti alternative.
E qual'è la soluzione?
Sinceramente non credo sia quella che hanno pensato Wall Street Journal e Milano Finanza che hanno intrapreso la strada della sottoscrizione completa. Paghi e leggi. Non paghi e non ti faccio vedere neanche i banner.
Non mi sento di bocciare l'iniziativa di Gazzetta.it perchè al momento di strade migliori non ne vedo e forse può essere anche un buon modo per loro di sperimentare nuovi servizi.Resta che io sinceramente non pagherei 4€ al mese per questo servizio. Ne per leggere l'opinione di Laudisa, ne per vedermi i gol di Trezeguet sul Pc. E voi?
Esattamente un anno fa nasceva questo blog.
Tutto sommato fino ad ora è stata una bella esperienza. Spero che tra un anno questo blog sarà cresciuto e sarà ancora più interessante.
Grazie a chi mi ha seguito fino ad ora.

E grazie a Gioanna. Di tutto.



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