Mi consola solo il pensiero che chi ha l'Adsl (e probabilmente passa parecchio tempo su Internet) è abbastanza furbo da evitare di buttare via i soldi cosi (forse).
Dopo un'estenuante ricerca, una volta scovato all'interno del sito clancelentano.it, si può leggere il primo post, amorevolmente dedicato alla querela a Chiambretti. Non male come partenza 
Ora, a parte la scritta "blog" sul lato bisogna dire che non ha i classici elementi tecnici che solitamente contraddistinguono i blog (Rss, Categorie, Commenti, Trackback, CC, ecc.), perciò, come Dario si è recentemente chiesto nel caso di Grillo, è lecito domandarsi: ma questo è un blog?
Se ne parla da tempo, ma credo che la discussione su quali siti possano essere considerati blog e quali no, non troverà una conclusione a breve.
Alcuni mesi fa, avevo fatto alcune riflessioni su questo tema.
Da un punto di vista aperto il sito di Celentano è un blog perchè lui parla con la sua "voce".
Da un punto di vista più rigido non è un blog, perchè non c'è discussione con i suoi lettori e perchè lui con ogni probabilità non interagirà con la blogosfera.
E più in generale, basta che le pagine siano pubblicate su Splinder o Blogger per dire di avere un blog?
A ben vedere è la parola stessa "Blog" che forse inizia ad essere troppo restrittiva.
Non stiamo più parlando solo di "Diari Personali", ma di qualcosa di più complesso che (molto) lentamente sta interassando anche le aziende, i giornalisti e la politica. Un modo diverso, più trasparente, di comunicare e di relazionarsi con un certo ambiente.

Vale la pena scaricare il pdf e dedicarvi qualche minuto.

Con smisurata puntualità, appena prima del Processo di Biscardi, il nostro assennato Premier, ha pensato bene di dedicarsi per alcuni minuti al gracile Giuliano Ferrara e a Ritanna Armeni.
Riporto il commento ad alcune dichiarazioni del munifico:
- “Le grandi catene di grande distribuzione, che purtroppo detengono solo il 30% del mercato...”
Purtoppo?!? Come purtroppo? I piccoli commercianti sono schiacciati da queste lobby monopolistiche e a lui dispiace?
- “Noi abbiamo diminuito i problemi che abbiamo ereditato dalla sinistra.”
E rieccoci. E' sempre colpa degli altri. Ma a queste dichiarazioni come fai a controbattere?
- “Non stato io a punire Santoro e gli altri, ma l'autorità preposta alla par condicio.”
Sicuro, ma l’utilizzo criminoso della televisione che fa Emilio Fede? Chi dobbiamo contattare per eliminarlo dalla tv o almeno mandarlo su un satellite?(Occhio, questa è mitica!)
- “L'85% dei giornalisti in televisione sono di Sinistra. Negli anni precedenti non era possibile farsi assumere se non si era di sinistra. Erano cattocomunisti, democristiani di sinistra.”
Cacchio, questo dovrebbe farlo riflettere, no? Ma figurati! D’altra parte chiunque non la pensa come lui è un comunista.
- “Continuando a dire che tutto va male, la gente si impaurisce ed ha paura che possa essere davvero cosi!”
Poteva essere una bella favola per convincere i pensionati isolati. Solo che ora sono i pensionati i primi che lo prenderebbero volentieri a calci.
(Lo scambio di vedute con Ferrara)
- Ferrara: “Sappiamo che non tutti gli impegni del contratto con gli italiani sono stati raggiunti…”
Silvio Berlusconi: “Tutti gli impegni sono stati mantenuti!”
Ferrara: “Non tutti...”
Silvio Berlusconi: “Tutti!”
[pausa]
Silvio Berlusconi: “Beh alcuni non sono stati completamente raggiunti. Ma non per colpa del presidente, ma degli alleati. Se otterrò il 51% dei voti porterò avanti con successo tutte le proposte.”[sorrisone](sulla sinistra)
- “La sinistra non è democratica Negli anni precedenti non sono riusciti a fare i loro interessi grazie alla contrapposizione forte della nostre opposizione.”
(La Armeni cercava di riportarlo con i piedi sul pianeta Terra, ma nulla…)
“Oggi la sinistra sposterebbe l'Italia sotto la falce e martello.”
Oddio, ancora con sta storia dei mangiabambini? Ma basta dai Silvio!
- “Questa sinistra guarda al potere come fonte di interesse personale.”
Ahhhhh, proprio lui lo dice?????
- “Noi abbiamo fatto una legge, a firma Silvio Berlusconi, per ridimensionare le intercettazioni ai gravi reati: mafia, omicidi e altro.”
In un momento storico in cui la disonestà attraversa trasversalmente tutta la politica, quale migliore soluzione se non quella di impedire l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche?
(sul lavoro)
- “Bertinotti vuole riprestinare la tassa sulle successioni, l'articolo 18, ridurre le ore di lavoro a 35… E' un programma in cui si perderebbero 2-3 milioni di posti di lavoro.”
(al che attaccato ancora dall’Armeni sul discorso della precarietà)
"Precarietà? Anche lei si lascia influenzare dai giornali! Solo il 12,4% sono lavoratori precari. La precarietà non esiste, è una distorsione della sinistra!"
(queste parole non meritano un commento. Sono affermazioni sconcertanti che possono solo far crescere la voglia di far smammare questo tizio ad aprile).
"Torno in televisione per questo, con i dati alla mano per dimostrare che abbiamo ottenuto i risultati."
Certamente. Quello che servono sono dei dati. Dati, che come ho già dimostrato, non testimoniano proprio nulla. O meglio, testimoniano la tesi che si vuol sostenere in base al lato da cui si prendono.
E su queste note (dolenti) finisce 8 e mezzo.
Ma lo sconforto estremo si doveva ancora consumare…al Processo di Biscardi!
Biscardi: “Un processo anomalo, non era nelle mie previsioni che ci fosse un ospite cosi importante…”
Ed eccolo li. Ancora lui! E dicendo di poter restare solo 3 minuti se ne rimane li almeno 30, con il suo sorriso abbagliante rispolverando la 3° persona e soprattutto sostenendo che il conflitto di interessi gli ha portato solo danni.

Forza Italia, mancano solo 4 mesi e non ne sentiremo più parlare, se non dai tribunali di mezza Italia.
| " In Italia essere liberali non costa nulla. Non costa nulla perché è sufficiente dichiararsi tali , non serve comportasi di conseguenza. Basta autodefinirsi eredi della Thatcher per vincere le elezioni; si può governare un’intera legislatura con una sostanziosa maggioranza, senza liberalizzare o privatizzare alcunché e poi ripresentarsi alle elezioni come paladini del libero mercato. Si può fare perché gli italiani lo permettono. |
|
A volte anzi gli stessi italiani che si dicono favorevoli al cambiamento, quando poi si trovano a dover ridisegnare il mondo, a dover cambiare le cose , ci riflettono per tanto, troppo tempo. E rimandano. Preferiscono chiudersi, difendersi. Consolidare l’esistente, trovarsi una nicchia (magari di piccolo privilegio) e nascondervisi dentro. E i politici sono come gli altri. In campagna elettorale si promette di cambiare le cose, ma quando si arriva al potere, ci si accorge che nella stanza dei bottoni tanto male non si sta. E si lascia tutto come lo si è trovato. Invece di progettare l’esistente si pensa a sostituire le oligarchie al posto di comando. In questo modo non cambia mai nulla." |
|
Questa è l'Introduzione del libro MONOPOLI di Giovanni Floris, il bravo conduttore di Ballarò.
Alcuni capitoli sono molto interessanti originali, altri, nello sforzo di seguire il filo conduttore, sono forse meno centrati. Ne consiglio comunque la lettura.
Ho riportato l'Introduzione del libro, perchè sono in accordo con Floris sul concetto di LIBERISMO applicato in Italia.
Probabilmente tra 50 anni nei libri di Storia si leggerà di questi anni, che dovevano rappresentare il rilancio del libero mercato, come gli anni più neri del liberismo italiano.
Questa Politica Economica è la discarica dei sogni del libero mercato.
Monopoli, oligarchie e aristocrazie economiche. Era questo che pensavamo di cancellare con la fine della 1° Repubblica ed è questo che ci ritroviamo anche nella 2°.
Probabilmente ne serve una 3°.
Il liberismo alle vongole è sia di Destra che di Sinistra. Serve una nuova visione delle cose. Una visione che premi innanzitutto la legalità e i principi morali di chi governa.



Feed RSS 0.91
(p)Link
Commenti
Archivio
Stampa
