Alcune settimane fa ho letto un libro molto interessante di Adam Greenfield, dal titolo "Everyware: The dawning age of ubiquitous computing".
L'autore descrive come Il ruolo dei computer si sia gradualmente modificato nel corso degli anni. Da piattaforme singole e indipendenti si sono integrate nella vita quotidiana delle persone. E in maniera interconnessa tra di loro.
Everyware puo' essere definito come il risultato dell'incorporamento dell'intelligenza digitale negli oggetti e di connettere questo insieme di intelligenze digitali. Telefonini, tecnologie Wi-Fi e dispositivi RFID sono solo il primo passo verso questa direzione.
Ubiquitous computing, pervasive computing, physical computing, tangibile media, sono le diverse sfaccettature che possono essere riassunte nel concetto di Everyware.
Secondo l'autore l'ascesa di Everyware sembra inevitabile. Ci sono forze tecnologiche, sociali ed economiche che spingono verso questa direzione. Nel libro Greenfield spiega le ragioni alla base di questo processo, le tecnologie attuali e le prospettive future, sottolineando l'importanza delle implicazioni etiche e sociali nello sviluppo dell'Everyware.
Pensate al processo di promozione e acquisto offline.
Poi pensate a quello online. E' un po' più corto.
Ora con Tailgate advertising e acquisto si combinano.
Applicazioni di questo genere potranno avere successo?



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