Cosi titola questo articolo di The Future of News:
The problem with Citizen Journalism is that it tries to force news back to what it was. Actually, worse than it was. It takes the same stale, one-size-fits-all, center-left, authoritative-tone news model that news consumers are rejecting, then adds large quantities of material from unpaid amateurs who have no particular expertise in reporting, editing, writing, or their topic.
"Ho appreso che un uomo ha il diritto a guardare l'altro dall'alto solo quando lo deve aiutare a sollevarsi."
Johnny Welch
Ieri a Matrix, grande performance di Michela Brambilla.
E' nato il partito del popolo, nato dal popolo ovviamente.
Sapiente anche l'uso di ancore mentali, parole a cui la gente da un forte significato interno.
No signori, questo non è populismo...questo è marketing politico 1.0.
Per chi si fosse perso la puntata di ieri sera, ecco il tag cloud della Brambilla
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Cosi...a prima vista, a me sembra un po' una boiata.
Nonostante il successo eBay è un'azienda che non mi hai convinto appieno.
Hanno avuto una grande idea di business, l'hanno realizzata bene, ma hanno fatto troppo poco per combattere le truffe e le vendite di prodotti illegali.
Loro si considerano una piazza virtuale dove le persone possono fare più o meno quello che gli pare. Cosi qualcuno ha pensato di raccogliere le segnalazioni di truffe e di offire un servizio agli utenti eBay. In questo modo è nato eBayabuse.
Invece di aprire un dialogo con loro qual'è la cosa più semplice (e controproducente) da fare? Far partire una bella denuncia, no?
Interessante questo loro articolo...un case study di Kana dimostra che chi risponde alle email non è una persona, ma un software di customer interaction. Nulla di male, riceveranno migliaia di email al giorno...ma il cliente ha diritto di sentirsi preso un po' in giro, no?
L'Assistenza eBay non esiste: é un sistema di messaggistica automatica
E' anche per questo che nell'azienda ci sono più dirigenti che impiegati
Se qualcuno ha dubbi sulla voglia di partecipare delle persone, consiglio di farsi un giro sul sito della Bathroom Blogfest.
During the annual Bathroom Blogfest, bloggers from around the globe write about the importance of bathrooms in the customer experience with photographs of great and terrible bathrooms.
Giusto per rendersi conto della rilevanza dell'evento(!), segnalo che anche i ragazzi di AdaptivePath hanno dato il loro contributo, rivedendo per l'occasione la scala dei bisogni di Maslow
No, non è il sistema operativo di Google, ma un'alternativa a Windows basata su Linux Ubuntu e che sfrutta al massimo tutti gli applicativi Google (Gmail, Gtalk, Calendar, Maps, Docs, ecc.).
Perchè secondo i loro creatori, gOS è già un sistema operativo.
La vera novità è poi l'accordo commerciale che i creatori di gOS hanno siglato con Wal-Mart.
Acquistare un desktop con gOS nei loro centri costa 200$.
Da un po' di tempo sto utilizzando Vista Business e devo dire che le performance mi hanno piuttosto deluso. Microsoft è ormai un dinosauro incapace di adatattarsi alle richieste dei propri utenti. Informatica e Internet sono due cose molto differenti e Microsoft si avvia alla seconda decade del nuovo millennio con aspettative tutt'altro che rosee. In altro ambito la lentezza di Microsoft ad adattarsi al contesto mi sembra paragonabile all'incapacità di Alitalia di fare fronte alle low-cost. Staremo a vedere quale sarà il finale.
Postalmarket è ufficialmente scomparso.
Un esempio dell'italica incapacità di comprendere il mercato e l'evoluzione dei bisogni della gente.
Il maggiore indiziato per la sua scomparsa ha un nome: Internet.
Internet avrebbe potuto trasformare Postalmarket nella principale azienda di e-commerce italiana. La scelta di non considerare la Rete prima, e di riposizionarsi in maniera poco convinta dopo, ne hanno segnato la fine.
Una storia su cui riflettere. Anche per capire cosa ci aspetta. Oggi Postalmarket, domani i media?
Questa mattina sono stato allo Iab Forum. Un giro veloce allo giusto per sentire il convegno della mattinata, vedere che aria tira negli stand e qualche saluto.
Rispetto allo scorso anno ho notato qualche passo avanti.
E significativo che, se nel convegno del 2006 la parola "Web2.0" è stata di sicuro la più usata, oggi l'interesse è tutto per i "Social Media"
Se ne parla parecchio, ma il finale è sempre lo stesso. E la disconnessione tra inserzionista-editore-utente non si attenua.
Un'azienda vuole ottenere traffico qualificato e finisce spendendo buona parte del suo budget di banner (o al massimo in Adwords).
Un commento sugli interventi della mattinata:
L’evoluzione dei media - Marco Montemagno Giornalista e conduttore Reporter Diffuso – SKY TG24
Presentazione originale e divertente, Montemagno ha ormai sdoganato questo stile in Italia. Meno originali i contenuti, anche se utili a far capire il lato "sociale" della Web a chi è a digiuno di questi temi.
Everything Is Miscellaneous - David Weinberger Fellow, Harvard Berkman Center for Internet & Society.
Anche la presentazione del papà del Cluetrain Manifesto è stata abbastanza interessante. "Be clear, transparent, honest" dice. Bella la metafora del business come castello, le cui mura si aprono grazie alla Rete. Quanti manager sono serviti per creare la Rete? neanche uno!
The Shared Experience - Jaap Favier, Vice President & Research Director, Forrester Research
Piuttosto scialba per buona parte...si salvano una decina di slide. Tra cui quella che descrive il concetto"ADS DON'T DRIVE SALES".
Our Media Journey and the Growing Influence of the Internet - Alison Fennah, Executive Director EIAA
L'Italia viene presentata come seconda in Europa (dopo la Germania) nella crescita online. Presentazione con molti dati e riflessioni sociali che va riletta con calma. (appena la pubblicano)
Audiweb il nuovo impianto di ricerca - Enrico Gasperini, Presidente Audiweb
Gasperini ha detto cose sensate. Anche se nella pratica vedo ancora lontano un cambiamento, sopratutto nella mentalità di coloro che guidano il mercato pubblicitario, i big spender.
Sintetizzando, la mia fiducia in Audiweb resta cmq pressochè immutata (perciò scarsa). Spero di essere smentito dai fatti.
Ps: molto gentilmente l'ufficio stampa dell'EEIA mi ha inviato l'interessante presentazione realizzata allo IAB
Versione ridotta del documentario di Michael Arrington in cui chiede ad alcuni CEO:
- What is Web 2.0?
- Are we in a bubble?
- What are the business models that will work on the web today?
- What is the role of publishers in a user generated world?
- How important and how big is the early adopter crowd?



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