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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di e-conomy (del 16/10/2008 @ 11:58:35, in Internet Business , linkato 3251 volte)
Taxonomy of Free-based model - Chris Anderson L' applicazione dei tradizionali modelli economici alla Rete risulta spesso insoddisfacente. In un ambiente in cui i costi marginali sono spesso tendenti a zero, come ad esempio il costo di duplicazione e distribuzione delle informazioni, è naturale chiedersi quali siano i migliori comportamenti da attuare e quali regole debbano essere ampliate o addirittura riviste.
Chris Anderson, autore del fortunato libro “The Long Tail”, sta condividendo con i lettori del suo blog, la stesura di una nuova opera dal titolo “Free”.
Anderson, di fatto una delle più brillanti menti del Web, sostiene che il futuro della Rete sarà sempre più basato su business model che riusciranno a creare ricchezza attraverso qualcosa di "free".
Secondo le sue riflessioni è possibile distinguere due tipi diversi di economie. Una basata sugli atomi ed una sui bit. Nella “atoms economy” la maggior parte dei beni tende ad aumentare il proprio costo nel tempo. Nel mondo on line, con la "bits economy", invece le cose tendono ad essere sempre meno costose. L’economia basata sugli atomi è inflazionistica, quella basata sui bit è deflazionistica.

Attraverso i suggerimenti dei suoi lettori, Chris Anderson è arrivato a definire quattro modelli free-based:

  • Free 1. Direct cross-subsidy
    Si regala qualcosa con il fine di creare un mercato, puntando poi a soddisfare la domanda conseguente.
    E' la tecnica utilizzata dalle compagnie telefoniche che regalano i cellulari a fronte dell'abbonamento, dagli ingressi gratuiti ai parchi giochi per i bimbi sotto una certa età e online dai bonus per la registrazione o il primo acquisto.
  • Free 2. Advertising-supported
    Attraverso pubblicità e sponsorship, qualcuno sovvenziona qualcun'altro, che potrà godere gratuitamente dei servizi.
    Nella sua connotazione più semplice è il classico modello utilizzato dai giornali, dalle televisioni ed on line dai grandi portali come Google, Yahoo! e dalla maggior parte degli editori sul web.
  • Free 3. Fremium
    Un numero limitato di persone sovvenziona le altre. L'idea del Freemium (unione tra "free" e "premium") è quella di offrire un bene gratuitamente nelle sue funzionalità di base e di richiedere un pagamento per accedere alle funzionalità complete. Può funzionare quando per un 5% di utenti premium, il costo marginale per soddisfare il restante 95% sia vicino allo zero.
    E' il sistema utilizzato sul web da alcuni editori e da servizi online come Flickr o piattaforme di blogging come Splinder.
  • Free 4. Gift Economy
    Viene offerto qualcosa senza chiedere in cambio un ritorno monetario diretto. La cosiddetta "economia del dono" viene da tempo studiata dalla sociologia economica e trova su Internet un suo naturale ambiente di evoluzione. Stima, attenzione, reputazione e autorealizzazione, rappresentano i principali meccanismi di ricompensa che giustificano lo sforzo compiuto.
    E' quello che succede nei gruppi di aiuto spontaneo e on line per i software open source e per molti blogger.


Il dibattito in Rete è aperto e non manca chi sottolinea i limiti dei modelli online free-based come l'assenza di efficacia nel breve termine, la scarsa capacità di remunerazione o la dipendenza da variabili intrinseche, come il tipo di settore in cui ci si trova ad operare.
In realtà resta che la vera intuizione di Chris Anderson sta nell'essere riuscito a porre l'attenzione su come il concetto che il "free" possa essere il substrato su cui dare vita a nuove idee.


Pubblicato su http://www.casaleggio.it/2008/10/free_economy.php
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Di e-conomy (del 15/10/2008 @ 13:20:34, in Internet, linkato 3365 volte)

Ci sono diverse ragioni per cui l'iniziativa di Telecom "A voi comunicare" non mi convince.

Ad esempio una redazione di 15 persone per un "blog" del genere mi pare un tantino eccessiva.

Se proprio vogliamo dare lavoro a questi ragazzi io inizierei facendogli leggere le 1.400 opinioni su Telecom Italia di Ciao.com e cercando di riuscire a realizzare un servizio verso il cliente finale, se non eccellente, almeno buono.

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Di e-conomy (del 13/10/2008 @ 16:49:15, in Economia, linkato 3186 volte)

Paul Krugman è il Premio Nobel 2008 per l'Economia.
Lui come un'altro Nobel,  Joseph Stiglitz , ha la vista lunga.

Tuttavia è l'economia ad avere dei problemi. Negli anni si sono definite teorie vere, finchè restano solo teorie. Appena si confrontano con l'applicazione reale, mettono in evidenza tutti i loro limiti e la loro inattendibilità.
Che senso ha orientare il pensiero verso meccanismi che, in ogni caso, non saranno attuabili nella pratica? 

In questo senso fanno riflettere le parole di Francesco Daveri, un Professore che scrive su Lavoce.info.

Altra scoperta fondamentale della teoria economica di Krugman è quella relativa alla concorrenza nei mercati globali:
"Prima dei suoi studi - spiega Daveri - l'ipotesi era che tutti i mercati fossero in concorrenza perfetta.
Krugman ha dimostrato che molto spesso sono invece oligopoli, ognuno vende un prodotto un po' differente dagli altri e questo lo rende oligopolista, anche perché i consumatori si affezionano ad alcuni beni, che comprano più volentieri.
E allora come fanno le imprese a commerciare? Questa teoria dimostra che pertanto esistono buone ragioni per specializzarsi e per commerciare con molti Paesi, e per avere economie aperte, non difese dai dazi. I gusti delle persone sono variegati, ecco perché conviene il commercio internazionale".



Le condizioni perchè i mercati siano in concorrenza perfetta sono queste:

  1. il bene prodotto è omogeneo;
  2. le imprese operano in condizione di "informazione perfetta", ossia tutti gli operatori dispongono di informazioni complete in merito ai costi di produzione, ai prezzi, ecc.
  3. le imprese che operano sul mercato hanno una dimensione atomica, tale da non poter influenzare in alcun modo i prezzi di vendita, e che non esistono barriere all'ingresso e all'uscita dei concorrenti;
  4. i fattori della produzione sono perfettamente sostituibili fra loro, ossia possono essere riallocati alla produzione di diversi beni.

Ora, se già questa teoria trovava poca applicazione pratica all'inizio del secolo scorso, figuriamoci oggi. Parlare di concorrenza perfetta è semplicemente fuorviante.

Forse l'attuale crisi potrà finalmente dare lo stimolo per abbandonare certe convinzioni e certe ipotesi totalmente irrealistiche. E' ora che i fondamentali dell'economia vengano rivisti partendo dalla realtà.

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