Una persona riesce a seguire un numero limitato di blog e solitamente, a causa della scarsità di tempo, visita sempre gli stessi.
Seguendo l'esempio di Original Signal ho pensato di aggregare i post dei blog italiani su tre tematiche che interessano chi si occupa di Internet: Web2.0, Web-Marketing, Web-Design (in seguito, in base anche ai vostri suggerimenti, vedrò come modificarle).
Credo possa essere utile a chi non ha grande confidenza con l'utilizzo dei feed Rss.
Utilizzando il Post Aggregator da un po' per i fatti miei, ho scoperto post interessanti e ottimi blog che non conoscevo.
Tu cosa ne pensi?

Come fa da alcuni Performancing ha fatto una bella analisi sui migliori blog in circolazione.
Fatevi un giro, magari scoprite qualche interessante novità!
Se qualcuno ha dubbi sulla voglia di partecipare delle persone, consiglio di farsi un giro sul sito della Bathroom Blogfest.
During the annual Bathroom Blogfest, bloggers from around the globe write about the importance of bathrooms in the customer experience with photographs of great and terrible bathrooms.
Giusto per rendersi conto della rilevanza dell'evento(!), segnalo che anche i ragazzi di AdaptivePath hanno dato il loro contributo, rivedendo per l'occasione la scala dei bisogni di Maslow
E' forse la prima volta che mi capita di vedere il sito di un Film interamente basato su un blog: cementoarmato.wordpress.com
Cemento Armato, l'ultimo film di Gilardin...Vaporidis ha un sito in controtendenza rispetto ai tradizionali siti flash-based dei film. E poteva essere un esperimento interessante.
In realtà lascia la sensazione di aver semplicemente voluto privilegiare il risparmio sulla promozione piuttosto che la ricerca di un dialogo con i possibili spettatori.
In altri tempi l'approccio alla Rete e le modalità di gestione del blog di Clemente Mastella avrebbero provocato grandi dibattiti in Rete.
I politici comprendono la Rete? La usano bene o male? Riescono ad essere credibili?
Alcune riflessioni:
- Sui contenuti: i post del Ministro la dicono lunga su come questa politica stia assusando il colpo e sia costretta continuamente a difendersi. Non parla di quello che fa, ma polemizza (perlopiù con Grillo).
- La scelta di moderare preventivamente tutti i commenti è spesso controproducente. Sarebbe forse meglio chiuderli completamente.
- La Rete aggira gli ostacoli. Commentare i post di Mastella è possibile, basta andare qua: http://www.mastellatiodio.blogspot.com
- Finchè non ho cliccato il link dal sito dell'Udeur non esludevo che il blog fosse un fake. Dal nome di dominio alla struttura, tutto è facilmente replicabile. E' pur sempre un Ministro della Repubblica, dovrebbe puntare più in alto.
Leggo dal blog di Mantellini un commento con cui sono perfettamente d'accordo.
La mia esperienza di internet e di blog (non poca) mi ha insegnato ben altro. In particolare, esistono "circoletti" di blog (più o meno noti e frequentati) che applicano questa regola: se un'idea non parte dal "circoletto" o non è segnalata (e quindi "benedetta") da un componente del "circoletto" semplicemente la si ignora (o peggio). Questo perlomeno accade in Italia. Ed è, aggiungo, in perfetta coerenza con alcuni dei maggiori difetti degli italiani. O la casta di cui parla quel libro è solo in politica? Sù, non scherziamo...
E la stessa identica cosa detta da un membro della "blogocasta" assume un valore completamente diverso rispetto a quello che avrebbe da un esterno.
Capita poi che alcune opinioni dei blogger diventino sentenze senza appello anche se partono da basi puramente soggettive. E tante volte mi ha deluso un atteggiamento molto più distruttivo che costruttivo, in perfetto stile italiano.
Perchè nella blogosfera italiana si "costruisce" davvero poco.
Un esempio su tutti, Ritalia (i blogger che dovevano rifare il portare Italia.it), pensavo fosse un bel segnale di cambiamento per la blogosfera nostrana: dalle parole (tantissime) ai fatti (pochi).
Invece pare ormai fermo da mesi. Perchè?
Forse servirebbero un po' di umiltà e di cooperazione in più.

Per chi (come il sottoscritto) soffre di repulsione verso i captcha, l’idea di utilizzarli anche come veicoli pubblicitari appare assurda. La loro funzione antispam verrebbe ridotta, crescerebbe il fastidio per gli utenti e in generale i ricavi sarebbero prossimi allo zero.
Inoltre, se separiamo l'aspetto legato alla brand awareness, anche l'efficacia di questo di strumento pubblicitario è alquanto dubbia. Mentre una persona sta inserendo un commento o si sta registrando, la sua attenzione si mantiene su quell'azione, non certo su un'esplorazione pubblicitaria.
E' significativo che oggi (a parte Google) siano assenti attori nel mondo della pubblicità online che possano far da tramite tra i committenti ed i blogger per questo genere di advertising non tradizionale.
Questa non è la strada giusta, ma è positivo cercare forme alternative di ritorni d'investimento per i bloggers.

Loic Le Meur definisce come una "excellent initiative" l'analisi della blogosfera politica francese.
Devo dire a malincuore che in Italia una ricerca del genere non sarebbe stata accolta altrettanto bene.
Technorati lancia il servizio "Your Favorites" bella l'idea, un po' meno la realizzazione. A me ad esempio sarebbe piaciuto sapere le ragioni per cui Doc Searls preferisce quei 46 blog.

Un articolo di Dave Winer sulla sezione blog di Harvard: What makes a weblog a weblog? E' datato, ma contiene qualche spunto interessante.
Dopo un'estenuante ricerca, una volta scovato all'interno del sito clancelentano.it, si può leggere il primo post, amorevolmente dedicato alla querela a Chiambretti. Non male come partenza 
Ora, a parte la scritta "blog" sul lato bisogna dire che non ha i classici elementi tecnici che solitamente contraddistinguono i blog (Rss, Categorie, Commenti, Trackback, CC, ecc.), perciò, come Dario si è recentemente chiesto nel caso di Grillo, è lecito domandarsi: ma questo è un blog?
Se ne parla da tempo, ma credo che la discussione su quali siti possano essere considerati blog e quali no, non troverà una conclusione a breve.
Alcuni mesi fa, avevo fatto alcune riflessioni su questo tema.
Da un punto di vista aperto il sito di Celentano è un blog perchè lui parla con la sua "voce".
Da un punto di vista più rigido non è un blog, perchè non c'è discussione con i suoi lettori e perchè lui con ogni probabilità non interagirà con la blogosfera.
E più in generale, basta che le pagine siano pubblicate su Splinder o Blogger per dire di avere un blog?
A ben vedere è la parola stessa "Blog" che forse inizia ad essere troppo restrittiva.
Non stiamo più parlando solo di "Diari Personali", ma di qualcosa di più complesso che (molto) lentamente sta interassando anche le aziende, i giornalisti e la politica. Un modo diverso, più trasparente, di comunicare e di relazionarsi con un certo ambiente.
Loic le Meur è un personaggio ormai storico nella blosfera francese. Il suo blog, stando ai dati di Technorati, è il più linkato della blogosfera francese.
Partendo proprio dai dati di Technorati, le Meur ha stilato la classifica della blogosfera europea in base ai link-in dei diversi blog. La trovate qua, insieme alla classifica dei primi blog presenti nella blogosfere di tutta europa.
Vi mostro i primi 20 in classifica. Devo dire che mi fa un certo piacere vedere al 7° posto il blog di Beppe
- (DK) Binary Bonsai, 8,033 links from 7,152 sources (was removed from Technorati top100 in 2005 because of the influence of Kubrick, should it stay here ?)
- (UK) Samizdata, 2835 links, 2287 sources
- (ES) Barrapunto 2,729 links, 1,646 sources
- (UK) GapingVoid 2119 links, 1459 sources
- (UK) Belle de jour, 1532 links, 1446 sources
- (UK) Plasticbag.org, 1630 links, 1355 sources
- (IT) Beppe Grillo, 1,574 links from 1,232 sources
- (FR) Loic Le Meur 2195 links, 1213 sources
- (UK) Bloggerheads 1476 links 1173 sources
- (ES) José Luis Orihuela - eCuaderno 1,337 links, 949 sources
- (IT) Blog Notes 1,893 links from 941 sites
- (ES) Diego Lafuente - Minid 1,213 links, 907 sources
- (NL) Geenstijl 1181 links 865 sources
- (FR) Mediatic 1143 links 883 sources
- (ES) Alvy, Nacho and Wicho - Microsiervos 1,303 links, 879 sources
- (IT) Macchianera 1,300 links from 739 sources
- (ES) Nacho Escolar - Escolar.net 1,079 links, 672 sources
- (FR) Pointblog 1096, 613 sources
- (ES) Antonio Cambronero - Blogpocket 869 links, 589 sources
- (IT) x§°nalità c°nfu§a 653 links from 521 sources
Non riesco ad essere d'accordo con quello che scrive Nicoletti nel suo articolo, tuttavia lo sono decisamente di più con la sua
replica :
Sintetizzo il concetto rilevante che i tanti messaggi che ho dragato
ovunque esprimevano:
«Chi non è dei nostri non ha diritto di parlare, ma
soprattutto deve tacere se non esprime stupore ed entusiasmo per quella
meraviglia che è il blog».
Di fondo penso che un po' più di umiltà non farebbe male alla blogosfera.
E lo dimostra il fatto che la maggior parte dei blogger si sia scatenata di
getto contro Nicoletti senza considerare nemmeno per un istante gli aspetti
veritieri della sue considerazioni. La cosa più incredibile è che ha ricevuto
critiche anche da chi aveva letto post e commenti dei blogger...senza però aver
prima letto il suo articolo. Come dire, una sorta di "opinioni preconfezionate",
di critiche a priori, pronte all'uso. Prima ti critico, poi leggo quello che hai
scritto.
Se tanto ardore venisse applicato piuttosto contro chi non si espone (al contrario di Nicoletti), forse la comunità di Internet ne gioverebbe di più.
Ecco, la sensazione che ho, è che siamo riusciti ad "italianizzare" anche i
blog, rendendo la caciara e la polemica più interessanti che le informazioni
stesse. 
Qualche link:
1 - L'articolo originale di Nicoletti
2 - Le reazione di
Mantellini
3 - Le reazioni dei blogger
4 - La replica di Nicoletti
5
- La "netta" presa di posizione di Anna Masera
6 -
Il luogo del peccato: Il blog di Nicoletti
7 - Il post di chiusura di Mantellini
Grazie all'aiuto di Mantellini, il discorso sugli elementi caratterizzanti dei blog, si è allargato. Tuttavia questo ha portato ancora meno chiarezza sui limiti tra un website, un magazine digitale ed un weblog.
- I permalink e gli RSS, sono elementi distintivi o solo features tecniche? Ed un blog non è tale se non li ha?
- Una frequenza di aggiornamento inferiore ai 3/post settimana, fa diventare un blog...un'altra cosa?
- E ancora, se i blog sono "strumenti", qual'è il loro obiettivo? Solo consentire di pubblicare liberamente i propri pensieri on line? Magari questo vale per ieri, un po' meno per oggi e ancora meno per domani.
Apprezzando il contributo di tutte le persone che hanno commentato qua, aggiungo uno spunto di riflessione.
L'autore del blog corporateblogging.info, ha provato ad individuare i "Relevant distinctive features of blogs".
Le riporto qua:
- La Personalità
- La Voce
- I Link
- Le Conversazioni
- La Frequenza
- I Feed
The Personality
Blogs are not objective. They give you biased opinions, and you know it. In a way, they're much like reading letters from someone. After a while you can sense that person's values and interests, and you can't remove the person - the personality - from the equation. That would make both writing and reading pointless, or at least transform it to something else than blogging. People write blogs, not the Corporate Communication Department (but people working there can).The Voice
Closely related to the above, a blog has a voice of its own. An author's voice. There's no template to use. A blogger must dare to be a person instead of an official and a voice will be heard. Most probably it will be an everyday voice; natural, direct and informal, maybe even funny or irritating. Blogging shouldn't be compared to journalism, but you'll find a similarity between Personality/Voice and the ingredients of really good newspaper columns.The Links
Blogging has been called the Art of Linking and links are a major part of most blogs. As blog readers we want it. With the Web growing absurdly by the minute, we have no chance of keeping up. The blogs do that for us, in often very small niches. But it's not just the links - people have been putting together lists with links since the birth of the Web. With blogs we like, we get the most interesting links with at least some degree of context.The Conversations
You're not alone out there. There's always other blogs sharing your interests. You become a part of the conversation by linking to those blogs from posts of your own, stating your opinions, publishing related information or thoughts. If you do it well they link to you, and a kind of conversation between blogs have started. It's of course not necessary to actively try to converse, but most bloggers would argue that this is an important part of blogging.The Frequency
Blogs are immediate, almost instantaneous. Blogs are at their best when you get the feeling that the blogger publishes as soon as he or she has something to say. As a result it's not frequent enough to publish once a month, even once a week. You might get some subscribers/readers, but you'll never become a voice they listen to, look forward to hearing from.The Feed
This is tech stuff, and a blog can be defined by the content-related characteristics alone. But most blogs are published both on web sites and as so called feeds.
La tecnologia rende facilmente realizzabile qualcosa che dall'aspetto possa essere definita blog. Ma chi conosce questa parola ha la sensazione di sentirsi preso in giro quando viene usata a sproposito.
Se da una parte il rischio è che chiunque possa chiamare qualunque cosa "blog", dall'altro è vero che i blog sono cambiati negli ultimi anni, e definirli "diari personali", mi pare limitativo e non sempre corretto.
Mi sarebbe piaciuto riuscire a trovare degli elementi che univocamente siano riconosciuti come caratterizzanti dei blog. Ma visto che non ho trovato nulla, dico la mia, invitando altri bloggers (magari presenti sul campo da più tempo di me) ad esprimere la loro opinione.
Oggi a mio avviso, sono elementi caratterizzanti di un Blog:- Il tono informale utilizzato dall'autore
- La presenza dei commenti (non come in questo blog)
- Una frequenza di aggiornamento accettabile (diciamo almeno 3 post al mese?)
- Un'interazione basilare tra autore e lettori (per capire cosa intendo, vedi questo post su Imlog)
- La presenza di un archivio storico
- La presenza dei feed RSS (ma su questo metterei un punto interrogativo)Non sono elementi caratterizzanti:
- La stretta sequenzialità dei commenti (un post di valore può avere una validità di anni. Per questo dico che il concetto di "diario" è sorpassato)
- L'impostazione del layout e la struttura di navigazione
- La tipologia di piattaforma informatica utilizzata
- Il trackback
- I permalink



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