Ci sono diverse ragioni per cui l'iniziativa di Telecom "A voi comunicare" non mi convince.
Ad esempio una redazione di 15 persone per un "blog" del genere mi pare un tantino eccessiva.
Se proprio vogliamo dare lavoro a questi ragazzi io inizierei facendogli leggere le 1.400 opinioni su Telecom Italia di Ciao.com e cercando di riuscire a realizzare un servizio verso il cliente finale, se non eccellente, almeno buono.
"I programmi che usiamo per navigare su Internet sono stati ideati quando il web era un insieme di pagine testuali. E' ora di costruire da zero un browser pensato per ciò che la rete è diventata: un network di applicazioni".
Con queste parole Google ha confermato il lancio internazionale del suo nuovo browser Chrome.
Google ha fatto una cosa rara. Invece di puntare sull'elaborazione di qualcosa di già esistente ha deciso di cambiare livello, ripensando tutto e partendo da zero. Erano cambiate le condizioni iniziali.
Avendo avuto modo di osservare le strategie di molti operatori della Rete ho notato i limiti dovuti al forte isomorfismo che si è creato. Iniziative simili che non si distinguono realmente tra di loro e che partono da presupposti comuni spesso superati. Cosi gli sforzi di distinguersi risultano vani perché c’è sempre la stessa idea inadeguata alla base.
Com'è possibile perciò trovare nel proprio ambito nuove idee che ottengano successo sul mercato?
Un modo è quello di seguire l'esempio di Google, limitando i ragionamenti lineari ai quali siamo abituati e cercando nuove interpretazioni dell'attuale realtà. Applicare cioè tecniche di "pensiero laterale" alla Rete.
Edward de Bono coniò l'espressione "pensiero laterale" per indicare quei processi mentali che non partono da un ragionamento logico. Il pensiero cosiddetto "verticale", si compone, di ragionamenti razionali mentre il pensiero "laterale" presuppone l'abbandono di tutto ciò che sembra ovvio e scontato per lasciare libertà al pensiero al fine di trovare una soluzione originale.
Alla base del pensiero laterale c' è la constatazione che certi problemi richiedano di essere osservati da prospettive differenti arrivando ad una soluzione che non sarà necessariamente l'unica possibile. Il pensiero laterale ha origine da una serie di fatti, non da supposizioni. Il pensiero laterale di fatto non fa presupposti, anzi i presupposti iniziali limitano le possibilità di soluzione.
Per iniziare a pensare lateralmente è necessario riflettere su quattro punti fondamentali:
1) riconoscere le idee dominanti che polarizzano la percezione di un problema
2) cercare maniere differenti di guardare le cose
3) allentare il controllo rigido del pensiero lineare
4) usare ogni chance per incoraggiare altre idee
Per abbandonare gli schemi classici a cui siamo abituati dovremmo evitare di pensare in maniera consequenziale. Non vanno date per scontate cose, che con Internet non sono più scontate.
Le case discografiche, ad esempio, per uscire dal vicolo cieco in cui si trovano dovrebbero porsi una domanda: se l’industria musicale nascesse in questo momento, trovando perciò uno sviluppo maturo del Web, che uso farebbe della Rete?
Pubblicato su www.casaleggio.it/2008/09/strategie_laterali.php
Un' azienda poco conosciuta (Mosaico Arredamenti) ha citato per danni un blogger poco conosciuto (Sergio Sarnari) per aver descritto una sua esperienza negativa di acquisto.
Senza questa denuncia probabilmente nessuno si sarebbe accorto di niente e Mosaico Arredamenti non avrebbe avuto alcun danno di immagine da questo commento negativo.
La denuncia invece c'è stata e l'azienda ora ha davvero avuto un danno di immagine.
Questo è uno degli esempi di autorganizzazione della Rete, che alcuni iniziano a chiamare Streisand effect:
Lo Streisand effect è un fenomeno presente su Internet che avviene quando un tentativo di censurare o rimuovere una parte di informazione, provoca una forte diffusione di quelle stesse informazioni. Esempi sono i tentativi di censurare una fotografia, un file, o addirittura un intero sito web, soprattutto per mezzo di lettere di denuncia. Invece di essere soppressa, l'informazione si diffonde rapidamente e riceve ampia pubblicità, e spesso è ampiamente replicata.
Per un'azienda applicare alla Rete comportamenti e meccanismi tradizionali perfettamente funzionanti nel business as usal, può addirittura portare a risultati opposti. Lo Streisand effect è uno degli esempi più palesi, ma non è l'unico.
Ps: Potete farvi un'idea delle curiose ragioni della nascita del termine Streisand effect (da Barbara Streisand) da qua.
La futura home page della BBC mi piace. E' semplice, lineare e si vede bene da lontano.
Ancora un paio di versioni e tra qualche annetto, quando la tecnologia avrà prodotto qualche strumento wi-fi ipersofisticato (tipo Nabaztag 3.0 o 4.0), che neanche ci immaginiamo, si potrà buttare le Tv nella spazzatura.
Cosi titola questo articolo di The Future of News:
The problem with Citizen Journalism is that it tries to force news back to what it was. Actually, worse than it was. It takes the same stale, one-size-fits-all, center-left, authoritative-tone news model that news consumers are rejecting, then adds large quantities of material from unpaid amateurs who have no particular expertise in reporting, editing, writing, or their topic.
Nonostante il successo eBay è un'azienda che non mi hai convinto appieno.
Hanno avuto una grande idea di business, l'hanno realizzata bene, ma hanno fatto troppo poco per combattere le truffe e le vendite di prodotti illegali.
Loro si considerano una piazza virtuale dove le persone possono fare più o meno quello che gli pare. Cosi qualcuno ha pensato di raccogliere le segnalazioni di truffe e di offire un servizio agli utenti eBay. In questo modo è nato eBayabuse.
Invece di aprire un dialogo con loro qual'è la cosa più semplice (e controproducente) da fare? Far partire una bella denuncia, no?
Interessante questo loro articolo...un case study di Kana dimostra che chi risponde alle email non è una persona, ma un software di customer interaction. Nulla di male, riceveranno migliaia di email al giorno...ma il cliente ha diritto di sentirsi preso un po' in giro, no?
L'Assistenza eBay non esiste: é un sistema di messaggistica automatica
E' anche per questo che nell'azienda ci sono più dirigenti che impiegati
No, non è il sistema operativo di Google, ma un'alternativa a Windows basata su Linux Ubuntu e che sfrutta al massimo tutti gli applicativi Google (Gmail, Gtalk, Calendar, Maps, Docs, ecc.).
Perchè secondo i loro creatori, gOS è già un sistema operativo.
La vera novità è poi l'accordo commerciale che i creatori di gOS hanno siglato con Wal-Mart.
Acquistare un desktop con gOS nei loro centri costa 200$.
Da un po' di tempo sto utilizzando Vista Business e devo dire che le performance mi hanno piuttosto deluso. Microsoft è ormai un dinosauro incapace di adatattarsi alle richieste dei propri utenti. Informatica e Internet sono due cose molto differenti e Microsoft si avvia alla seconda decade del nuovo millennio con aspettative tutt'altro che rosee. In altro ambito la lentezza di Microsoft ad adattarsi al contesto mi sembra paragonabile all'incapacità di Alitalia di fare fronte alle low-cost. Staremo a vedere quale sarà il finale.
E' strano. Pensavo che scorrendo la lista dei video Top Favorites di Youtube avrei potuto trovare qualcosa di straordinario...invece niente.
E come fa Evolution of Dance ad essere il video preferito dagli utenti di Youtube?
Eppure nella long tail di video interessanti ce ne sono parecchi.
Abbiamo realizzato questo video sul futuro dei Media.
E' stato visto da 111.000 persone, ed è stato ripreso da due siti molto importanti come Read/Write e Techcrunch.
Il video è futuristico, visionario e sicuramente provocatorio. Prevedere ciò che avverrà da qua al 2050 è naturalmente un azzardo. Ma è stato un esercizio che ha portato ad un risultato decisamente interessante e lo dimostra la grande attenzione che sta ricevendo il video in questi giorni.
Ps: In futuro ci saranno altre novità qua: www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia

Da qualche giorno è online l'iniziativa BUONSENSO IN TUTTI I SENSI, promossa dalla Polizia di Stato e da E-bay.
La mia domanda è: ma per realizzare questa iniziativa la Polizia di Stato doveva proprio scegliere come partner E-bay? Un mercato online dove è possibile trovare un'infinità di prodotti contraffatti, truffare le persone e vendere senza pagare le tasse.
Il Buon Senso sarebbe quello di dare maggiori responsabilità a E-Bay su quello che succede nella sua piazza virtuale.
"Solo negli Stati Uniti i giovani di questa fascia di età sono circa 70 milioni, in Italia costituiscono una popolazione di quasi 4,5 persone.
Ragazzi che hanno dimenticato il gusto di un biglietto scritto a mano e che si affidano a un modo di comunicare tecnologico, fatto di abbreviazioni, segni ed emoticon."
Questi giovani sono stato oggetto di un’approfondita analisi dell'università Iulm presentata ieri a Milano.
Complimenti! 
No, questa notizia non l'ho letta da nessuna parte, ma mi pare evidente. Perchè da oggi se fate un giro su Daily Motion, noterete la differenza.

Invece di darmi un servizio adeguato e la banda che mi spetta, Tronchetti utilizza i 40 e passa euro che gli porgo ogni mese per imbrattare di pubblicità uno dei pochi siti di video sharing in italiano.
Forse pensano di rilanciare così i servizi di Rosso Alice? (Arghhhhh!)
I super-manager di Telecom si limitano a fare i follower. Si vogliono occupare di content, ma arrancano. Per ora si sono limitati a sbriciolare un brand forte come Virgilio, senza che se ne sia capito il motivo.
Questi fondamentalisti del profitto ad ogni costo che non capiscono un'acca della Rete hanno tutte le carte in regola per essere i maggiori nemici della Net Neutrality.
Venerdì esce "L’ultima copia del New York Times" scritto dal giornalista della Stampa Vittorio Sabadin.
Alcuni spunti sembrano essere interessanti, anche se credo di non essere io il target per un libro del genere.
Nello stralcio del primo capitolo l'autore scrive:
Ma i giornali dovranno adattarsi, perché i loro lettori ora chiedono di ricevere notizie su una gran varietà di piattaforme: siti web, iPods, telefonia mobile, laptop.
Ecco, se questo è il problema principale percepito dal mondo del giornalismo mi pare si stia affrontando solo una parte della questione.
La Rete non è un device. Ridurre il web ad un semplice canale significa sottostimarne le potenzialità. E siamo punto e a capo.
Il successo di fonti informative online come i blog è dovuto principalmente alla "relazione". E' una persona a esprimere le proprie opinioni, non una srl.
Il cuore di questa informazione è l'interazione diretta con l'autore e con gli altri lettori.
Il Web è relazione. Non solo un canale.



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