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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di e-conomy (del 17/03/2008 @ 13:09:00, in Politica, linkato 1999 volte)


Certo rispetto a Crespi sarà sicuramente meno attendibile : - ) 

Però sapere che in questo sondaggio on line del Tempo, Serenetta Monti, candidato sindaco di Roma, degli Amici di Beppe Grillo è al 40% davanti a Rutelli e Alemanno è davvero un bellissimo segnale!


Siamo chiusi in un sistema senza avere una scelta reale. Serenetta rappresenta una via per uscire da questa gabbia.



Update: 45 mila voti di Serenetta nati da internet e passaparola
 
Di e-conomy (del 26/02/2008 @ 23:14:01, in Politica, linkato 1540 volte)

Da 281 pagine ad un pdf di 35 slide. Beh, un bel passo avanti!

Vi ricordate cosa diceva Polito ad Anno Zero?

Numerosi gli elementi in gioco nei 12 Punti di Ualter:

  1. (forse) Vorrei ma non posso: Norme rigorose sul conflitto di interessi
  2. Fantascienza: Tutti più sicuri: applicare la nuova tecnologia (anche la banda larga) per chiedere e ottenere aiuto - in casa o per strada - in tempi rapidissimi
  3. Non vorrei e non posso (anche se dovrei). Oltre il duopolio: Rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale. (ergo Rete 4 sul satellite)
  4. Promesse da marinaio: Nelle Aree Metropolitane via le Province e unione/fusione dei comuni piccolissimi
  5. Il bastone e la carota: Dote fiscale di 2.500 euro per i figli
  6. Meglio della Silicon Valley: Diffondere la banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale
  7. Quello che veramente conta: Più ore di matematica
  8. Cosi bello da non crederci: Se il Parlamento introduce nuove procedure deve calcolarne il costo e attribuire a cittadini e imprese un credito d’imposta pari al 50% di quel costo.
 
Di e-conomy (del 20/11/2007 @ 09:35:18, in Politica, linkato 1097 volte)

Ieri a Matrix, grande performance di Michela Brambilla.
E' nato il partito del popolo, nato dal popolo ovviamente.
Sapiente anche l'uso di ancore mentali, parole a cui la gente da un forte significato interno. No signori, questo non è populismo...questo è marketing politico 1.0.

Per chi si fosse perso la puntata di ieri sera, ecco il tag cloud della Brambilla

  • Berlusconi

  • Circoli

  • Decisioni

  • Donne

  • esigenze degli italiani
  • Forza italia

  • Gazebo

  • Gente

  • Giovani

  • italiani
  • Legge elettorale
  • Libertà

  • palazzi del potere

  • Partito
  • Persone

  • Popolo

  • progetto politico

  • proporzionale
  • volontà della gente

 
Di e-conomy (del 19/10/2007 @ 12:39:41, in Politica, linkato 981 volte)

Da alcuni giorni in numerose città d'Italia sono apparsi questi manifesti.
Non bastano le disgrazie della Sanità raccontate ogni giorno dalla stampa. Ci voleva anche la beffa.
Investire soldi in questa inutile campagna di Oliviero Toscani (su cui anche Prodi si è complimentato) fa comprendere bene come questo Governo sia lontano dai cittadini. 

"La sanità in Italia non è uno dei quattro buchi neri nella spesa del Paese, come taluni sostengono, ma un sistema tra i meno costosi di Europa che ottiene risultati più elevati della media".

E allora?  Per farlo capire era il caso di buttare via un po' di soldi in advertising outdoor?
Ed in ogni caso, se proprio questi soldi erano già destinati cosi...non si poteva almeno scrivere un messaggio con un significato leggermente più chiaro che non PANE, AMORE E SANITA' ? (più quel 30 scritto piccolo-piccolo)

Ps: per la prossima campagna stavo pensando ad un messaggio empatico di sicuro successo: "Evviva il cielo azzurro"

 
Di e-conomy (del 05/10/2007 @ 17:23:09, in Politica, linkato 789 volte)


Per la prima volta in Italia, un politico apre la convencion del suo partito decidendo di disintermediare le televisioni per parlare direttamente, attraverso la Rete, agli italiani e chiedendo loro di intervenire.

 
Di e-conomy (del 28/03/2007 @ 10:44:13, in Politica, linkato 1955 volte)

Pensavamo che Italia.it fosse uno scandalo infinito.
Ecco ci sbagliavamo, perchè non è altro che la punta dell'iceberg degli sprechi online della politica italiana.

L'Espresso ha condotto un'ottima inchiesta su come  pubblica amministrazione getta i soldi on line.

 

- siti costosissimi mai andati online
- ministeri con più terminali che dipendenti
- limitatissimo utilizzo di Open Source, a favore di sistemi molto più costosi
- nessuna visione d'insieme per il medio termine
- scarsissimo riuso di ciò che è stato fatto
- rarissimi i casi di rispetto degli standard W3C e degli standard di accessibilità.

 

Link:
http://spreconi.blog.espresso.repubblica.it/spreconi/2007/03/sprreconi_punto.html


 
Di Maurizio Benzi (del 01/02/2007 @ 10:43:08, in Politica, linkato 1384 volte)

Hilary Clinton decide utilizzare Yahoo! Answers per ascoltare i cittadini.

Tutto sommato la novità è che invece che porre queste domande sul suo sito web lo fa su un sistema già rodato e con molti user non di parte.



Dopo 5 giorni 37695 risposte.

Non siamo ancora alla democrazia diretta, ma la direzione intrapresa è sicuramente positiva.

 
Di Maurizio Benzi (del 06/04/2006 @ 17:31:24, in Politica, linkato 1878 volte)

Nel paese delle bugie, succede anche questo.

Che un vostro amico sostenitore di Berlusconi (tutti ne hanno almeno uno) vi inoltri un'email scritta dalla Fallaci.

Mi hanno chiesto una dichiarazione di voto. E io rispondo Si. Perche' e'questo il momento di dichiarare con forza, con orgoglio la propria appartenenza. Senza paura. Per il nostro futuro.
Io non voglio questa Sinistra. Perché Prodi alla guida dell'Unione è il nulla. Perché Prodi è un non leader. Non è la guida ma l'ostaggio conseziente di una non Unione. Un mediocre che ha fatto del non decidere il sistema di governo.
Perché è un ex democristiano che oggi fa il pacifinto con i comunisti e i baciapile. Perché tutto è serio. Lui e' serio. La situazione e' seria. L'Italia e' triste...Aria fritta, un vuoto a perdere.

Perché non ha un partito. Perché ha guidato l'Iri della deindustrializzazione e ora dice di avere un progetto industriale. Perche'ha fatto dell'Europa un ufficio di passacarte senza un sogno e sogna di andare al governo fondando la crescita sul rilancio dell'Europa.
La Sinistra vive di contraddizioni. Perchè a sinistra ci sono i Gran Sacerdoti del culto della conservazione. Non decidono. Sono i Gattopardi del nuovo millennio. Fingono di voler cambiare perchè tutto resti come prima.
Perché a Sinistra hanno un programma che si pesa a kili. Perché ci sono Di Pietro con i Comunisti Italiani. Bertinotti con Mastella. La Bindi con Pannella.
Perché hanno già governato. Hanno fallito e li hanno mandati a casa. Perché non hanno una politica economica. Perche' con lora torna la lottizzazione l'unico principio che condividono. Perché hanno riempito l'Italia di immigrati clandestini. Perché non hanno una politica estera e "auspicano che le cose si risolvano con il buon senso". Quale buon senso? Quello di chi assale un consolato per uccidere i diplomatici della democratica Danimarca?

Difendono l'Eurabia che non ha fondamento culturale. Vogliono dare il voto degli immigati. Indiscriminatamente. Amano l'Islam e odiano gli israeliani, perchè ricchi, e quindi da combattere. Odiano l'America. Colpevole di essere il paese leader del capitalismo mondiale. Loro. I perfidi. I corrotti. Loro.
Gli odiati Stati Uniti d'America. Per la sinistra è quindi inevitabile stare con i palestinesi e col mondo arabo. Schierarsi con i proletari della situazione.
Islam e Sinistra. Il revival perverso di una sorta di patto Molotov-Ribbentrop. Un patto stretto tra due mondi che sembrerebbero opposti. Ma che sono indissolubilmente uniti dall'odio contro un comune nemico. Sempre lo stesso. Gli Stati Uniti. In nome di quell'odio questa Sinistra ci sta portando verso l'inevitabile resa. Verso il nostro annientamento come civiltà.
Si riempiono la bocca con i diritti, nel disinteresse per le libertà dell'individuo, della donna. A loro non importa di tutti coloro che in medio-oriente ringraziano Dio ogni sera che cenano non per il cibo che hanno sulla tavola, ma per esserci arrivati ancora vivi a quella tavola. Loro chiamano i terroristi resistenti.
Sono solidali con l'Islam e non con il Papa. Hanno usato la morte di Giovanni Paolo II come occasione per sdoganarsi. Tutti in piazza San Pietro.
Anche i comunisti. Quelli che Woytjla ha sepolto per sempre. Quelli che qui inneggiano alla Rifondazione e difesa del Comunismo. Hanno usato i disordini di Bengasi per alimentare l'odio. Per prendere qualche punto percentuale. La sinistra è solidale con i terroristi islamici per le vignette pubblicate in Danimarca. Vigliacchi. Dov'è la loro laicità? La ostentano solo nei confronti del cattolicesimo.
Fanno vignette contro Ratzinger "Il pastore tedesco" raffigurato come fosse un cane.
Per dire No a tutto questo io scelgo. Scelgo il Centrodestra perché vedo questa sinistra. Basta ascoltarli per aver voglia di scappare. E' una scelta culturale. E' una scelta di vita. E' una diversa visione dell'Italia e del Mondo. Scelgo Berlusconi e il suo progetto. Perchè non è statalista.
Perchè crede nella Libertà e nel Liberismo e nell'individuo. Perchè è contro la politica vuota di contenuti dei D'Alema e Fassino. Perchè non odia come loro che fanno finta di amare per la paura dell'odio altrui.
Perchè guarda al futuro e non al passato come loro. Perchè abbiamo avuto 5 anni di stabilità che una volta era un valore e ora ci siamo dimenticati dei 4 governi in 5 anni. Perchè è amico di Bush, si amico degli USA senza vergognarsi della gratitudine che si deve agli USA e non di Cuba o di Hamas.
Perchè hanno detto che molte Leggi non saranno cambiate. Riconoscendone il Buon Governo. Perchè con la riforma della Costituzione ha mantenuto una grande promessa. Perchè lavora giorno e notte per cambiare l'Italia.
Scelgo di stare con l'Italia che si oppone. Perché c'è un'Italia che non accetta passivamente l'annientamento culturale. C'è Un'Italia che non ci sta a questo gioco al massacro. C'è un'Italia che non accetterà mai di rinunciare alle libertà che ha conquistato. Perche' io al mio Paese ci tengo.
Vostra.

Oriana Fallaci


Ma nel paese delle bugie succede anche questa delirante lettera sia, in realtà, un falso.
 
Di e-conomy (del 23/03/2006 @ 09:50:34, in Politica, linkato 2487 volte)

Ieri il  Professor Kurz partecipando al convegno all’Università Cattolica, afferma che “l’Italia deve allontanarsi dalle ideologie politiche e deve adottare un approccio scientifico”. La considerazione era riferita al meccanismo pensionistico, ma il concetto trovo sia perfettamente applicabile in molti dei punti che compongono un programma di Governo, aggiungendo che oltre ad un approccio scientifico è necessario un approccio basato sull'onestà.

La politica attuale continua a puntare su ideologie ataviche per mantenere una solida base di elettori. Dal Pentaparito alla lotta CDL-Unione gli elettori che hanno basato la loro scelta solo sull’ideologia hanno fatto il gioco di questo sistema che ha come primo obiettivo l’autoconservazione.

Ascoltare le convinzioni di persone che votano lo stesso partito solo perché lo votavano i loro nonni a me fa venire una grande tristezza. Non dobbiamo dimenticare il nostro passato e le nostre radici, ma dobbiamo anche sforzarci di capire come è cambiata la politica.
Le ideologie oggi sono diventate uno specchietto per le allodole e la spaccatura destra/sinistra è diventato il modo attraverso cui questa classe politica si conserva e si riproduce. “Devi scegliere o di qua o di la!”

Ma politica di oggi non può essere equiparata alla religione. E i politici dovrebbero essere trattati come i dirigenti d’impresa: massima fiducia, ma se deludono devono essere cacciati.
Invece l’ideologia li protegge e gli da un alibi che li consente di continuare la loro carriera politica.

Oggi non riusciamo a leggere nei politici e nei loro programmi una “visione” che ci faccia innamorare di loro. E’ sempre una lotta tra il meno peggio.
E finchè la maggior parte della gente voterà per l’espressività dei segretari di partito o per coerenza con il passato non cambierà mai nulla e i veri leader non riusciranno ad entrare in gioco.

Un vero leader dovrebbe saper conquistare il cuore delle persone e ripagare la loro fiducia.
Franklin D. Roosvelt il 6 gennaio 1941 allo scoppio della seconda guerra mondiale pronunciò un messaggio che ancora oggi dovrebbe  ispirare le coscienze i paesi democratici:

“Non vi è nulla di misterioso sui fondamenti di democrazia sana e forte. Le cose fondamentali che la gente si aspetta dal sistema economico e sociale sono semplici.

Esse sono:

  1. Uguaglianza di opportunità per i giovani e gli altri
  2. Lavoro per coloro che possono lavorare
  3. Sicurezza per coloro che ne hanno bisogno
  4. La fine dei privilegi speciali per pochi
  5. La conservazione delle libertà civili per tutti
  6. Il godimento dei frutti del progresso scientifico nel quadro di un più ampio e crescente standard di vita ”

Parole semplici e chiare, ma che di sicuro trovano il consenso della stragrande maggioranza di ogni popolazione.
Roosvelt queste cose le diceva nel 1941.
Nel 2006 ha ancora senso spaccare il paese nella lotta anacronistica tra destra/sinistra o sarebbe meglio collaborare insieme per raggiungere concretamente obiettivi come questi?

Lasciamo pure che ci dividano su questioni come i pacs ma non lasciamo che siano i nostri ricordi a impedirci di esigere un Governo che lavori incessantemente per il bene comune nel lungo termine.

 
Di e-conomy (del 10/03/2006 @ 10:39:58, in Politica, linkato 2694 volte)

Poteva mancare in queste elezioni il Partito di Internet?
Certo che poteva mancare...ma qualcuno l'ha comunque creato:
www.partitointernettiano.it

Introvabile su Internet, realizzato in un nostalgico 1996 style, il sito parte cosi:

Per la prima volta nella storia

IL POPOLO DI INTERNET

ha dato vita al proprio Partito Politico, consapevole che solo tramite internet ogni cittadino, prima tenuto fuori dai luoghi decisionali, puo’ rinnovare la dinamica sociale con la partecipazione in tempi reali, alla gestione di spazi politici e di interessi socialmente condivisi.


Oddio, alcune proposte non sono neanche male, ma il Popolo di Internet non mi risulta abbia partecipato molto alla creazione di questo programma.

 
Di Maurizio Benzi (del 03/03/2006 @ 16:34:56, in Politica, linkato 2554 volte)


Quando chiudi la porta dello scompartimento di un Intercity Plus dietro puoi trovarci di tutto.
Non so se questo genere di arte si avvicina di più al vandalismo o all'autodifesa...
 
Di e-conomy (del 16/02/2006 @ 10:20:13, in Politica, linkato 2807 volte)
Un effetto della par condicio nelle elezioni del 2006 è quello di costringere i politici ad utilizzare (e teoricamente a capire) di più la Rete.
I Ds partono all'attacco con il web-spot della famiglia Spera. E devo dire che mi sembra una bella idea.


Siamo arrivati alla Politicaonline1.0 ; - )
 
Di e-conomy (del 09/01/2006 @ 22:27:30, in Politica, linkato 3358 volte)

Silvio Berlusconi

Con smisurata puntualità, appena prima del Processo di Biscardi, il nostro assennato Premier, ha pensato bene di dedicarsi per alcuni minuti al gracile Giuliano Ferrara e a Ritanna Armeni.  

Riporto il commento ad alcune dichiarazioni del munifico:

  1. “Le grandi catene di grande distribuzione, che purtroppo detengono solo il 30% del mercato...”
    Purtoppo?!? Come purtroppo? I piccoli commercianti sono schiacciati da queste lobby monopolistiche e a lui dispiace?

  2. “Noi abbiamo diminuito i problemi che abbiamo ereditato dalla sinistra.”
    E rieccoci. E' sempre colpa degli altri. Ma a queste dichiarazioni come fai a controbattere?
     
  3. “Non stato io a punire Santoro e gli altri, ma l'autorità preposta alla par condicio.”
    Sicuro, ma l’utilizzo criminoso della televisione che fa Emilio Fede? Chi dobbiamo contattare per eliminarlo dalla tv o almeno mandarlo su un satellite?

    (Occhio, questa è mitica!)

  4. “L'85% dei giornalisti in televisione sono di Sinistra. Negli anni precedenti non era possibile farsi assumere se non si era di sinistra. Erano cattocomunisti, democristiani di sinistra.”
    Cacchio, questo dovrebbe farlo riflettere, no? Ma figurati! D’altra parte chiunque non la pensa come lui è un comunista.

  5. “Continuando a dire che tutto va male, la gente si impaurisce ed ha paura che possa essere davvero cosi!”
    Poteva essere una bella favola per convincere i pensionati isolati. Solo che ora sono i pensionati i primi che lo prenderebbero volentieri a calci.

    (Lo scambio di vedute con Ferrara)

  6. Ferrara: “Sappiamo che non tutti gli impegni del contratto con gli italiani sono stati raggiunti…”
    Silvio Berlusconi: “Tutti gli impegni sono stati mantenuti!”
    Ferrara: “Non tutti...”
    Silvio Berlusconi: “Tutti!”
    [pausa]
    Silvio Berlusconi: “Beh alcuni non sono stati completamente raggiunti. Ma non per colpa del presidente, ma degli alleati. Se otterrò il 51% dei voti porterò avanti con successo tutte le proposte.”[sorrisone]

    (sulla sinistra)

  7. “La sinistra non è democratica Negli anni precedenti non sono riusciti a fare i loro interessi grazie alla contrapposizione forte della nostre opposizione.”
    (La Armeni cercava di riportarlo con i piedi sul pianeta Terra, ma nulla…)
    “Oggi la sinistra sposterebbe l'Italia sotto la falce e martello.”
    Oddio, ancora con sta storia dei mangiabambini? Ma basta dai Silvio!

  8. “Questa sinistra guarda al potere come fonte di interesse personale.”
    Ahhhhh, proprio lui lo dice?????

  9. “Noi abbiamo fatto una legge, a firma Silvio Berlusconi, per ridimensionare le intercettazioni ai gravi reati: mafia, omicidi e altro.”
    In un momento storico in cui la disonestà attraversa trasversalmente tutta la politica, quale migliore soluzione se non quella di impedire l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche?
     
    (sul lavoro)

  10. “Bertinotti vuole riprestinare la tassa sulle successioni, l'articolo 18, ridurre le ore di lavoro a 35… E' un programma in cui si perderebbero 2-3 milioni di posti di lavoro.”
    (al che attaccato ancora dall’Armeni sul discorso della precarietà)
    "Precarietà? Anche lei si lascia influenzare dai giornali! Solo il 12,4% sono lavoratori precari. La precarietà non esiste, è una distorsione della sinistra!"
    (queste parole non meritano un commento. Sono affermazioni sconcertanti che possono solo far crescere la voglia di far smammare questo tizio ad aprile).
    "Torno in televisione per questo, con i dati alla mano per dimostrare che abbiamo ottenuto i risultati."

    Certamente. Quello che servono sono dei dati. Dati, che come ho già dimostrato, non testimoniano proprio nulla. O meglio, testimoniano la tesi che si vuol sostenere in base al lato da cui si prendono.

E su queste note (dolenti) finisce 8 e mezzo.

Ma lo sconforto estremo si doveva ancora consumare…al Processo di Biscardi!

Biscardi: “Un processo anomalo, non era nelle mie previsioni che ci fosse un ospite cosi importante…”

Ed eccolo li. Ancora lui! E dicendo di poter restare solo 3 minuti se ne rimane li almeno 30, con il suo sorriso abbagliante rispolverando la 3° persona e soprattutto sostenendo che il conflitto di interessi gli ha portato solo danni.

Forza Italia, mancano solo 4 mesi e non ne sentiremo più parlare, se non dai tribunali di mezza Italia.

 
Di e-conomy (del 03/01/2006 @ 15:11:53, in Politica, linkato 2668 volte)
" In Italia essere liberali non costa nulla. Non costa nulla perché è sufficiente dichiararsi tali , non serve comportasi di conseguenza. Basta autodefinirsi eredi della Thatcher per vincere le elezioni; si può governare un’intera legislatura con una sostanziosa maggioranza, senza liberalizzare o privatizzare alcunché e poi ripresentarsi alle elezioni come paladini del libero mercato.
Si può fare perché gli italiani lo permettono.

A volte anzi gli stessi italiani che si dicono favorevoli al cambiamento, quando poi si trovano a dover ridisegnare il mondo, a dover cambiare le cose , ci riflettono per tanto, troppo tempo. E rimandano. Preferiscono chiudersi, difendersi. Consolidare l’esistente, trovarsi una nicchia (magari di piccolo privilegio) e nascondervisi dentro.

E i politici sono come gli altri. In campagna elettorale si promette di cambiare le cose, ma quando si arriva al potere, ci si accorge che nella stanza dei bottoni tanto male non si sta. E si lascia tutto come lo si è trovato. Invece di progettare l’esistente si pensa a sostituire le oligarchie al posto di comando.

In questo modo non cambia mai nulla."

Questa è l'Introduzione del libro MONOPOLI di Giovanni Floris, il bravo conduttore di Ballarò.

Alcuni capitoli sono molto interessanti originali, altri, nello sforzo di seguire il filo conduttore, sono forse meno centrati. Ne consiglio comunque la lettura.

Ho riportato l'Introduzione del libro, perchè sono in accordo con Floris sul concetto di LIBERISMO applicato in Italia.

Probabilmente tra 50 anni nei libri di Storia si leggerà di questi anni, che dovevano rappresentare il rilancio del libero mercato, come gli anni più neri del liberismo italiano.

Questa Politica Economica è la discarica dei sogni del libero mercato. Monopoli, oligarchie e aristocrazie economiche. Era questo che pensavamo di cancellare con la fine della 1° Repubblica ed è questo che ci ritroviamo anche nella 2°.

Probabilmente ne serve una 3°.
Il liberismo alle vongole è sia di Destra che di Sinistra. Serve una nuova visione delle cose. Una visione che premi innanzitutto la legalità e i principi morali di chi governa.

 
Di e-conomy (del 25/11/2005 @ 20:05:40, in Politica, linkato 3407 volte)
For all its attractions, Italy is caught in a long, slow decline.

Questa è la frase introduttiva di uno speciale dal titolo "Addio dolce vita" che l'Economist dedica al nostro paese.

Chi è di destra può anche pensare che l'articolo sia stato scritto dalla mano sinistra dell'Economist. Ma non è questo il punto.

In realtà la situazione, che viene dipinta in maniera piuttosto imparziale, è veramente tragica.
Secondo l'autore, John Peet "Italy has a substantial structure problem".

La soluzione a quanto pare non sta ne a destra:
"In his 2001 election campaign, he promised to apply the business acumen that had helped him to become Italy's richest man to make all Italians richer. This he has conspicuously failed to do."

Ne a sinistra:
In truth, neither of the two main groupings in Italian politics offers much hope to those who believe that the country needs radical (and painful) reform.

Certo non era necessario che venisse lo zio Sam a dirci che siamo messi da schifo, però è sempre utile per farci ricordare che serve un cambiamento forte. E che Prodi non è la soluzione ma solo il meno peggio.

Per mettere all'opera il tuo inglese c'è anche l'audio dell'intervista a John Peet (8:13 min)
 
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