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Leggo da Killer Startups che è nata una nuova photo sharing community: Ciaobelli.com.
Quando un'iniziativa italiana ottiene anche un'interesse internazionale, io non posso non esserne contento.
Ho dedicato i soliti 3 minuti scarsi (come faccio di default con tutti i nuovi siti Web2.0) per capire se poteva essere un'inizitiva interessante per me. E ho visto che non lo è.
Purtroppo io per ora non vedo nulla di realmente innovativo. Sbaglio?
Cosi...a prima vista, a me sembra un po' una boiata.
Versione ridotta del documentario di Michael Arrington in cui chiede ad alcuni CEO:
- What is Web 2.0?
- Are we in a bubble?
- What are the business models that will work on the web today?
- What is the role of publishers in a user generated world?
- How important and how big is the early adopter crowd?
Pensate al processo di promozione e acquisto offline.
Poi pensate a quello online. E' un po' più corto.
Ora con Tailgate advertising e acquisto si combinano.
Applicazioni di questo genere potranno avere successo?
In assenza di modelli di Economics2.0 molti progetti Web2.0 chiuderanno o saranno acquisiti.
In questo senso Marco propone una discussione interessante.
In sostanza la questione è: ha senso condividere informazioni utilizzando servizi Web2.0 partecipativi che non ci danno garanzie di durare nel tempo?
Se parliamo della condivisione di fotografie, contatti, video, link e documenti, insomma di materiale non "critico" e per cui si utilizza un servizio gratuito l'aspettativa che un giorno possa smettete di funzionare c'è. Per una sorta di difesa inconscia dubito che chi usa Youtube abbia eliminato i video dal suo hard disk, come chi utilizza Plaxo abbia eliminato i contatti dalle sue rubriche. Oggi le possibilità offerte dai servizi Web2.0 ritengo siano più complementari che sostitutive.
Altro discorso andrebbe fatto per i servizi Web2.0 a pagamento per le aziende. Ma questa strada è in buona parte inesplorata.
A questo mi sento di aggiungere tre riflessioni sulla realizzazione di servizi Web2.0. Se ne potrebbero aggiungere altre. Voi che ne pensate?
1. Essere concreti. La bolla del 2000 non ci ha insegnato proprio nulla? In assenza di un modello di business concreto e di un reale ritorno d'investimento i progetti non durano. Il sogno dell'acquisizione in base al numero di utenti iscritti poteva essere credibile 7 anni fa, oggi non ha senso. I modelli basati sulla pubblicità non possono funzionare per tutti. E i pochi che funzionano dovranno essere originali.
2. Essere differenti. Come insegna da tempo Tom Peters bisogna essere originali: "Come possiamo fare ciò che non è mai stato fatto prima?" Che senso ha riproporre lo stesso servizio da follower, senza migliorarlo sostanzialmente e senza differenziarsi?
3.Pensare agli altri. A volte ho l'impressione che chi progetta servizi Web2.0 lo faccia perchè vuol risolvere un'esigenza sua e delle persone come lui. Per questo oggi la buona parte dei servizi Web2.0 è ad uso di smanettoni, blogger e programmatori. Trovo che una strada per realizzare progetti innovativi sia quella di puntare su altre esigenze delle persone comuni come hanno fatto quelli di 2spaghi.
Per cominciare la carrellata ecco, uno splendido poster disponibile anche su E-bay con i sistemi Web2.0 più conosciuti:
Per scoprirne di nuovi, invece potete utilizzare Dexly.com, una bella directory che categorizza più di un centinaio di sistemi W2.0.
Tra questi una citazione per Photoshakr.com ideato da Leandro e dal gruppo di Idearium
Infine se avete voglia di buttare via un po' di tempo, non potete non validare il vostro sito con l'essenziale web2.0validator.com
Il Web2.0 inizia a popolarsi di iniziative. Alcune molto interessanti, altre assolutamente inutili.
C'è chi è critico verso il W2.0, io invece lo considero una nuova spinta verso l'innovazione e la nascita di servizi che concretamente miglioreranno il Web. Per chi volesse dedicare il week-end alla ricerca di progetti di valore, ecco una raccolta delle nuove inizative: www.web2logo.com
Mi raccomando, poi fatemi sapere quelle che vi hanno colpito!
Buon Divertimento!

Vale la pena scaricare il pdf e dedicarvi qualche minuto.



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