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Brexit: significato, conseguenze e news

I cittadini del Regno Unito hanno espresso la loro volontà il 23 Giugno, effettuando una decisione che trasformerà questa nazione per sempre. Il Regno Unito, ha votato per uscire dall’Unione Europea, o meglio, ha votato Brexit, in un referendum storico, che fa già parte della storia dell’Unione Europea.

Il risultato ha portato gli Euroscettici a celebrare la vittoria, ma ci sono state anche diverse ripercussioni sui mercati finanziari. Dopo il risultato infatti, la Sterlina Britannica è crollata al più basso livello dal 1985, e l’ex premier David Cameron si è dimesso dalla sua carica di Primo Ministro, il giorno dopo il referendum.

Ha affermato: “Farò tutto quello che posso come Primo Ministro nelle prossime settimane e mesi. Ma non penso che possa essere la cosa giusta per me provare ad essere il capitano che guida la nostra nazione alla prossima destinazione.”

I conservatori credono che il suo successore possa entrare in carica già dal 2 Settembre, data in cui il Regno Unito potrebbe iniziare il negoziato per l’uscita dall’UE.

Il prossimo passo per il Regno Unito è di dire all’Unione Europea che vuole andarsene, utilizzando l’articolo 50 delle regole imposte dall’UE. Sarebbe la prima volta nella storia.

Ma ancora c’è un momento di riflessione, prima che il successo di Cameron riesca a mettere in moto questo meccanismo legale.

Boris Johnson, esponente del Partito Conservatore e uno tra i più quotati a sostituire Cameron, crede che Brexit sia una “grande opportunità” per il Regno Unito di trovare nuovamente la sua voce nel mondo.

Il voto Brexit ha però infastidito molti, come ad esempio la Scozia, che ha chiesto un referendum per l’Indipendenza, e le dimissioni del leader dei Laburisti Jeremy Corbyn, dato il suo tiepido supporto all’UE.

La Spagna ha anche rivendicato la sua sovranità su Gibilterra, che ricordiamo è un territorio d’Oltremare del Regno Unito che sta a sud della Spagna. Sinn Fein, sta chiedendo un voto per unire l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. C’è quindi un grande fermento in tutta Europa.

Brexit Significato

Con la vittoria del Leave, il 51,8% dei cittadini ha deciso di lasciare l’Unione Europea, il 48,1% dei cittadini ha però invece deciso di restare. Ha tuttavia vinto il 51,8%, in quanto il referendum era di tipo maggioritario.

Il termine Brexit significa quindi la definitiva uscita da parte del Regno Unito dall’Unione Europea, così come è stato deciso dal referendum che si è svolto il 23 Giugno 2016.

Il sondaggio Brexit ha quindi stabilito e confermato una definitiva chiusura da parte dell’Isola della Regina, verso un’istituzione che non è mai stata tanto apprezzata dal Regno Unito, in quanto c’è da ricordare che il Regno Unito non ha ancora adottato la moneta unica Eur, segno che non c’è mai stato tantissimo interesse nei confronti dell’UE.

Gallery post Brexit

Brexit conseguenze

La vittoria del Brexit ha mandato un segnale forte ai mercati economici globali, sia gli indici UK che quelli Italiani (che gli altri in tutto il mondo) hanno avuto una delle peggiori sessioni nella loro storia, sin dai tempi della crisi finanziaria.

La Sterlina Britannica, il giorno dopo il referendum, è crollata ai più bassi livelli dal 1985, e sono state prese delle contromisure per calmare i mercati finanziari. C’è una grande incertezza circa quello che accadrà quando il Regno Unito lascerà ufficialmente l’Unione Europea, in quanto dovranno essere fatti degli accordi di scambio con i vari paesi dell’UE.

Il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha affermato: “C’è da aspettarsi volatilità economica e di mercato durante questo processo. Ma siamo preparati a ciò.”

I sostenitori del Brexit affermano che i paesi EU hanno ogni incentivo per continuare il commerci con il Regno Unito, che è un grande importatore di beni e servizi.

Tuttavia, gli eurofili si stanno preoccupando del fatto che le compagnie esterE non investiranno nel Regno Unito, e potrebbero migrare i propri uffici se il Regno Unito perderà l’accesso al mercato unico EU.

Dopo il referendum, l’investitore Neil Woodford, il fondatore della Woodford Investiment Management, ha descritto che quelli a favore dell’Europa affermano che il danneggiamento all’economia sarebbe una “farsa”. Mr Woodford ha detto: “Penso che sia un gioco a somma zero, sia che ce ne dovessimo andare o restare”.

Il leader Ukip Nigel Farage ha anche affermato che il voto Brexit è una buona notizia per tutti gli esportatori che hanno da sempre fatto fatica con l’alto valore della sterlina.

Adesso che il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione Europea, non dovrà più contribuire in miliardi di sterline per il budget dell’Unione Europea.

Durante la campagna, gli Euroscettici hanno affermato che Brexit causerà uno shock da 100 miliardi di sterline all’economia ULK, secondo un report della Confederazione delle Industrie Britanniche.

Il Tesoro è stato inoltre accusato di “morte e distruzione”, dopo la previsione che Brexit costerebbe alle famiglie £ 4,300 all’anno dal 2030, lasciando la Gran Bretagna in una situazione tragica per decenni.

Gli attivisti anti-UE hanno respinto le voci che una uscita UE innalzerà il costo delle spese, come gli oggetti di uso quotidiano e i viaggi all’estero.

Ma ci sono ancora preoccupazioni per ciò che accadrà agli espatriati britannici che vivono in paesi europei come la Spagna e i calciatori europei che giocano nel Regno Unito.

Conseguenze Immigrazione Brexit

Gli Euroscettici dicono che Brexit permetterà alla Gran Bretagna di riprendere il controllo delle sue frontiere al fine di contenere l’immigrazione e aumentare la sicurezza.

La Gran Bretagna non dovrà più accettare la libera circolazione delle persone dall’Europa, argomento molto battuto dai sostenitori Brexit, che dicono che ciò mette pressione a servizi pubblici come lo scuole, i servizi ospedalieri.

Gli attivisti Brexit hanno affermato che la Gran Bretagna sarà libera di imporre un sistema a punti in stile Australiano, per gestire al meglio l’immigrazione e ovviare alla carenza di risorse.

Ma la campagna “Remain” ritiene che Brexit colpirà duramente l’economia britannica, che si basa sulla libera circolazione dei lavoratori migranti dell’UE, così come gli operatori sanitari.

Sono già in molti i paesi che vogliono intraprendere una strada come quella del Regno Unito. Tra tutti la Francia è pronta per "FREXIT".

Sono già in molti i paesi che vogliono intraprendere una strada come quella del Regno Unito. Tra tutti la Francia è pronta per “FREXIT”.

Alcuni europeisti hanno anche detto che Brexit comprometterà la capacità del Regno Unito per la lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.

David Cameron ha detto anche lui sospetta che il leader ISIS di Abu Bakr al-Baghdadi “sarà felice” quando la Gran Bretagna lascerà l’UE.

Brexit conseguenze italiani studenti, lavoratori e turisti

Brexit, avrà una ripercussione anche per tutte quelle persone che in UK studiano, lavorano e vanno in vacanza, quindi non solo su tutti i vari aspetti della vita inglese, ma le ripercussioni saranno anche diverse per tutti quelli che hanno un lavoro, vanno a scuola o università o vanno in vacanza nel Regno Unito, che da paese che fa parte dell’UE, rischia di diventare un vero e proprio paese “extracomunitario”.

Al momento tuttavia, non cambierà niente, in quanto il processo che porterà il Regno Unito fuori dall’Unione, sarà abbastanza lungo. Quindi al momento non cambia niente, e se si sta lavorando, studiando o si è in vacanza in Gran Bretagna, è possibile stare tranquilli, tutto funzionerà ancora per 1-2 anni proprio come funzionava prima del referendum Brexit. Infatti, gli accordi comunitari e le leggi che erano in vigore prima della Brexit, saranno tutt’oggi in vigore e continueranno ad essere validi come minimo per i prossimi 2 anni.

Come saprete infatti e come è stato affermato in precedenza, il Regno Unito deve utilizzare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che specifica le modalità e i tempi che deve rispettare un paese per uscire dall’Unione. Il Trattato però, è molto vago, e quindi fino a che il Regno Unito non uscirà definitamente dall’UE, ridiscutendo tutti gli accordi, è impossibile capire cosa muterà con certezza per tutte quelle persone che lavorano, studiano e vanno in ferie nel Regno Unito. Teoricamente però, l’impatto dell’uscita dall’UE potrebbe essere alquanto devastante.

La circolazione delle persone all’interno del Regno Unito, è uno di quegli aspetti che ha certamente più spinto i cittadini a votare per uscire dall’UE. Il Regno Unito, con questo referendum, ha reiterato il fatto che vuole avere la possibilità di controllare, di essere nel pieno controllo, di chi entra ed esce dal paese. Non è infatti un segreto che nel Regno Unito, e in special modo in città multiculturali come Londra, l’invasione di stranieri è un vero e proprio problema. Gli stranieri, sono infatti accusati di rubare lavoro, e pesare sulla sanità e welfare del Regno Unito. Con Brexit, ci sarà quindi un controllo amplificato delle frontiere, rinunciando all’assistenza degli altri paesi nella gestione dei flussi migratori. Il Regno Unito, se oggi può essere considerato un paese comunitario a tutti gli effetti, sarà quindi in futuro un vero e proprio paese extracomunitario, che farà le sue specifiche leggi per tutti quelli che vogliono entrare per studio, lavoro o vacanza.

Quando la Brexit sarà realtà, molto probabilmente non sarà necessaria una semplice carta d’identità per entrare nel paese, ma un passaporto. Quindi, se non si possiede il passaporto, sarebbe buona idea andare in questura in Italia, e all’estero dalle rappresentanze diplomatiche e consolari per richiederne uno.

Potrebbe inoltre, oltre al passaporto, essere richiesto anche un visto turistico o lavorativo, con modalità di richiesta ben precise e stringenti, come ad esempio funziona già negli Stati Uniti.

Brexit lavoratori

La Brexit lavoratori è sicuramente uno dei problemi più annosi. Con i cambiamenti che abbiamo appena annunciato, chi vive in UK e paga le tasse già da cinque anni, può infatti richiedere la cittadinanza, e quindi evitare problemi in futuro. Quindi, se si abita e lavora regolarmente da almeno 5 anni nel Regno Unito, è bene chiedere subito la cittadinanza, per evitare complicazioni future. Gli italiani che vivono a Londra, sono circa mezzo milione. Adesso, chi vuole andare in Regno unito per lavorare e non è un cittadino dello spazio economico europeo (SEE) è obbligato ad avere un permesso di soggiorno per lavorare, oppure accettare un permesso di tipo generico che ha però una breve durata, e dopo il quale non si può più lavorare. Gli euroscettici sostenitori del Leave, vorrebbero infatti, sulla base del modello Australiano, un sistema a punti con una valutazione delle competenze e delle capacità della persona, che dovrà essere un lavoratore qualificato a tutti gli effetti, e aver affrontato un esame di lingua inglese. Questo segnerebbe quindi la fine all’emigrazione in massa di giovani che dall’Italia vanno in UK per fare i lavapiatti, camerieri, imparando l’inglese sul posto.

Brexit Sistema Sanitario

Anche il Sistema Sanitario potrebbe subire una pesante rivoluzione. Attualmente, l’Unione Europea prevede che se un cittadino UE, in caso si dovesse ammalare durante un soggiorno temporaneo all’estero, di lavoro, studio o vacanza, ha diritto subito alle cure mediche. In pratica, un cittadino UE gode degli stessi diritti delle altre persone. Quando il Regno Unito uscirà dall’UE, questa regola cambierà drasticamente, a meno che non venga trovato un accordo per mantenere lo stato attuale. L’assistenza sanitaria potrebbe quindi diventare a pagamento, e non più gratuita. I cittadini extracomunitari, oggi nel Regno Unito, pagano tariffe salatissime, superiori al 150% rispetto a quelle dei cittadini europei, a volte anche superiori a 120 sterline per una semplice visita.

Brexit studenti

Prima del Brexit, gli studenti UE, grazie ad una direttiva comunitaria, pagavano le stesse tasse degli studenti UK. Per quelli extracomunitari non è invece la stessa cosa, in quanto la retta è circa il doppio. Con la questione Brexit, senza un accordo tra Regno Unito e UE, le rette potrebbero arrivare anche a oltre 40 mila sterline all’anno per gli italiani. Si tratterebbe di una stangata che farebbe rinunciare milioni di studenti UE a venire a studiare nel Regno Unito.

Senza contare il fatto che gli studenti UE, possono richiedere un prestito di ben 9 mila sterline l’anno per sostenere le spese di alloggio e universitarie. Inutile dire che questo vantaggio andrebbe a decadere, una volta che il Regno Unito sarà uscito definitivamente dall’Unione Europea.

Erasmus Brexit: in pericolo anche il tanto amato Erasmus. Se infatti non verrà negoziato, e prevalesse la linea rigida dei sostenitori Brexit, le frontiere inglese potrebbero chiudere dunque i battenti anche per tutti gli studenti Universitari, che passano il classico anno all’estero in Erasmus. La questione è ovviamente duplice, in quanto anche gli inglesi non potrebbero partecipare a progetti simili.

Brexit Turismo

Come sempre, nei primi due anni, quindi fino al 2018, non dovrebbe succedere niente di eclatante nemmeno per i turisti. E sarà possibile andare nel Regno Unito anche con la carta d’identità e senza il passaporto. Quello che succederà dopo, è tutto da vedersi. Questo è senza dubbio un ottimo momento per passare qualche giorno di relax in UK, in quanto il cambio favorevole permette a noi italiani di avere un potere d’acquisto molto più grande rispetto al pre-Brexit.

Brexit però, segnerà l’uscita dal Regno Unito dalla European Common Aviation Area, il mercato unico dell’aviazione che permette totale libertà di trasporto aereo. Alcune compagnie come Easyjet e Ryanair, si adegueranno a ciò, con dei rincari sulle tariffe.

Brexit News

Ecco le ultime news sulla questione Brexit, che sta tenendo incollati tutti i cittadini EU e non.

24 Giugno 2016 #Brexit: La Gran Bretagna Esce Dall’Unione Europea

Sull'autore

Giuseppe Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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