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Che cosa è il PIL

Che cosa è il PIL? Attraverso questa guida, verrà spiegato in maniera chiara a concisa che cosa significa la parola PIL, a che cosa serve e perché è un termine così tanto utilizzato nei giornali, quotidiani e nei media in generale.

PIL, cos’è? La risposta è “relativamente” semplice, per PIL si intende una cosa alquanto semplice, in economia esprime infatti il valore in denaro di tutti i servizi e beni prodotti da un dato paese, da parte degli operatori economici presenti in quel paese (oppure non necessariamente residenti) per un periodo che è solitamente un anno, prodotti che poi vengono consumati da parte dell’acquirente finale, oppure agli investimenti pubblici e privati ed anche alle esportazioni nette. Non sono quindi inseriti nel calcolo anche tutti i consumi intermedi, ovvero i beni ed i servizi che vengono consumati e trasformati all’interno del processo di produzione, utilizzato per creare nuovi beni e servizi.

PIL cos’è

Che cos’è il PIL? È possibile sapere che cosa è il PIL, in parole “semplici”. Sì, è possibile conoscere che cosa è il PIL. Adesso verrà spiegato che cosa è il PIL e come funziona il PIL. Il PIL, significa prima di tutto Prodotto Interno Lordo. Il PIL è uno dei concetti più utilizzati nell’economia, in quanto misura essenzialmente la crescita di una nazione. Il Prodotto Interno Lordo, o PIL, misura essenzialmente quanto valgono i beni ed i servizi che vengono prodotti in uno specifico paese in uno specifico arco di tempo. Il PIL viene espresso in percentuale, in modo quindi da capire come varia l’andamento del PIL rispetto al rilevamento precedente.

Il PIL, solitamente viene calcolato ogni anno, ma può essere anche calcolato ogni mese. Se il valore del PIL diventa positivo, significa che la crescita economica è in atto nel paese. Se invece la crescita è negativa, ovvero se la differenza del PIL è negativa, stiamo all’interno di una contrazione economica.

Il PIL, può essere essenzialmente di due tipi:

– Nominale
– Reale

Solitamente, nelle analisi macroeconomiche, è molto più importante il PIL reale, in quanto non viene modificato dall’inflazione.

Ci sono tanti altri fattori che sono estremamente correlati al PIL:

Reddito pro-capite: viene calcolato con il valore reale del PIL per la popolazione
Deflatore del PIL: viene calcolato con la divisione tra PIL nominale e PIL reale
Rapporto deficit/PIL: viene calcolato essenzialmente con la somma del deficit delle amministrazione pubbliche in relazione con il Prodotto Interno Lordo

PIL Definizione

La parola PIL, è praticamente il Prodotto Interno Lordo. Il PIL è uno dei fattori che sono più menzionati nell’economia, in quanto misura è uno dei concetti più importanti per misurare la crescita di una nazione. Il Prodotto Interno Lordo, o PIL, significa essenzialmente quanto valgono i beni ed i servizi che vengono prodotti in uno specifico paese in uno specifico arco di tempo.

Per PIL pro capite si intende invece la quantità di prodotto interno lordo (PIL) che viene ipoteticamente posseduta, in un certo lasso di tempo, da un gruppo di cittadini. Solitamente il PIL pro capite, viene riportato in unità di moneta per 1 anno, in relazione agli interi stati.

I componenti del PIL

PIL-Come-Funziona

Il PIL è composto essenzialmente da 4 elementi:

– Consumi (C) – che è il totale delle spese dei consumatori per beni e servizi
– Investimenti (I) – sono tutte quelle spese e investimenti delle imprese
– Spesa Pubblica (G) – sono tutte quelle spese delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi
– Saldo netto Bilancia Commerciale (NX)

PIL Italia

PIL-Italia-Europa

Il PIL in Italia, è “non” sorprendentemente uno dei peggiori, l’Italia è in Europa all’ultimo posto per la crescita del PIL. La mappa è infatti una delle più scoraggianti e impressionanti. La crescita del PIL negli ultimi 20 anni da parte dei paesi occidentali, è estremamente inferiore rispetto ai paesi a est. A ovest invece, tra le varie crisi economiche e boom, la crisi è stata enorme, anche se in realtà l’Unione Europea avrebbe dovuto portare una ventata di crescita e uniformità economica. Così non è stato. In quanto la crescita del PIL negli ultimi 20 anni in Italia, è stata di solo l’1.8%, 28.7% invece in Germania, 86,1% in Irlanda. Anche la Grecia ha fatto meglio dell’Italia, con +13.5%. La Germania è cresciuta del 28,7% più della Francia, +20,7% e della Spagna, +23,9%, ma meno del Regno Unito, +33,8% e soprattutto meno dell’Irlanda, che da grande leader europea ha il record massimo, + 86,1%.
Molto bene anche Svezia e Finlandia, +41% all’incirca.

L’italia è quindi in una grave crisi anche per ora del PIL, e dell’assenza di crescita, in particolar modo al Sud, che è sempre rimasto ben al di sotto della media europea, sia oggi che negli anni 90 e 80. Se noi italiani volessimo raggiungere almeno la Francia, dovremmo crescere dell’1% in più rispetto ai Francesi, impossibile.

PIL indicatore inaffidabile

La realtà dell’Italia, è che il mercato nero rende praticamente inaffidabile il dato sul PIL. Il mercato nero è sempre una realtà in Italia, sopratutto con le leggi fiscali sempre più stringenti. Il mercato nero sommerge quindi il Prodotto Interno Lordo. Infatti, se si considera anche il traffico di droga, prostituzione, contrabbando di sigarette e altre attività illegali, l’Italia non è più in recessione.

Il nuovo sistema, utilizzato dal 2014 in poi, ha letteralmente “cambiato” i dati sul PIL italiani, ecco gli ultimissimi dati trimestrali, che la dicono lunga su come il cambio nel conteggio del PIL abbia pesato:

PIL-Italia-Trimestrale

Il nuovo sistema contabile, chiamato anche Sistema europeo dei conti nazionali e regionali (Sec 2010) è stato adottato a fine 2014, con il fine di facilitare il confronto tra i Paesi dell’Unione Europea, a prescindere dal fatto che questi paesi abbiano legalizzato o meno la prostituzione, depenalizzando poi il commercio degli stupefacenti. Con questo cambiamento, l’Italia ha scoperto che il suo PIL non è più sotto dello 0,1%, ma che in realtà è ben superiore. Una vittoria a tavolino dunque.

L’ipocrisia, pur di far quadrare i conti marci, estremamente in rosso, dello Stato Italiano. Misurare la ricchezza sulla base di attività per le quali le persone vanno in carcere, è disgustante. Ma il Governo Renzi ne va sicuramente fiero, perché da quando c’è il Renzismo, va tutto “bene”.

Sull'autore

Laura Di Borromeo

Laureata presso l'Università Bocconi di Milano. Oggi giornalista pubblicista, appassionata di investimenti e mercati finanziari.

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