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Criptovalute: Banche Centrali sempre più a stretto contatto

Secondo le ultime indiscrezioni, svariate Banche Centrali sembrerebbero essere pronte per iniziare ad entrare all’interno del mercato delle criptovalute, portando quindi ad una nuova grande rivoluzione all’interno di Bitcoin, Ethereum e nel resto di tutte le altre criptovalute basate sulla blockchain.

In una società dove gran parte delle transazioni viaggiano ormai tramite la rete internet, le banche centrali sembrano essere ormai molto vicine all’utilizzo delle criptovalute anche in questo periodo contraddistinto da attacchi hacker e grandi oscillazioni dei prezzi.

Se da un lato è vero che le carte di credito hanno dei costi, e le banconote in carta hanno un costo per essere prodotte, le criptovalute in realtà potrebbero risultare la chiave di volta per favorire imprese e consumatori.

Non è ormai più in segreto che la banca centrale della Cina abbia effettuato un esperimento su un “prototipo di Criptovaluta” così come la Banca Centrale Danese sia al lavoro su una e-corona. Tuttavia la Federal Reserve non è ancora al lavoro su una criptovaluta. La Cina sta invece pensando ad un possibile “yuan digitale”.

Difficile dire però che le criptovalute attuali potranno avere un grande riscontro da parte degli appassionati all’interno di una Banca Centrale, dato che Bitcoin, Ethereum e le altre principali criptovalute hanno una natura completamente decentralizzata.

Secondo Michele Bordo della Levin e Rutgers University, le banche centrali potrebbero fornire un valore sicuro di riserva con un’ipotetica valuta digitale emessa.

Nel caso in cui dovesse essere mai messa in circolo una criptovaluta da parte di una banca centrale, sarà lecito aspettarsi un prezzo fisso e non variabile come quello del Bitcoin.

Russia stringe accordi con Ethereum

Nazioni come Cina e Russia stanno inoltre stringendo accordi con una delle criptovalute più famose al momento: Ethereum.

Secondo Bloomberg, ci sarebbe stato un incontro nel mese di Giugno tra il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin e Vladimir Putin durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).

Nei giorni seguenti alla news, la criptovaluta ha raggiunto molto velocemente il suo livello record di 407,10 dollari (+5.000% da inizi 2017 quando si muoveva intorno ai 7,98 dollari) andando molto vicino al Bitcoin in termini di capitalizzazione.

La Russia quindi sarebbe molto vicina a sviluppare una criptovaluta nazionale, basata su di Ethereum.

La Russia si è del resto già mossa da diverso tempo, attraverso un progetto pilota che sfrutta la blockchain di Ethereum per processare pagamenti. Inoltre anche la Banca Statale Russa Vnesheconombank ha recentemente affermato di fornire finanziamenti su progetti basati su Ethereum per svariate funzioni amministrative.

Sull'autore

Andrea Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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