Economia Italia, il Pil 2017 crescerà più delle attese?
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Economia Italia, il Pil 2017 crescerà più delle attese?

Negli ultimi giorni, come più volte accaduto nel corso del 2016, il calendario macro economico ci ha offerto dei dati piuttosto contrastanti sull’evoluzione dell’conomia italiana. Cerchiamo allora, come nostra abitudine, di fare il punto su quel che è accaduto, e predisporci a comprendere se effettivamente il Pil 2017 Italia sarà o meno migliore delle attese.

Fiducia dei consumatori in aumento

Cominciamo con i dati positivi e, in particolar modo, quelli sulla statistica inerente la fiducia dei consumatori, che dopo la tendenza di calo che si è mantenuta quasi costante per tutto il 2016, ha compiuto un sorprendente rimbalzo nel corso dell’ultimo mese dell’anno, giungendo a quota 111,1 punti dopo essere rimasta invariata a 108,1 punti nel mese di novembre. Si tratta non solamente del primo aumento riscontrato dallo scorso mese di luglio, quanto anche del più significativo incremento da ottobre dello scorso anno. Non solo: il livello dell’indice è oggi ampiamente superiore a quella che è stata la media storica degli ultimi 5 anni (99,1 punti) e 10 anni (98,9 punti), ed è altresì migliore di quella di lungo termine (102,1 punti). Il miglioramento è infine diffuso a tutte le principali componenti in quanto riguarda sia le valutazioni delle famiglie sulla propria situazione economica (a 102,7 punti contro i 101,3 punti precedenti) che il clima economico generale (a 133,8 punti contro i precedenti 127,6 punti), sia i giudizi correnti (a 106,2 punti contro i 103,7 punti precedenti) che le aspettative per il futuro (a 116,2 punti contro gli scorsi 113,8 punti).

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Sempre in relazione al dato, si osservi come siano migliorate per il secondo mese consecutivo le aspettative sulla disoccupazione (a 20 punti dal precedente dato di 28 punti, per il record dallo scorso marzo ad oggi). Le famiglie hanno riportato (era avvenuto anche a novembre) un miglioramento della situazione economica personale corrente e di quella attesa, ma un lieve deterioramento del bilancio familiare (il relativo indice resta non lontano da un massimo da quasi 8 anni). Migliorano anche le opportunità sia attuali che future di risparmio. Le opportunità attuali legate all’acquisto di beni durevoli sono salite marginalmente da -54 punti a -53 punti. Sia l’inflazione percepita dalle famiglie nell’ultimo anno che quella attesa per i prossimi 12 mesi sono calate per il terzo mese consecutivo (a -36 punti da -34 punti e a -34 punti da -28 punti, rispettivamente). Viceversa, l’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è calato per il secondo mese a dicembre, a 100,3 punti da 101,4 punti a novembre.

Peggiora la fiducia delle imprese

Purtroppo, non tutti i dati degli ultimi giorni sono stati identicamente rosei, anzi. Per quanto concerne l’indice complessivo della fiducia delle imprese, il dato è negativo, anche se l’andamento è molto differenziato per le varie componenti dell’indice. In particolare, la flessione è principalmente ascrivibile ai servizi (102,5 punti da 105 punti precedente) e alle costruzioni (120,4 punti da 124,2 punti di ottobre), mentre il morale migliora sia nel manifatturiero (a 103,5 punti da 102,2 punti) che nel commercio al dettaglio (a 107,4 punti da 106,5 punti): in entrambi i casi si tratta di un massimo nell’ultimo anno. In ogni caso, in tutti i principali settori il livello del morale delle imprese è superiore alla media degli ultimi 5 o 10 anni.

Scendendo più nel dettaglio, nel settore manifatturiero il miglioramento è diffuso a tutte le principali componenti in quanto riguarda sia le valutazioni correnti che le aspettative future, sia sulla produzione che sugli ordini. Molto bene, in particolar modo, gli ordinativi dall’estero (da -16 punti a -12 punti, un massimo negli ultimi 12 mesi); più modesto l’incremento delle commesse domestiche (da -17 punti a -16 punti), che peraltro tornano a un massimo da marzo del 2008. L’unica nota negativa arriva dalla correzione (per il secondo mese consecutivo) delle aspettative delle imprese sull’economia (a – 3 punti da -1 punti); peraltro, nonostante ciò aumentano le intenzioni di assunzione (da 1 punto a 2 punti, un record pluriennale): ciò potrebbe essere un segnale del fatto che le imprese intendevano sfruttare l’ultima parte dell’anno per approfittare del taglio contributivo generalizzato sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato in scadenza a fine 2016. Infine, al contrario che a novembre, rimbalza il morale delle imprese produttrici di beni strumentali e intermedi (in quest’ultimo caso, ai massimi da 5 anni e mezzo), mentre più limitato è il miglioramento nel settore dei beni di consumo.

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A livello geografico, l’aumento riguarda in particolare il Nord Est, dove la fiducia tocca un massimo da gennaio del 2011. L’indagine trimestrale rivolta alle imprese esportatrici mostra un aumento sia dei giudizi che delle attese sul fatturato, nonché una diminuzione delle aziende che segnalano ostacoli all’attività di esportazione (in particolare di quelli legati alla qualità dei prodotti e ad altri fattori).

Pil 2017 migliore delle attese?

Come intuibile, dai soli dati di fiducia non è possibile giungere a radicali conclusioni in merito all’andamento del prodotto interno lordo. Quel che possiamo tuttavia fare fin d’ora è sottolineare come i dati relativi alla fiducia dei consumatori siano migliori delle attese, dopo un lungo e scoraggiante trend di calo. Per quanto riguarda invece la fiducia delle imprese, anche se è vero che il dato è negativo, è anche vero che il miglioramento nel manifatturiero (il settore maggiormente anticipatore di quel che accadrà nell’economia reale) e nel commercio (un comparto che avevano dato nel corso del 2016 segnali di deciso indebolimento) appare più importante della correzione nei servizi e soprattutto nelle costruzioni (dove il livello dell’indice resta sensibilmente superiore alla media storica).

Se a quanto sopra aggiungiamo il fatto che il temuto esito del referendum costituzionale, e la successiva crisi di governo (risolta in pochi giorni) non sembrano aver avuto impatto sulla fiducia degli operatori economici, è possibile guardare con tiepido ottimismo al futuro di breve termine, con possibile riaccelerazione del PIL a inizio 2017 tra 0,1 e 0,2 punti percentuali sul trimestre, dopo il rallentamento che dovrebbe aver caratterizzato la fine 2016 (tra 0 e 0,1 punti percentuali sul trimestre).

gennaio 3, 2017

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roberto


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