Innovazione e startup

Enel ci crede: gli 8 progetti di collaborazione con le start up

L’operatore di energia Enel ha aperto le frontiere all’innovazione e, per farlo nel modo più moderno, ha siglato un’interessante partnership con delle start up. Del resto, la tecnologia e l’innovazione tecnologiche sono il pane delle imprese di nuova generazione e il ‘collaudo’ con Enel potrebbe rappresentare per loro un futuro felice e luminoso.

Nel corso del 2016 Enel ha incontrato più di 1500 start up e ha avviato un totale di 80 collaborazioni su progetto in più di 30 paesi nel mondo dove è operativa. Si tratta di un programma di open innovation che tocca diversi settori e dal quale sono emerse start up valorose, abili nel proporre beni e servizi che potrebbero rappresentare il futuro dell’energia elettrica e del suo rapporto con l’uomo.

Le start up selezionate da Enel

Otto sono le start up selezionate da Enel che hanno saputo proporre progetti di grande innovazione:

  1. Bidgely: la start up opera nello sviluppo di software che identificano il consumo degli elettrodomestici di casa in modalità remota e forniscono il servizio attraverso un sofisticato sistema di applicazioni. Il cliente può contare su un bacino di informazioni utili e adottare comportamenti virtuosi, che gli permettono di apportare efficienza agli elettrodomestici di casa, nonché di risparmiare significativamente in bolletta sui costi di gestione dell’energia elettrica. Per ora la start up sta seguendo un progetto pilota in Sud Africa e, se i test saranno positivi, l’impresa potrà contare su un contratto di partnership commerciale con Enel;
  2. Ultrasolar Technology: questa start up ha inventato degli ottimizzatori di potenza quantistici, che permettono di aumentare la potenza estratta dai moduli fotovoltaici e, di conseguenza, la produzione di energia. La prima fase di attività è stata completata con successo e la start up sta testando i suoi prodotti su scala industriale. Partnership in vista anche in questo caso, se i test daranno i risultati sperati;
  3. NUVVE: questa start up ha progettato un sistema di fornitura di tecnologia per i Vehicle-To-Grid, che si basa sull’aggregazione dei veicoli elettrici in centrali elettriche virtuali. L’aggregazione si trasforma in una sorta di centrale elettrica e Nuvve è entrata fare parte del consorzio Enel Nissan che si impegna a fornire i servizi ai clienti in merito all’energia immagazzinata nella rete, con lo scopo di effettuare il suo bilanciamento. Questo servizio può sembrare un’utopia in Italia, ma è già attivo in Inghilterra e in Danimarca.
  4. Archon Technology: ecco una start up italiana che ha gli uffici negli States e che lavora nello sviluppo di hardware e software per i droni. In questo caso si parla del futuro del settore, perché i droni di Archon sono in grado di raggiungere in completa autonomia la stazione di ricarica e quindi di ritornare alle proprie attività. Il software permette di gestire più droni in volo simultaneamente, compresa l’elaborazione delle immagini che vengono prodotte in fase di volo;
  5. Nozomi Networks: una società impegnata nella realizzazione di un software di sicurezza informatica dedicato agli impianti industriali che si impegna a realizzare modelli di rete e processi fisici impiegando il monitoraggio continuo e l’analisi comportamentale, identificando e riparando le parti danneggiate. Enel ha rappresentato un importante investitore in fase di fundraising per Nozomi, che ha potuto contare su un bacino di 7.5 miliardi di dollari di investimento. Enel ha inoltre sottoscritto una partnership commerciale con l’azienda per la produzione e lo sviluppo di nuovi software che verranno proposti alle aziende;
  6. Demand Energy: la start up opera nel settore della massimizzazione del rendimento economico applicata ai sistemi di storage behind-the-meter. Si tratta di un pacchetto completo, che include la modellazione, la progettazione e la simulazione per implementare i sistemi di storage-plus-DG. Raffinata e completa, la start up è stata al centro di un’acquisizione del 100% del suo valore da parte di Enel;
  7. TeleSense: questa start up innovativa lavora nel settore del monitoraggio ambientale applicato all’industria e permette di gestire i rischi che derivano dal cambiamento climatico. Il software Telesense raccoglie dati in modalità wireless e li analizza in cloud, al fine di poter prendere delle decisioni immediate in caso di anomalie. Ecco un’applicazione dell’internet delle cose che funziona sempre, indipendentemente se i circuiti sono spenti oppure accesi, con lo scopo di eliminare l’errore umano e di favorire l’efficienza operativa dei sistemi deve viene installata;
  8. Sparkcognition: risparmiare sui costi e migliorare l’efficienza produttiva. Queste sono le missioni dei sistemi ideati dalla start up che, a partire dai dati raccolti da un sensore, è in grado di individuare i guasti imminenti e di bloccarli prima che possano generare danni. La partnership con Enel trova applicazione nell’instabilità delle combustioni nelle turbine a gas, permettendo una riduzione importante e lungimirante dei costi di manutenzione.

Enel e innovazione: test e fondi alle imprese

Queste le otto start up che sono state selezionate da Enel per la produzione e la ricerca di software, sistemi e applicazioni in materia energetica e tecnologica. Alcune di esse sono già state acquisite e hanno iniziato il loro processo di espansione, mentre altre si trovano in una fase di test in alcuni paesi del mondo, al fine di valutare la loro efficienza e la loro completezza per essere immesse sul mercato.

Come è possibile notare, non si tratta solamente di aziende impegnate a realizzare prodotti e servizi strettamente energetici, ma che si impegnano ad operare nel settore tecnologico a 360°. Enel stessa impiega la tecnologia e le scoperte nelle sue applicazioni proprie, ma si propone anche di fornire le aziende con soluzioni innovative, al fine di incrementare il business in Italia così come nei paesi dove è operativa.

Ecco nascere un circuito favorevole, che permette alle start up di contare su investimenti tangibili e che offre loro la possibilità di eseguire test importanti, anzi fondamentali per il loro futuro. Il processo di incubazione può quindi ritenersi confuso per molte di queste realtà tecnologiche, che alla fine del percorso potrebbero contare sull’acquisizione totale oppure sulla trasformazione a super imprese, impegnare nel mondo a proporre i loro beni e i loro servizi di nuova generazione.

marzo 18, 2017

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valeria


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