Investimenti

Euro, dati positivi non supportano il rimbalzo

Inizio settimana già sufficientemente ricco di spunti per il Forex. Ieri abbiamo avuto modo di osservare un discreto apprezzamento da parte del dollaro, questa volta spinto dalla pubblicazione di alcuni positivi dati macro USA (indice Empire di novembre e vendite al dettaglio di ottobre), migliorati più delle attese. La prospettiva che la Federal Reserve non solo alzi i tassi a dicembre ma lo faccia perché il quadro dell’economia USA sta migliorando ulteriormente è un fattore di sostegno importante per il biglietto verde che dovrebbe consolidare in prossimità dei massimi, a meno di delusioni eclatanti dai dati o da spunti sfavorevoli che potrebbero giungere dal fronte politico in fase di preparazione della squadra di Trump (ad ogni modo, entrambe le ipotesi al momento non paiono però molto probabili).

Il grande deluso della giornata è comunque l‘euro, che prova a riprendersi dalla correzione post-Trump, senza tuttavia riuscirci pienamente e, soprattutto, dimostrando che i rischi verso il basso non verranno meno finché il quadro dell’economia USA continua a migliorare mentre sull’area euro si addensano le incertezze politiche legate al referendum costituzionale italiano del 4 dicembre e alle elezioni in Germania e Francia il prossimo anno.

Come sintetizzavamo nel titolo dell’odierno approfondimento, le indicazioni favorevoli dai dati macro dell’area non sono al momento sufficienti a sostenere un rimbalzo, in quanto non ancora in grado di fornire delle indicazioni omogenee. Ieri infatti sul Pil italiano, risultato molto migliore delle attese di consenso (0,3 per cento su trimestre nel corso del terzo periodo contro attese di consenso a 0,2 per cento) sono scattate le prese di profitto, reazione che è coerente se si considera che poco prima il Pil tedesco aveva invece deluso mostrando una crescita a 0,2 per cento contro attese per 0,3 per cento. Il Pil aggregato dell’area ha confermato la lettura preliminare a 0,3 per cento, ma questo non rappresenta un progresso, in quanto anche nel secondo trimestre la crescita era stata dello 0,3 per cento, per un quadro che dunque giustifica le attese che la Banca centrale europea possa estendere il quantitative easing alla prossima riunione dell’8 dicembre.

L’andamento è un pò diverso per quanto concerne la sterlina, interessata solo in parte dalla vittoria di Trump. La valuta britannica ha infatti ritracciato negli ultimi giorni, a causa del dato sull’inflazione, che è scesa da 1,0 per cento a 0,9 per cento contro delle attese di aumento a 1,1 punti percentuali. In realtà il dato non è rilevante, perché l’inflazione tenderà a salire a causa dell’ampio deprezzamento post-referendum della sterlina, prospettiva che non consente alla BoE di aumentare lo stimolo monetario, a meno di un grave peggioramento del quadro di crescita – che al momento però non emerge dai dati.

Al momento, la Bank of England sembra comunque ben più preoccupata per i rischi verso l’alto sull’inflazione, come ha ribadito ieri Carney nell’audizione alla Commissione del Tesoro. Il governatore della BoE ha detto infatti che il deprezzamento della sterlina si trasmette rapidamente e in maniera protratta sull’inflazione precisando che la banca centrale ha dei “limiti di tolleranza” per un’inflazione che sale sopra il target. La stance neutrale assunta a inizio mese è dunque appropriata e la banca centrale non ha in mente di ampliare alcun programma. Secondo Carney comunque le aspettative di inflazione sono ben ancorate.

Per quanto attiene la sterlina, il governatore ha poi precisato che modo di interpretare della Banca il deprezzamento post-referendum riflette timori di uno scenario di crescita economica più debole del previsto, aggiungendo però che tale deprezzamento fa parte del necessario aggiustamento dell’ampio disavanzo delle partite correnti, un disavanzo che Brexit potrebbe altrimenti rendere non sostenibile. Al momento, secondo Carney, il disavanzo dovrebbe ridursi significativamente – quasi dimezzarsi – nei prossimi anni, ma le proiezioni della BoE non incorporano uno scenario di hard Brexit.

Su fronte più prettamente valutario, e pertanto con riferimento diretto alle prospettive della sterlina, il governatore Carney ha detto che “saranno gli eventi a determinare se l’ampiezza del deprezzamento è appropriato”. A questo punto, molto sembra dipendere dalle forme e dalle sostanze che assumerà la Brexit: se, come sembra, i rischi di hard Brexit saranno scongiuranti, in favore di una soft Brexit, la strada del ribasso della valuta britannica dovrebbe essere contenuta.

Sul fronte dello yen, occorre osservare come la valuta giapponese abbia proseguito un’ampia correzione portandosi a 109 USD/JPY. L’era post-Trump appena avviata rischia infatti di rendere lo yen sempre più esposto in maniera più persistente a un ulteriore calo, per effetto del maggiore spazio di allargamento dei differenziali di rendimento che vedono salire di più quelli USA a fronte di una stabilità su livelli molto bassi di quelli giapponesi data la necessità della BoJ di mantenere condizioni ultra accomodanti a lungo.

Insomma, davanti a noi sembrano ora aprirsi delle settimane piuttosto intense, che alimenteranno diverse speculazioni e diversi atteggiamenti da parte delle rispettive banche centrali. A nostro giudizio, è molto probabile che nel corso del mese di dicembre le tre riunioni previste (Fed, Bce e Boj) possano confermare e allargare la strada divergente nelle rispettive politiche monetarie.

Ci attendiamo in altri termini che la Federal Reserve nella riunione di dicembre possa finalmente deliberare l’atteso incremento dei tassi per una misura di 25 punti base. Cosa accadrà poi, superato tale scoglio, è arduo da definirsi, e molto potrebbe dipendere dalle politiche fiscali assunte dall’amministrazione Trump, oltre che, come intuibile, dall’evoluzione dei dati macro (inflazione in primis) e da quel che accadrà nello scenario politico-finanziario. La BCE dovrebbe invece deliberare l’allungamento del quantitative easing, con potenziale modifica della sua struttura…

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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