Oppressione fiscale

Fisco: cosa cambia al modello unico nel 2017

Molte sono le variazioni che interessano l’universo del fisco nel 2017, dove fra le più importanti incontriamo quelle applicate al modello Unico per la dichiarazione dei redditi. Tutto può partire dal nome, perché unico si appresta a diventare ‘Redditi’ ed è disponibile da mercoledì 25 gennaio sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Nel sito si può caricare la bozza del modello e le istruzioni per la compilazione che interessano i redditi del 2017 e che fanno capo all’anno scorso, quindi il 2016.

Una novità: l’agevolazione per i premi da risultato

Tra le molte novità inserite in Redditi, ex modello Unico, spicca l’agevolazione per i premi di risultato che sono conseguite dai dipendenti del settore privato, così come i crediti che derivano dalle dichiarazioni integrative a favore, che vengono presentate oltre al termine della dichiarazione successiva e il credito di imposta che interessa le erogazioni liberarli monetarie a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, come ad esempio lo School Bonus. Perché Unico è cambiato e si chiama Redditi? La ragione è semplice, perché dal 2017 la dichiarazione dell’Iva non può essere presentata in forma unificata assieme alla dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda i premi di risultato, il Fisco premia la produttività, perché entra a fare parte del modello di dichiarazione la tassazione agevolata per tutti i dipendenti del settore privato che percepiscono i cosiddetti ‘premi risultato’ del valore non superiore a 2mila euro. Il limite entro al quale è possibile fruire dell’agevolazione fiscale è di 2500 euro, ma solo se l’azienda si impegna a coinvolgere pariteticamente i lavoratori nella sua organizzazione del lavoro. Se i premi professionali vengono elargiti sotto forma monetaria, quindi denaro, viene applicata un’imposta sostitutiva delle addizionali e dell’Irpef pari al 10%. Se i premi vengono invece elargito sotto forma di benefit o di rimborsi delle spese di rilevanza sociale che vengono sostenute dal lavoratore, non viene applicata alcuna imposta sulle stesse.

Modello redditi: i benefit per chi si trasferisce in Italia e i rimborsi leasing prima casa

Un’altra interessante novità che riguarda l’ex modello Unico oggi Redditi interessa i lavoratori che si sono trasferiti in Italia. In questo caso, la formazione dell’imponibile si basa sul 70% del reddito.

Un’altra importante novità interessa le spese per i canoni di leasing per abitazione principale. Nella dichiarazione vi sarà la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing che sono stati pagati nel corso del 2016 e che interessano l’acquisto di una proprietà immobiliare da adibire a prima casa se i contribuenti, al momento della stipula del contratto, avevano un reddito inferiore ai 55mila euro.

La legge prevede che l’importo dei canoni del leasing abitativo non sia superiore a 8mila euro se si avevano meno di 35 anni al momento della stipula del contratto e di 4mila euro se l’età anagrafica era di più di 35 anni al momento della stipula del contratto. È interessante notare che l’agevolazione per il leasing viene corrisposta anche se nel 2016 sono stati pagati i prezzi di riscatto. In questo specifico caso, il prezzo del riscatto non può essere superiore a 20.000 euro se si avevano meno di 35 anni e a 10.000 se l’età anagrafica era pari o superiore ai 35 anni nel corso del 2016.

Altre detrazioni da Redditi 2017

Altre detrazioni e novità che interessano il modello Redditi 2017 ex Modello Unico guardano ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto. Si tratta della detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 che sono state sostenute per acquistare, per mettere in opera e per installare i dispositivi multimediali che vengono impiegati per eseguire il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o che servono per la produzione dell’acqua calda e/o di climatizzazione della propria casa.

Per quanto riguarda l’interessante “School bonus” si tratta della nuova possibilità di impiegare il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro che verranno utilizzate come investimenti da devolvere per gli istituti del sistema nazionale di istruzione. Si tratta di un modo per raccogliere fondi ai fini di realizzare nuove strutture scolastiche, per la manutenzione, per il potenziamento di quelle esistenti e per sostenere tutti gli interventi che si impegnano a migliorare e ad accelerare l’occupabilità degli studenti.

I costi black list di Redditi

A causa dell’abrogazione della disciplina di indeducibilità parziale che interessa le spese e gli altri componenti negativi che sono frutto di operazioni intercorse con imprese residenti, quindi localizzate negli Stati o nei territori che vantano regimi fiscali privilegiati, Redditi ha eliminato le righe relative all’indicazione di questa tipologia di spese e, di conseguenza, i componenti negativi nei quadri appositi di determinazione del reddito d’impresa.

Un’altra novità interessa l’agevolazione “Patent box” che deve essere inserita nel quadro RF di determinazione del reddito d’impresa. È stato quindi predisposto un apposito campo per l’indicazione della quota di reddito agevolabile che è relativa ai periodi di imposta compresi tra la data di sottoscrizione dell’accordo e quella di presentazione dell’istanza di ruling. Perché questa variazione? Si tratta di un metodo che consente di avere l’accesso al beneficio “Patent box” a partire dal periodo d’imposta in cui è presentata la medesima istanza.

Nuovo modello Redditi: la dichiarazione integrativa a favore

È stato quindi esteso il termine per l’invio della dichiarazione integrativa che si presenta a favore. Il contribuente può presentare la dichiarazione a proprio favore e la può equiparare alla dichiarazione integrativa in favore dell’Amministrazione. Nello spazio “Tipo di dichiarazione” che si trova nel frontespizio del modello, è stata quindi eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore” perché se viene presentata una dichiarazione integrativa non bisogna più comunicare se si tratta di una dichiarazione integrativa a sfavore oppure a favore. Nella dichiarazione in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa a favore relativa al periodo d’imposta viene, infatti, chiesto di indicare il credito che deriva dal conteggio fra il minor debito o il maggiore credito che risulta dalla dichiarazione integrativa. Per inserire questa voce è stato reso disponibile nella dichiarazione Redditi il nuovo quadro DI.

Sull'autore

Valeria Martalò

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