Oppressione fiscale

Fisco e formazione professionale

Da tempo i professionisti autonomi chiedono aiuto in materia di fisco. Forte e incessante è stata, infatti, la pressione fiscale che negli ultimi anni ha costretto tanti persone operanti in libera professione a fare i salti mortali per riuscire ad onorare le imposte e ad affrontare i mancati pagamenti della committenza.

Un aspetto che merita di essere approfondito interessa la formazione. Tagliando i costi all’osso per fare fronte alle spese e al pagamento dei tributi, molti professionisti non hanno avuto la possibilità di seguire i corsi di formazione, indispensabili in molti settori per ‘stare al passo con i tempi’ e per proporsi attenti e competitivi nel proprio segmento di mercato. Il fisco, con il disegno di legge “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” si propone di tutelare i lavoratori autonomi, anche dal punto di vista della formazione e del cosiddetto ‘lavoro agile’.

I redditi da lavoro autonomo

I redditi da lavoro autonomi derivano dall’esercizio di professioni e arti diverse da quelle di impresa. Ad essi sono assimilati i redditi di lavoro autonomo svolti in forma associata secondo l’articolo 53, comma 1 del Tuir e altri redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo. Si tratta dei redditi che derivano dallo sfruttamento economico delle opere dell’ingegno da parte dell’inventore o dell’autore, degli utili di una persona associata che apporta esclusivamente lavoro e della partecipazione agli utili che spettano ai fondatori e ai promotori delle società ( per azioni, in accomandita e a responsabilità limitata), quindi delle indennità per la cessazione di rapporti di agenzia e dei redditi che derivano dall’attività di levata di protesti che viene esercitata dai segretari comunali. Queste le maggiori tipologie di reddito autonomo e la legge interviene a loro favore con una modifica del comma 5, che interessa la disciplina delle spese parzialmente deducibili. Si tratta dei componenti negativi di reddito, per i quali sono state stabilite delle percentuali e delle soglie di deducibilità fiscale.

Le spese per l’albergo e i pasti

Secondo la nuova scrittura dell’articolo, le spese relative all’alloggio negli alberghi e ai pasti sono deducibili nella misura del 75% e, in ogni caso, l’importo non deve superare il 2% dei compensi che sono stati percepiti nel corso del periodo di imposta. Ovviamente non possono essere dedotte le spese che vengono sostenute dall’esercente, ma che vengono addebitate in capo al committente. In altri termini, se il professionista si reca in una città per un viaggio di lavoro e le spese vengono pagate dalla committenza, esse non sono considerate deducibili ai fini fiscali. Se, invece, le spese vengono sostenute dal committente e quindi riaddebitate al professionista, esse sono deducibili nelle misure e negli importi stabiliti.

A tal proposito, l’articolo sottolinea che le spese che vengono sostenute direttamente dal committente “non costituiscono compensi in natura per il professionista”. È importante notare che in precedenza questo paradigma era applicato alle prestazioni alberghiere, alle spese di trasporto e ai pasti mentre, con la variazione dell’articolo 5, tutte le spese relative all’incarico professionale che vengono pagate dal committente non possono essere intese come compensi, in questo caso ‘in natura’ per il professionista.

Le spese di formazione

Importante, anzi cruciale è l’approccio alle spese di formazione che la nuova legislatura si è proposta di attuare. Prima della modifica, il professionista poteva contare su una deducibilità del 50% dell’ammontare delle spese sostenute. Si trattava, quindi di un rimborso fiscale del 50% nel caso di convegni, corsi di formazione, congressi o simili e vi erano incluse anche le spese di soggiorno e di viaggio. La nuova legislatura prevede che tali spese possano essere dedotte del 100% con il tetto massimo di 10mila euro. L’articolo è più completo e al passo con i tempi, perché alle spese di formazione di viaggio classiche aggiunge anche le spese di iscrizione di frequentazione di master e di specifici corsi di aggiornamento.

Due sono le spese ex novo che sono state introdotte nell’articolo 5 del testo. Si tratta delle:

  • spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, delle spese per l’orientamento, di quelle sostenute per la ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità (tema di grande attualità) e delle spese sostenute per sostenere programmi che vengono erogati dagli organismi accreditati. Il tetto per queste spese è stato fissato a 5mila euro;
  • le spese sostenute dai professionisti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo, quindi le spese che il professionista sostiene per tutelarsi contro il mancato pagamento dei committenti con forme assicurative o fondi di solidarietà.

Quando entreranno in vigore i benefici

I benefici per i lavoratori autonomi stabiliti dalla legge verranno applicati a decorrere dal periodo di imposta in corso alla fine del 2017, quindi interessano tutte le spese sostenute nel 2017 e la dichiarazione dei redditi interessata è quella del prossimo anno. In sintesi si tratta di:

  • Deducibilità integrale per le spese relative al viaggio, all’alloggio e ai pasti sostenute dal professionista per eseguire l’incarico di lavoro;
  • Deducibilità integrale per le spese sostenute per iscriversi a master e corsi di formazione, convegni di settore, comprese le spese di viaggio e di soggiorno, con tetto di 10mila euro;
  • Deducibilità integrale delle spese sostenute per affrontare la certificazione delle competenze, le spese di orientamento e la ricerca e sostegno della auto imprenditorialità, quindi le spese sostenute per seguire programmi erogati dagli organismi accreditati con tetto di 5mila euro;
  • Deducibilità integrale per le spese assicurative o per i fondi di solidarietà stipulati dai professionisti per tutelarsi contro i mancati pagamenti dei committenti.

Questi sono i principali cambiamenti introdotti con la nuova legislatura in materia, che si propone di alleggerire i professionisti autonomi dai costi sostenuti per la formazione e per la tutela dei crediti. Si tratta di un intervento di interesse e che è stato ben accolto dalle categorie di settore, che allinea l’Italia all’Europa in materia e che può favorire i professionisti nei percorsi di formazione e di ammodernamento.

Sull'autore

Valeria Martalò

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