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Forex, tutti gli appuntamenti della settimana 10-14 ottobre

Consueta settimana ricca di spunti macro quella recentemente cominciata. Cerchiamo dunque di scoprire quali sono i principali eventi che sarebbe opportuno non perdere di vista, e interpretare come muoversi in occasione dei prossimi appuntamenti con il Forex trading.

Cominciamo con martedì 11 ottobre, quando dalla Germania verranno pubblicati i dati dell’indice ZEW, con previsioni di correzione. L’indice sulle attese per la zona euro è visto a 12 punti da 5,5 punti, per un livello inferiore alla media di lungo termine ma circa in linea con i livelli pre-Brexit.

Gli eventi si fanno sicuramente più ricchi dalla giornata di mercoledì 12 ottobre. Per quanto concerne l’area euro, sono in pubblicazione i dati della produzione industriale, che dovrebbe essere cresciuta di +1,8 per cento m/m ad agosto, recuperando – e non solo – il calo del mese precedente (-1,1 per cento m/m). I dati da Germania, Francia e Spagna hanno mostrato una forte crescita della produzione ad agosto e le indagini di fiducia suggeriscono che la fase di crescita dovrebbe proseguire a settembre e ottobre. Dalla Francia emergeranno poi i dati finali sui prezzi al consumo a settembre, che dovrebbero essere scesi di -0,2 per cento m/m da +0,3 per cento m/m di agosto. L’inflazione quindi dovrebbe essere confermata in accelerazione di un decimo a 0,4 punti percentuali sull’indice nazionale e di due decimi a 0,5 punti percentuali su quello armonizzato.

La giornata di mercoledì è interessante anche sul fronte statunitense, con la Fed che pubblicherà i verbali della riunione del FOMC di settembre. Il documento dovrebbe confermare l’ampia spaccatura nel Comitato che ha determinato la decisione di tassi fermi a settembre con tre dissensi; dagli stessi documenti dovrebbe anche emergere la presenza di un vasto gruppo favorevole a un rialzo immediato, e di un gruppo numeroso di partecipanti favorevoli a un rialzo entro fine anno, pur desideroso di disporre di qualche informazione in più. Probabilmente molto ridotto, invece, il gruppo favorevole a mantenere i tassi a oltranza, fino alla realizzazione effettiva del rialzo dell’inflazione.

Passando alla giornata di giovedì 13 ottobre, in Eurozona si attendono solo gli aggiornamenti della Germania, che dovrebbe pubblicare la stima finale sull’inflazione, confermando l’aumento dell’indicatore a 0,7 per cento a/a da 0,4 per cento a/a sulla misura nazionale e a 0,5 per cento a/a da 0,3 per cento a/a sull’indice armonizzato. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare all’1,0 per cento per dicembre. Dagli Stati Uniti sono attese le pubblicazioni sui prezzi all’import a settembre, previsti in aumento di +0,3 per cento m/m, con un contributo positivo del petrolio (al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero aumentare di 0,2 per cento m/m, con il proseguimento degli effetti dell’indebolimento del dollaro visto nella prima metà dell’anno).

Dall’area euro, venerdì 14 ottobre bisogna assumere in considerazione la non irrilevante scadenza del termine per la presentazione dei Budget nazionali alla Commissione Europea che dovrà esprimersi entro fine novembre. Rispetto agli ultimi anni, l’approccio sarà sicuramente di maggiore apertura nei confronti di Spagna, Portogallo e Italia. In relazione al nostro Paese, ricordiamo come l’invio del Documento Programmatico di Bilancio alla Commissione UE debba avvenire entro lunedì 17 mentre la scadenza per la presentazione del budget al Parlamento nel suo articolato completo è giovedì 20.

Stando a quanto contenuto nella Nota di Aggiornamento al DEF la manovra lorda dovrebbe aggirarsi attorno a 24 miliardi di euro e quella netta a 8,5 miliardi di euro. Alla copertura delle clausole di salvaguardia (almeno per il 2017) pari a oltre 15 miliardi di euro, si aggiungeranno misure espansive fra cui incentivi agli investimenti, all’innovazione e all’ampliamento del capitale delle imprese, un ampliamento della detassazione dei salari di produttività e sgravi ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese, il rinnovo del contratto degli statali, iniziative di sostegno alle famiglie più povere e interventi sul sistema pensionistico (pensioni minime e flessibilità nei pensionamenti anticipati). Per quanto attiene le coperture (per circa 9 miliardi), le stesse dovrebbero venire per metà da interventi sulle entrate (riapertura della voluntary disclosure, misure di lotta all’evasione e all’elusione, capitolo giochi) e per metà dalla cosiddetta “fase 3” della spending review (risparmi amministrazioni centrali, riforma della PA con riordino delle partecipate, ulteriori risparmi da centralizzazione degli acquisti, eventuale revisione del tetto del Fondo Sanitario nazionale).

Spostandoci infine sul fronte statunitense, sempre venerdì 14 ottobre è prevista la pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio a settembre, che sono previste in aumento di 0,6 per cento m/m, dopo -0,3 per cento m/m ad agosto. A settembre si è registrato un ampio rimbalzo delle vendite di auto, che dovrebbero contribuire positivamente alla variazione totale. Al netto delle auto le vendite sono previste in aumento di 0,4 per cento m/m, in parte spinto dall’incremento dei prezzi della benzina. Al netto di auto e benzina la variazione dovrebbe essere di 0,2 per cento m/m, con contributi positivi, ma moderati, delle principali componenti. Ancora, è attesa la pubblicazione del PPI a settembre, con stime di rialzo per 0,3 per cento m/m; l’indice core dovrebbe aumentare di 0,2 per cento m/m. L’indice al netto di alimentari, energia e commercio dovrebbe essere in rialzo di 0,1 per cento m/m. Il comparto del commercio, molto volatile, dovrebbe recuperare dopo due mesi deboli. Nel comparto dei beni, si dovrebbe vedere un rialzo di 0,6 per cento m/m, dovuto in gran parte al rimbalzo della benzina, ma anche agli alimentari. Il trend di graduale rialzo dell’inflazione è generalizzato a tutti gli indici (CPI, PPI, prezzi all’import) e proseguirà nei prossimi mesi. La fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan a ottobre dovrebbe altresì aumentare modestamente a 91,5 punti da 91,2 punti di settembre, mantenendosi su livelli elevati, all’interno dell’intervallo compreso fra 90 punti e 95 punti visto nell’ultimo anno.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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