Investimenti Azioni 2017: meglio Francia, Germania o Spagna?
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Investimenti Azioni 2017: meglio Francia, Germania o Spagna?

Il 2017 è appena iniziato ed è già il momento di porre in essere alcune valutazioni sui propri investimenti azionari. Iniziamo oggi a farne diverse preliminari, orientando le nostre bussole sui listini di Francia, Germania o Spagna: su quale mercato azionario conviene investire?

Francia

Cominciamo dalla Francia, dove il CAC ha accelerato il trend al rialzo avviato dai minimi dello scorso giugno 2016. Una volta che è stata violata la parte alta del trading range, che aveva caratterizzato il periodo settembre/novembre, posta a 4.600 punti, l’indice francese ha avuto modo di registrare i nuovi massimi da fine 2015. Per quanto concerne i suoi fondamentali, il CAC quota ancora a multipli di P/E a sconto sia rispetto a quelli dell’Euro Stoxx che della media storica del periodo 2010-16, anche se i recenti rialzi dell’ultimo mese hanno innalzato tali valori.

Le crescite degli utili si confermano positive anche per il 2017, nonostante siano a un livello più contenuto rispetto a quanto il consenso si attende e a differenza di quanto stimato per il benchmark europeo; tutto questo dovrebbe riflettere il ritmo inferiore alla media dell’Eurozona in termini di crescita del prodotto interno lordo.

Per il 2017, il miglioramento dell’economia è stimato in misura lieve, tra l’1% e l’1,5%. Tra i principali eventi che potrebbero turbare la serenità dei mercati, il principale è sicuramente quello legato alle elezioni presidenziali, che dovrebbero far prevalere uno schieramento di centro destra o di destra, e dovrebbero far emergere altresì una nuova affermazione delle parti più populiste e nazionaliste.

Germania

Passando dalla Francia alla Germania, e in maniera non dissimile da quanto previsto per l’indice transalpino, la conferma della violazione della barriera posta a 10.800-10.830 punti ha favorito un ulteriore impulso rialzista di breve al DAX, anche se quanto sopra non sarà sufficiente per poter garantire un buon impulso di medio-breve periodo.

Il benchmark tedesco presenta un rapporto multipli/crescite ancora interessante, con valori di P/E a sconto sia rispetto a quelli dell’Euro Stoxx che alla media storica del periodo 2010-16; a supporto, si confermano stime di crescita degli utili positive anche per il 2017, nonostante di poco inferiori rispetto a quelle indicate per il benchmark europeo.

Su fronte macro economico, la Germania può contare ancora su un’economia solida che, dopo i segnali di rallentamento del periodo estivo, dovrebbe essere accelerata sul finale dello scorso anno e dovrebbe poi proseguire anche per il prossimo esercizio, grazie ancora al maggior contributo proveniente dalla domanda interna. In termini di PIL, il 2017 dovrebbe crescere di circa 1,5 punti percentuali. Anche in questo caso, così come peraltro già ribadito nei confronti del mercato transalpino, l’appuntamento elettorale rimane cruciale per il calendario del 2017.

Spagna

Giungiamo infine a quanto sta avvenendo e potrebbe avvenire nel mercato iberico. Il clima più disteso sul fronte bancario delle ultime settimane ha per il momento favorito il deciso recupero dell’IBEX che si sta lanciando sui massimi di aprile 2016. L’indice dovrebbe conservare una buona prospettiva di breve termine, con stime di crescita degli utili sostenute e superiori a quelle della media europea, giustificando in tal modo il premio a cui quota l’indice in termini di valori di P/E.

Su fronte politico, la lunga crisi interna si è risolta con la formazione di un governo di minoranza guidato ancora una volta dal Premier Rajoy, che però può contare in Parlamento solamente su 137 seggi sui 350 totali; per tale motivo, dovrà dipendere dal sostegno di qualche partito di opposizione per approvare qualunque provvedimento legislativo.

In ambito macro economico, il ritmo di crescita dell’economia si conferma solido e superiore alla media dell’Eurozona, anche se il Paese dovrà risolvere alcune criticità, tra le quali il tasso di disoccupazione che, sebbene in calo, resta a livelli socialmente inaccettabili. Il PIL spagnolo dovrebbe crescere nel 2017 al 2,5%, dopo gli ultimi due anni di incrementi ampiamente superiori al potenziale, pari al 3,2% nel 2015 e al 3,3% nel 2016, con la domanda interna che rappresenterà ancora un importante driver per la crescita, sebbene a ritmi più contenuti per via del rincaro del petrolio e della normalizzazione sul fronte occupazionale.

gennaio 2, 2017

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roberto


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