Investire in Amazon: consigli e indicazioni
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Investire in Amazon: consigli e indicazioni

Conviene investire in Amazon? La società di Jeff Bezos potrebbe rappresentare un appropriato trampolino di lancio per il nostro successo finanziario nel Nasdaq? Cerchiamo di saperne un pò di più, andando a caccia di qualche utile valutazione sul trading Amazon.

Come sta andando il titolo Amazon?

Bene, anzi molto bene. Dopo una crescita che dura da diversi anni, il 2016 ha rappresentato per il colosso dell’e-commerce l’occasione per poter ribadire la consueta sovraprestazione sull’indice di riferimento: da inizio anno ad oggi il titolo presenta una guadagno di più di 14 punti percentuali, contro i (circa) 4,9 punti percentuali del Nasdaq. Come anticipato, negli ultimi esercizi il titolo ha continuato a presentare tassi di crescita importanti, manifestando un continuo ed esponenziale sviluppo della società e del suo business, abbinato al sostegno che arriva anche dal comparto Tecnologico e, in particolare, dallo stesso Nasdaq.

Che cosa ha in mente Amazon per il futuro?

Il futuro di Amazon è ricco di progetti, difficilmente riassumibili. Le principali strategie già elaborate e diramate agli stakeholders sembrano infatti proseguire nel senso di implementare i servizi offerti ai clienti, spaziando su una vasta gamma di prodotti e opportunità di vendita. Alla tradizionale commercializzazione di beni di consumo, che continuerà a costituire il proprio core business e per la quale il gruppo americano sta registrando un aumento dei costi legati al trasporto, si affianca anche l’offerta nel campo musicale, con un servizio di musica in streaming a pagamento, sfidando in tal modo i tradizionali operatori come Apple e Spotify. Il catalogo di Amazon Music Unlimited va ad aggiungersi al servizio già in essere (Amazon Prime Music), che rende disponibili gratuitamente un database di circa due milioni di canzoni ai membri di Prime. La nuova offerta può contare su un bacino di brani musicali più ampio e va ad arricchire uno scenario di piattaforme di musica in streaming, in un momento in cui tale tipologia di servizio risulta notevolmente modificata e apprezzata rispetto alle precedenti esperienze.

Un secondo filone strategico particolarmente importante, che si ricollega a quello – già ricordato – del perfezionamento del proprio canale commerciale, è legato alla volontà di velocizzare le consegne e rispondere in modo celere alle richieste dei consumatori, Amazon vuole smettere di utilizzare i tradizionali corrieri per fare leva su una propria struttura che non debba rispondere a particolari vincoli, come la chiusura nel fine settimana. Per questo motivo la società di Jeff Bezos ha acquistato una flotta di venti Boeing 767 per il trasposto di merce in Nord America, innumerevoli TIR e una licenza per le spedizioni navali.

Attenzione infine allo sbarco di Amazon nelle città, mediante veri e propri punti fisici. La società statunitense starebbe infatti lavorando a un nuovo progetto ribattezzato “Como”, con il quale vuole puntare sulla creazione di piccoli negozi fisici di alimentari nei quali poter ritirare la merce, soprattutto prodotti freschi, oltre a ordinare altro per quanto riguarda la spesa quotidiana, da consegnare a domicilio. Il progetto servirebbe per implementare il servizio Amazon Fresh, che permette agli utenti di fare la spesa di generi alimentari freschi, rapidamente recapitati a casa. Col ritiro fisico dei prodotti direttamente nel mini-market, dopo averli preventivamente ordinati online, si avrebbe il vantaggio di evitare che tali prodotti, particolarmente deperibili, possano subire danni nella fase di consegna e quindi pregiudicarne la qualità.

Come se non bastasse, pare che la società stia lavorando ad altri progetti di rilievo, come la costruzione di siti in cui ritirare i prodotti in tempo reale senza scendere dall’auto, il potenziamento della propria presenza nel settore alimentare e… tanto altro.

Dunque, tutto a gonfie vele?

Non proprio. Il giudizio che anticipiamo su Amazon è sicuramente positivo e di continua crescita, ma non dovrebbero certamente mancare i rischi in grado di pregiudicare allo sviluppo controllato della compagnia. In particolar modo, un cenno deve essere attribuito alle pressioni sui margini di bilancio che derivano dalla necessità di dover effettuare importanti investimenti. Inoltre, non bisogna sottovalutare che il settore (anzi, i settori!) nei quali opera Amazon sono riccamente partecipati, e che non sarà facile cercare di affrontare ad armi pari la concorrenza. Un’incognita potrebbe arrivare anche dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha accusato la società di Bezos di avere un “problema” di antitrust, legato alle politiche di eccessiva espansione.

Come è andato il terzo trimestre?

Qualche giorno fa Amazon ha pubblicato i risultati del proprio terzo trimestre, evidenziando dati in rialzo, ma sotto le attese di mercato. Nella lunga serie di risultati mostrati ai propri stakeholders, appariono ricavi netti cresciuti su base annua del 29 per cento a 32,7 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con le stime di consenso (32,6 miliardi di dollari), con l’impatto valutario che ha inciso positivamente per 52 milioni di dollari. In miglioramento, ma al di sotto delle stime, anche l’utile operativo, che nel corso del terzo trimestre si è attestato a 575 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 406 milioni di dollari dell’analogo periodo 2015, ma al di sotto dei 665 milioni di dollari stimati dal mercato. Il risultato finale (utile netto) è triplicato a 252 milioni di dollari rispetto ai 79 milioni di dollari dell’analogo periodo del precedente esercizio, anche se in calo raffrontato a quanto registrato nei precedenti trimestri del 2016.

L’utile netto per azione si è fermato a 0,52 dollari contro stime di 0,76 dollari – 0,78 dollari. Pesa soprattutto l’incremento delle spese di spedizione, cresciute del 43 per cento, oltre ad atri costi che hanno eroso i margini di crescita.

Come andranno le prossime settimane?

Uno sguardo infine all’ultima parte dell’anno, particolarmente importante in vista delle festività natalizie. In merito, il gruppo americano ha annunciato di stimare di realizzare ricavi complessivi compresi tra 42 e 45,5 miliardi di dollari, contro le stime di mercato che vertono su un valore di 44,6 miliardi di dollari. In termini di utile operativo, Amazon stima un ampio range compreso tra zero e 1,25 miliardi di dollari, che si raffronta con 1,1 miliardi di dollari del quarto trimestre 2015 e soprattutto con i 1,16 miliardi di dollari indicati dal mercato. Il mercato si attende dunque un sostanziale miglioramento dei dati, che potrebbero beneficiare di un andamento della stagione natalizia ancora favorevole.

novembre 14, 2016

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roberto


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