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Investire oggi in borsa con la Apple dopo i dati del WSJ sulle riserve di capitale della Mela

La Apple non è certo un brand che necessita di presentazioni, sia che siate un navigato investitore sia che siate semplicemente uno delle centinaia di milioni di appassionati e fedeli utenti dei prodotti Apple. La mela morsicata ha infatti creato un impero che spazia dall’informatica alla telefonia mobile confluendo in una delle società a maggior capitalizzazione in assoluto. Ormai da anni inoltre l’azienda si trova tra i primi posti nelle Blue Chips di Wall Street, dove è quotata al prestigioso indice Nasdaq, tanto è vero che anche in Italia per i tanti intenzionati a investire oggi le notizie riguardanti la Apple sono sempre seguite con molta attenzione anche dai vari portali di informazione sul mondo della finanza.

Osservando effettivamente il grafico di questo 2017 della Apple ci si rende immediatamente conto del momento di euforia
che il titolo sta vivendo da mesi in borsa: a inizio gennaio le azioni della mela più famosa al mondo erano quotate 116,15 dollari ad azione, mentre ora il valore singolo è salito a 147,59 dollari. La Apple insomma pare aver ripreso coraggio e stabilità dopo un 2016 altalenante, e proprio negli ultimi giorni è arrivata dal Wall Street Journal una notizia quasi incredibile. Dalle indagini dei cronisti di New York infatti è emerso un dato sconcertante riguardante le riserve di capitale della società di Tim Cook, che secondo l’articolo potrebbero raggiungere oltre 250 miliardi di dollari. Per rendere l’idea, si tratta di una cifra che da sola è superiore alle riserve valutarie estere di Canada e Regno Unito insieme.

Un capitale enorme e alquanto interessante per il Governo americano e per il presidente Donald Trump, che come noto ha da sempre voluto sostenere le imprese americane sul territorio: la Apple possiede invece oltre il 90% dei propri capitali al di fuori degli Stati Uniti, ma anche su questo punto la riforma fiscale delineata da Trump sembra prendere una piega favorevole per il gigante dell’informatica californiano. Il tycoon avrebbe infatti intenzione di abbassare le tasse sulle aziende, incentivando in questo modo Cook&soci al rientro in patria, permettendo di effettuare acquisizioni più interessanti e di distribuire possibili dividendi più sostanziosi. Secondo il Wall Street Journal inoltre i già stratosferici capitali in riserva della Apple dovrebbero addirittura raddoppiare nel corso dei prossimi 5 anni, arrivando secondo le stime intorno ai 500 miliardi di dollari.

Si tratta per ora solo di stime ovviamente, ma che rendono bene l’idea di quanto la Apple sia effettivamente una regina dei mercati finanziari. Ma vediamo meglio questi numeri e dati cercando di capire quanto siano affidabili: effettivamente la Apple, come del resto moltissime altre multinazionali e colossi a stelle e strisce, detiene gran parte della propria liquidità all’estero, ma non per scelta quanto per necessità, visto l’eccessivo cuneo fiscale per le aziende negli Usa. Tuttavia pare appunto ora che sia iniziata la strada del compromesso tra il Governo americano e il suo comparto aziendale, e in questo senso lo stesso Tim Cook si è detto ben lieto di poter riportare in patria i capitali guadagnati, a patto ovviamente che vengano introdotte le tanto agognate modifiche fiscali. Facilmente comunque il rientro di questa enorme mole di liquidità dovrebbe avvenire tramite un generoso dividendo tra gli azionisti, o perlomeno questa pare ai giornalisti americani l’ipotesi più pratica e realizzabile.

Cook infatti negli anni della sua gestione si è dimostrato decisamente più accomodante nei confronti degli azionisti rispetto al suo iconico predecessore Steve Jobs: per esempio nel 2012 ha distribuito loro oltre 200 miliardi di dollari, e in generale tende a investire maggiori capitali nei settori di ricerca e sviluppo facendo certo cosa grata ai propri azionisti. Inoltre la Apple storicamente ha sempre visto di cattivo occhio acquisizioni troppo onerose, e non vi è motivo di credere che proprio ora assisteremo a un’inversione di tendenza su questo frangente. Certo, con oltre 250 miliardi di euro liquidi, la mela di Cupertino potrebbe fare suoi giganti della finanza come Tesla o Netflix, giusto per rendere l’idea, ma probabilmente nei piani di Cook&soci questi capitali serviranno per riavviare una produzione industriale direttamente negli Stati Uniti, a patto certo che Donald Trump mantenga le promesse elargite in campagna elettorale e negli ultimi mesi.

Insomma il 2017 sembra essere iniziato sotto i migliori auspici per la Apple, e con una tale disponibilità di capitale è difficile prevedere cosa potrà realizzare l’azienda di Cook, anche se già le precise stime del WSJ forniscono un’idea abbastanza chiara del futuro della mela. Si tratta effettivamente di una posizione probabilmente mai vista al mondo, mai nessuna società ha infatti posseduto tanta liquidità e tanto potere sui mercati, motivo per cui consigliamo comunque di rimanere sempre informati sull’andamento del titolo in borsa. Potete seguire le ultime notizie sul tema sul nostro sito o sul portale migliori-investimenti.com, in modo da rimanere sempre aggiornati su uno degli asset più interessanti in assoluto su cui investire nel 2017.

Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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