Innovazione e startup

La legge di Bilancio 2017 e le novità per le start up innovative

Molte sono le novità in arrivo dalla legge di bilancio 2017 in merito alle start up innovative. Tutto può iniziare dall’ampliamento geografico, perché finora sono state definite tali le società di capitali, organizzate anche come cooperative, che dimostrano una residenza in Italia e le quali azioni o obbligazioni non possono essere trasferite su un mercato dai tratti regolamentati o su un sistema di negoziazione. Grazie alla modifica del Dl 3/2015, la definizione di start up innovative si estende alle imprese che vantano la residenza in uno dei paesi membri dell’Unione Europea o in uno degli stati che aderiscono all’accordo sullo Spazio economico europeo. Vi è però una clausola, ovvero l’impresa deve avere una filiale o una sede produttiva dislocata in Italia, clausola alla quale si aggiunge la richiesta di rispettare i vincoli normativi che interessano il valore della produzione e l’oggetto sociale, nonché la compagine societaria.

L’innovazione delle start up può essere riconosciuta anche nel segmento sociale, se si tratta di società che operano nei settori che sono stati individuati dal Dl 155/2006. Nel dettaglio, si tratta dell’assistenza sanitaria, socio sanitaria e sociale, quindi dell’istruzione, della formazione e dell’educazione. L’innovazione può essere riconosciuta nella valorizzazione de patrimonio culturale e nella tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, quindi nel turismo sociale. E l’innovazione interessa fortemente anche la formazione di carattere universitario e post universitario, l’erogazione a la ricerca di servizi culturali, i servizi strumentali alle imprese di natura sociale e la formazione di natura extra scolastica.

Le novità della legge di Bilancio 2017

Molte e interessanti sono le novità introdotte dalla legge di bilancio 2017. Si tratta, innanzitutto, della volontà di rendere l’innovazione più flessibile nel suo accesso e forte nel processo di sostentamento finanziario. È stata quindi introdotta l’esenzione dell’imposta di bollo e del pagamento dei diritti di segreteria che interessano l’atto costitutivo al Registro delle Imprese, che deve avvenire nell’apposita sezione dedicata alle start up innovative. Questa esenzione si affianca a quella già vigente, che interessa il mancato versamento del diritto annuale e dei bolli e diritti di segreteria per gli atti iscritti al suddetto registro.

L’atto costitutivo delle start up innovative potrà essere redatto con la firma elettronica avanzata autenticata, sistema che si affianca alla firma digitale del legale rappresentante. Si tratta dell’attestazione di un pubblico ufficiale che la firma è stata redatta in presenza del titolare, una procedura che chiede preventivamente il controllo della identità personale e della validità dei documenti. Anche questa procedura mira a snellire l’atto costitutivo delle start up e si lega alla facoltà di effettuare la costituzione senza recarsi dal notaio, ma adottando il modello tipizzato dal Ministero dello Sviluppo.

Il modello è disponibile online e si tratta di un format di costituzione di start up innovative sotto forma di Srl. Il documento può quindi essere compilato e firmato digitalmente nella piattaforma UnionCamere e InfoCamere. La firma rende pienamente valido il meccanismo che approva l’atto costitutivo e lo statuto senza la necessità di recarsi da un notaio. La legge di riferimento è, in questo caso, il decreto Mise del 17 febbraio 2016.

Chi desidera può compilare il modello anche con software diversi e il documento redatto deve essere trasmesso per l’opportuna registrazione alla Ccia di competenza entro venti giorni dalla sottoscrizione. Gli uffici preposti andranno quindi ad effettuare i controlli disciplinari secondo quanto stabilito dalla circolare operativa n. 3691 C del Mise. Se l’atto informatico è stato compilato correttamente e passa tutti i controlli, la Ccia si impegna entro dieci giorni dalla data di protocollo a iscrivere in via provvisoria le start up innovative nella sezione ordinaria del registro delle imprese, al seguito del quale verrà dato il via l’iscrizione nella sezione speciale del registro, dedicata per l’appunto alle start up innovative. La documentazione relativa deve quindi essere sottoscritta da ogni contraente se si tratta di una società pluripersonale.

Le agevolazioni previste per le start up innovative

In tema di agevolazioni, si tratta di introduzioni di sicuro spessore. Attualmente i soggetti Irpef godono del 19% di detrazione di imposta, percentuale che può essere elevata al 25% se l’impresa innovativa opera con vocazione sociale oppure con alto valore tecnologico o energetico. Il tetto agevolabile è di 500mila euro che devono essere mantenuti per almeno due anni.
I soggetti Ires possono dedurre il 20% delle somme investite, percentuale elevabile al 27% nelle start up innovative che operano con vocazione sociale, innovativa e impegnata nel settore energetico. In questo caso il tetto massimo è di 1.8 milioni di euro.

Quali i cambiamenti con la legge di bilancio 2017? Le nuove disposizioni hanno alzato l’investimento massimo che può essere agevolato ai fini Irpef a un milione di euro e hanno mantenuto inviato quello relativo all’Ires. È salito per entrambi il vincolo di tre anni di destinazione dei capitali. La detrazione nel caso dei soggetti Irpef e la deduzione nei soggetti Ires possono essere fruite nella percentuale del 30%, che sarà applicata per tutte le start up innovative, anche a quelle con vocazione sociale.

Gli incentivi in fondi per le start up innovative

Esistono molti fondi che possono essere destinati allo sviluppo delle start up innovative e la dotazione in materia ammonta a 47,5 milioni di euro totali per il 2017-2018. Si tratta di fondi che sono attualmente sotto l’egida di Invitalia e che consistono in interessanti finanziamenti a taso zero che possono arrivare a coprire fino al 70%- 80% delle spese ammissibili, in termini di investimento così come di gestione.

Per quanto riguarda gli aiuti da dedicare alle start up innovative che si trovano dislocate in regioni economicamente svantaggiate vi sono agevolazioni a fondo perduto nella misura del 20%, che possono essere applicate, ad esempio, elle aree colpite dal sisma dell’Aquila. Un’altra novità che interessa i fondi dedicati alle start up innovative interessa le perdite che possono essere prodotte dalle società nei primi tre esercizi di attività e che possono andare a favore di società quotate che ne detengono almeno il 20% di partecipazione. E infine, si apre all’orizzonte la prospettiva che l’Inail possa sottoscrivere fondi comuni a quote d’investimento dalla natura chiusa, destinate nel dettaglio alla formazione e alla nascita di nuove start up innovative nel territorio italiano.

gennaio 20, 2017

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valeria


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