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La ricchezza di Dubai e il suo stile di vita: una città che cambia

Il suo nome è sinonimo di ricchezza. Dubai è una città capitale e insieme ad altri 6 emirati forma gli Emirati Arabi Uniti. Dubai è realtà moderna e globalizzata in grado di evolvere nel tempo e guardare a nuovi ambiziosi traguardi di crescita economica e di sviluppo.

L’incremento esponenziale dell’economia di Dubai ha indotto tanti manager a sceglierla come quartier generale e un numero crescente di investitori stranieri a puntare sul futuro di questo Paese arabo. Il nome Dubai è ormai sinonimo di ricchezza e benessere, Dubai è entrata nell’immaginario collettivo come una terra di opportunità così a fondo che è stata escogitata persino la truffa Dubai Lifesyle App che usa il nome di Dubai per convincere gli ingenui a depositare il proprio denaro. Denaro che ovviamente non tornerà mai indietro, ma questa è un’altra storia.

L’economia di Dubai: non solo petrolio

Dubai ha saputo sganciarsi dal petrolio. I proventi derivanti dalle attività petrolifere incidono solo per il 4% sul suo Pil. L’espansione edilizia è notevole. Dubai investe su infrastrutture, zone residenziali. La sua economia è basata sul commercio. La diversificazione economica rappresenta l’obiettivo strategico del Governo. Dubai è sempre più uno snodo turistico, finanziario e commerciale ed immobiliare.

Investimenti italiani a Dubai

La città attira investitori internazionali. Tra questi anche imprenditori dall’Italia. Tra quelli più consistenti quello di Ernesto Preatoni, immobiliarista milanese. Nel 2010 ha speso 100 milioni di euro per completare una torre di 48 piani “Domina Tower”. La costruzione era partita nel 2006 ad opera di investitori tedeschi. Preatoni elogia Dubai definendolo “un mercato straordinario” dove si concentrano investimenti da tutto il mondo, attirati dalla politica di Tax free e dall’assenza di imposte sul reddito. Il fisco leggero, ingenti movimenti di capitali e crescita dell’immobiliare, rappresentano una spinta propulsiva per un gigante che cresce a velocità sostenuta ed è da stimolo per lo sviluppo dell’intera economia regionale del Golfo arabico.

In base ai numeri in possesso della Camera di Commercio italiana a Dubai, i connazionali che hanno deciso di andare ad investire negli Emirati è in costante incremento anche se vi è una fetta consistente di italiani in cerca di occasioni di lavoro e che quindi non portano attività d’impresa.

Lavoro a Dubai

Dubai occupa lavoratori soprattutto in campo finanziario: accounting, management, sales and marketing, banking and finance. Si trova occupazione come ingegneri, medici e operatori turistici.

Gli stipendi differiscono in ragione delle competenze professionali. Si trova lavoro sia da neo laureati, come manager e professionisti di medio-alto livello ma anche nella ristorazione. I più richiesti sono gli operai specializzati in particolare nell’ambito high tech.

Sviluppo economico di Dubai

Il Governo della città ha promosso un intenso programma di sviluppo economico con orizzonte temporale nel 2021, contraddistinto da investimenti e innovazione. L’Emirato prevede di spingere su turismo, commercio, real estate, costruzioni, trasporti e logistica. Un piano da 600 mila nuovi posti di lavoro in un quinquennio.

La città punta su progetti infrastrutturali. Tra questi il Dubai Water Canal che congiunge Business Bay con il Golfo arabico attraversando il centro di Dubai, fino a Dubai Adventure Studios, che ospita 5 parchi tematici.

Gli imprenditori sono attratti dall’economia emiratina e dall’area del Golfo con i suoi ampi margini di crescita in particolare nel turismo, commercio e logistica senza sottovalutare il comparto dell’energy saving. Entro il 2020 è previsto che il 7% dell’energia sia pulita. Entro il 2050 l’energia pulita coprirà (secondo i piani dell’esecutivo) il 75% del fabbisogno. Una realtà che guarda al rispetto dell’ambiente circostanze ed uno stile di vita eco – compatibile.

Il settore dell’IT vede Dubai in prima fila. L’emirato punta a diventare una città smart sul piano della tecnologia. Una città interconnessa e che mira ad essere a misura d’uomo e iper confortevole.

Sul fronte della mobilità il Governo di Dubai ha varato un piano con orizzonte 2030 per avere un quarto del trasporto urbano senza conducente. Si tratta di un’altra sfida per creare una rete stradale e di trasporti creata da zero sulla sabbia del deserto.

Dubai non è più una Nazione in black list, presentando innumerevoli vantaggi sul piano fiscale e numerose agevolazioni, dalle opportunità di costituire una società in una delle free zone dove l’investitore straniero può detenere il 100% delle quote, all’eventualità di scegliere validi partner locali per attuare una joint venture.

Lavorare a Dubai

Molti stranieri decidono di trasferirsi a Dubai sia per fare impresa che per lavorare. In questo secondo è necessario ottenere un visto lavoro di cui si deve disporre. A fornirlo la ditta prima dell’assunzione. Chi lavora a Dubai deve consegnare all’azienda una copia certificata della mansione svolta nel proprio Paese, un curriculum vitae e una copia del contratto di lavoro della propria Nazione.

Stipendio lavoratori

Lo stipendio percepito dal lavoratore a Dubai è netto. Non sono praticate trattenute o richiesto il pagamento di tasse personali. Gli stipendi base si aggirano sui 1500 euro mensili fino a 4 mila euro al mese netti. Le società che effettuano assunzioni offrono alloggio pagato, rimborso delle spese extra, benefici e servizi compresi. Il dipendente riceve dei bonus sugli stipendi e un’indennità calcolata in proporzione alla paga di ogni mese.

Costo della vita

Lo Stato sostiene il cittadino o abitante di Dubai pagando metà delle spese giornaliere. Quasi tutti i servizi sono sotto il controllo statale. Ci sono norme di natura religiosa che vanno conosciute e rispettate per evitare di urtare la suscettibilità del popolo musulmano che ha abitudini e regole molto diverse dal mondo occidentale.

Gli affitti rappresentano una voce di costo elevata. A Dubai Marina i prezzi vanno da un minimo di 35 mila euro fino a 50 mila euro annui. In aree meno centrali i costi si abbassano tra i 19 e i 32 mila euro annui. Chi si trasferisce a Dubai trova più conveniente comprare l’abitazione. Salvo che non sia l’azienda a pagare l’alloggio.

Dubai: skilled list

Bisogna rientrare in una skilled list. Il lavoratore che viene da fuori è molto gradito se porta con sé un valore aggiunto soprattutto sul fronte del settore tecnologico. Dubai preferisce che gli stranieri arrivino per fare investimenti piuttosto che per cercare lavoro.

Dubai: investimenti all’estero

Contemporaneamente le imprese di Dubai investono all’estero nei settori più redditizi espandendo la loro partecipazione in società dislocate in ogni angolo del pianeta. Dubai è davvero un’isola felice. Un modello virtuoso di un sistema economico finanziario all’avanguardia. Una terra affascinante da scoprire fino in fondo.

Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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