Innovazione e startup

Le 10 start up che hanno raccolto più fondi in Italia

L’Italia sta cercando di incoraggiare e di aiutare gli investimenti delle start up, per permettere a questa tipologia di azienda di crescere e di svilupparsi nel territorio italiano. Ma qual è lo scopo di una start up? Quello dichiarato è di avere successo e di trasformarsi in una solida e produttiva impresa, mentre quello auspicato, ma spesso non rivelato, è di essere acquista da grandi nomi del panorama nazionale e internazionale per diventarne delle costole efficienti e produttive.

In Italia ci sono delle start up che ce l’hanno fatta e sono state individuate dalla ricerca dell’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico di Milano. La ricerca è stata presentata a fine novembre e ha mostrato la lista delle dieci start up più ‘valorose’ in termini di denaro e finanziamenti ricevuti nel corso del 2016.

  1. Moneyfarm: al vertice della ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano si trova la start up italiana forse più famosa e conosciuta. Moneyfarm lavora nel panorama fintech e, dopo avere registrato un aumento di capitale di 16 milioni di euro che è stato sottoscritto da United Ventures e dal fondo inglese Cabot Square Capital, ha raccolto un importante capitale da parte di Allianz. Le prospettive sono quindi ottime e il futuro roseo, vista anche il settore di indirizzo, la robo advisory che secondo le stime di mercato potrebbe valere 2mila miliardi di dollari nel prossimo 2020. Il valore di MoneyFarm è stato stimato a 23 milioni di euro.
  2. NousCom: si tratta di una start up impegnata nel comparto biotech e che ha visto chiudere nello scorso anno investimenti per 12 milioni di euro grazie a fondi di investimento attivi nel settore quali Versant Venture e LPS. La società sta sviluppando un vaccino contro il cancro che si basa sulle tecnologie di sequenziamento del DNA e del RNA, tecnologie che consentono una proposta prezzi accessibili e che si propongono di verificare la sequenza esatta del genoma della malattia. Il valore di NousCom è stimato a 12 milioni di euro.
  3. TalentGarden: si tratta della più grande rete di coworking europea per quanto concerne il numero delle sedi. Nata a Brescia, TalentGarden conta oggi 17 campus dislocati in 5 diversi paesi dell’Europa e più di 1500 professionisti del digitale. La start up ha recentemente annunciato un aumento di capitale di 12 milioni di euro e i nomi che vi partecipano sono più che interessanti, basti pensare a Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn. Talent Garden è valutata 12 milioni di euro.
  4. Movendo Technology: si tratta della prima impresa nata all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, impegnata sulle ricerche sulla robotica. La start up ha realizzato la piattaforma Hunova che è destinata alla riabilitazione degli arti, delle prostesi della mano e dell’esoscheletro. Il valore di Movendo Technology è di 10 milioni di euro.
  5. Mosaicoon: questa start up siciliana basa il suo core business sulla realizzazione di campagne video online. Premiata con un seed da Vertis Venture nel 2010, Mosaicoon è stata finanziata da molte imprese e fondi nel corso dello scorso anno, che ne hanno permesso un più veloce avviamento. Il valore della start up è di 8.9 milioni di euro.
  6. Musement: si tratta di una delle maggiori start up italiane impegnate nel settore del turismo, che ha annunciato la chiusura di esercizio con 8.7 milioni di euro di attivo. Musement offre una piattaforma che serve per prenotare le esperienze di viaggio in tutto il mondo ed è attualmente disponibile in 450 città coprendo 55 paesi in tutto il mondo. La sua tecnologia di base è unica e integra il servizio di prenotazione in-destination che permette di saltare la fila agli spettacoli e alle attrazioni e di eseguire delle comode prenotazioni on line, il futuro del turismo legato alla rete.
  7. Rigenerand: si tratta di una start up impegnata nel settore della salute che ha ricevuto un finanziamento di 8.7 milioni di euro dal fondo Principia III. La start up si sta impegnando nello sviluppo di terapie basate sulle cellule staminali per trattare le forme cancerogene gravi e incurabili.
  8. Credimi: ex InstaPartners, Credimi si occupa di digital lending per le Piccole Medie Imprese. La start up ha finalmente ricevuto l’autorizzazione da parte di Banca Italia ad operare nel ramo dei finanziamenti e, fra le fila della sua direzione, vi sono importanti nomi della finanza e dell’economia attuale. La società vale 8 milioni di euro e lo scopo dichiarato è di dare vita ad un modello di finanziamento fra gli imprenditori, che creano credito a vicenda a condizioni vantaggiose e super regolate.
  9. Silk Biomaterials: anche in questo caso il maggiore investitore della start up è il gruppo Fondo Principe III, che ha scelto di credere in questa start up impegnata nel ramo biotech. La vocazione è di sviluppare la medicina rigenerativa partendo dai bachi da seta e le lavorazioni inventate dalla società consentono di realizzare delle protesi impiantabili che vanno a stimolare la rigenerazione dei tessuti ospitanti. Il valore stimato è di 7.5 milioni di euro.
  10. BemyEye: si tratta di una start up impegnata nel crowdfunding, che nel corso degli ultimi anni ha generato valore per gli altri oltre che per sé stessa. Oltre 250 mila è la previsione di attori che saranno coinvolti nelle soluzioni proposte da questa start up, che vanta investitori di tutto rispetto quali Nauta Capital, 360 Capital Partners e P101. Il valore stimato è di 6.5 milioni di euro.

Queste sono le dieci start up considerate più ricche di valore nel corso del 2016. Si tratta di aziende impegnate in diversi rami, dove spiccano sicuramente la biomedica e la tecnologia. Anche gli investimenti e le soluzioni per il turismo sono parte fondamentale delle aziende del futuro, ma tutte le start up citate hanno in comune un termine che le lega come un filo rosso. Si tratta dell’innovazione, che sta alla base della ricerca e del loro operato. L’innovazione è ciò che sa rendere le start up grandi e valorose, ma soprattutto appetibili agli occhi dei finanziatori e dei gruppi che desiderano investire sul loro futuro.

Sull'autore

Valeria Martalò

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