Innovazione e startup

Le start up italiane protagoniste del food, i casi Mamma M’Ama e Foorban

Il cibo ricopre da sempre un ruolo di prim’ordine nel nostro paese. Lo dimostra la crescente attenzione dei media per questo argomento e lo rivela l’impegno delle start up innovative, che ne hanno fatto il fulcro di business contemporanei dai tratti molto interessanti. Del resto il Bel Paese vanta eccellenze che ci vengono invidiate in ogni paese del mondo, quindi l’Italia può davvero diventare terra di elezione per le start up che vedono il food protagonista delle loro proposte di beni e di servizi.

Il successo di Mamma M’Ama

Tutto può cominciare con Mamma M’Ama, start up che produce e commercializza pappe per bambini fresche, biologiche e completamente made in Italy, dedicate ai piccoli dai 4 ai 36 mesi. Interessanti e notevoli sono i nomi degli investitori che hanno creduto in questo progetto: la holding Shark Bites e il family office Rancilio Cube. Si tratta di un complesso di 370 mila euro di fondi investiti e gli investitori e business angel la dicono lunga sulla direzione che questa impresa innovativa può prendere. Shark Bites è infatti, una holding italiana specializzata negli investimenti di tipologia seed ed early stage, che è nata dopo il successo della trasmissione televisiva andata in onda su Italia 1 “Shark Tank”. Rancilio Cube è invece un acceleratore di business fondato dalla famiglia Rancilio, finora impegnata nello ‘svezzamento’ di start up italiane del settore high tech. E questi due nomi sono solo i più altisonanti, perché Mamma M’Ama può contare sulla protezione di altri sette manager e professionisti del digitale, che vantano collaborazioni con marchi internazionali, soprattutto nel settore della moda.

I denari che sono stati raccolti serviranno ora alle tre fondatrici del progetto, la CEO Erica Della Bianca, la responsabile di produzione Sonia Matteoni e la responsabile commerciale Sonia Litrico per potenziare la piattaforma tecnologica di e-commerce. Si tratta di un passo dovuto, che permetterà alla start up di rafforzare in assoluto la sua presenza sul mercato, cerando una user experience perfetta. A ciò farà seguito il dovuto lancio di nuovi prodotti e una serie di accordi commerciali con strutture di distribuzione quali i supermercati specializzati nei prodotti biologici, le farmacie, i parchi tematici per le famiglie e gli hotel. Infine, ecco arrivare una ricca attività di marketing e di comunicazione, che coinvolgerà il restyling del packaging e includerà prodotti, promozioni e abbonamenti per i clienti.

Il cibo buono premia quindi l’idea innovativa di tre donne imprenditrici che, grazie alla volontà di puntare su un’alimentazione sana per i bambini, bella da vedere e buona da mangiare, possono ora contare sul platfond di investimento adeguato per poter spiccare il volo. Del resto si tratta del percorso ideale e ‘scritto’ che una start up deve seguire per volare e prendere il volo nel cielo delle grandi aziende.

Il caso Foorban: delivery food di eccellenza

Il concetto di cibo si lega in Italia alla bontà, ma anche e soprattutto alla versatilità. Queste sono le caratteristiche dell’applicazione ideata da Foorban, una start up italiana che propone un vero e proprio modello di ristorante digitale. L’impresa innovativa ha recentemente chiuso un investimento del valore di 650 mila euro con un pool di investitori privati e si tratta della seconda tranche di investimento, dopo il seed iniziale del valore di 500 mila euro che l’impresa milanese aveva ‘racimolato’ nel corso del 2016. La destinazione del nuovo finanziamento sarà di consolidamento, per una start up che vanta un milione di capitali investitoti finora e che si propone di lanciare il suo servizio anche in altre città oltre che a Milano, contando su un bacino potenziale di mercato del valore di 400 milioni di euro.

Foorban propone un modello di business diverso dal food delivery finora conosciuto, perché l’utente può contare su un modello di consegna a domicilio che si basa sul controllo completo di tutto il processo, dalla cucina alla consegna. Questo è possibile perché i piatti che sono inseriti nel menu vengono realizzati internamente dal team dello chef senza passare dai ristoranti. La consegna viene quindi effettuata con mezzi veloci come le bici, i motorini e anche le api ed è garantita a venti minuti dopo l’acquisto. Se l’ordinazione avviene in modalità pre order, quindi prima delle 12 e dopo le 15, la consegna è inoltre gratuita, mentre se effettuata live, quindi a ora di pranzo o di cena costa 2.90 euro in più. Attualmente Foorban è attiva solo nell’area del centro di Milano dove sta conquistando un grande successo, ma lo scopo è di estendersi anche ad altre zone del capoluogo lombardo, per quindi spiccare il volo in tutta la penisola.

Le parole dei fondatori spiegano quindi un modello di business che ha impiegato i primi dieci mesi solo per perfezionarsi, soprattutto nella definizione del servizio. Grazie al secondo finanziamento ricevuto la start up può investire nell’It e nel marketing, potenziare la sua presenza in rete e proporre un servizio qualitativamente elevato, che non rinuncia alla facilità e alla comodità della consegna a domicilio, ma che si propone personalizzato in base alle esigenze del cliente.

600 sono le ricette che Foorban ha finora ideato e nel mese di marzo ha superato quota 4mila ordinazioni. La bontà deriva dall’impiego di ingredienti di stagione e dalla velocità di consegna che permette di mantenere inalterata la gustosità e la fragranza dei piatti, con un occhio di riguardo alla salute e al benessere alimentare.

Start up e Food: l’attenzione è alla qualità

Se c’è un punto in comune che le start up Mamma M’Ama e Foorban hanno in comune è l’assoluta ricerca di qualità nei prodotti che propongono ai loro clienti. Nel primo caso si tratta, infatti, di pappe sane, biologiche e buonissime, mentre nel secondo di un bacino di 600 ricette che sanno impiegare ingredienti sani, equilibrati e stagionali. La freschezza, l’attenzione per il regno vegetale e per le risorse prime di elevata qualità sono quindi il marchio distintivo del Made in Italy e la ragione di cotanto successo. Impensabile sarebbe, infatti, partire con una distribuzione di prodotti di livello medio o addirittura mediocre, che non potrebbe in primis soddisfare la richiesta di cibi buoni e salutari delle persone e che sminuirebbero la ricerca di gusto e di bontà che giustifica la richiesta di un servizio di questo tipo.

Sull'autore

Valeria Martalò

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