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Mediaset-Vivendi, si attende la nuova proposta francese

Nuovi segnali nella spinosa vicenda Mediaset-Vivendi, che da mesi si protrae senza che si sia arrivati a una soluzione: sembra infatti che il gruppo francese stia studiando un nuovo progetto che verrà presentato a Mediaset nei prossimi giorni, il quale rappresenterebbe anche un segnale di apertura al dialogo, alla ricerca di un valido compromesso dopo gli accesi toni degli ultimi mesi. Ora è presto per avere certezze, ma è probabile che l’offerta concreta verrà comunicata al Biscione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

A dare man forte come mediatore in questa delicata trattativa si starebbe muovendo Mediobanca: l’istituto di Piazzetta Cuccia ha tra i suoi azionisti proprio il manager bretone, e starebbe cercando di capire in che direzione intendono muoversi i francesi, svolgendo di fatto un ruolo cruciale e che potrebbe evitare un lungo e oneroso ricorso alle carte bollate.

Già a inizio agosto Mediobanca aveva ipotizzato un possibile coinvolgimento di una compagnia di telecomunicazioni nell’affare, partnership che se attuata andrebbe certamente a rafforzare il profilo industriale dell’alleanza tra i due colossi. Uno dei punti fondamentali del progetto approvato lo scorso 8 aprile prevedeva infatti che le due società sviluppassero un progetto per realizzare produzioni su scala internazionale, attraverso un imponente manovra: i contenuti, ideati e realizzati da una nuova struttura secondo standard e linguaggi pensati per il mercato globale, dovevano infatti venir valorizzati attraverso la distribuzione sulle reti tv dei due gruppi in Italia, Francia e Spagna, fornendo un ottimo incentivo per un veicolazione ancora più capillare delle nuove produzioni. Ragionando in quest’ottica va ricordato che al momento Mediaset Premium è partecipata per l’88,889% da RTI, e per il restante 11,111% da Telefonica.

Secondo l’accordo originale siglato ad aprile, e ancora valido per il Biscione, Vivendi avrebbe dovuto rilevare anche la quota in capo al gruppo di telecomunicazioni e ora, secondo numerosi analisti, proprio il gruppo iberico potrebbe essere uno dei perni attorno ai quali costruire un’eventuale nuova intesa. Rimane però ferma la posizione della famiglia Berlusconi a riguardo, che attraverso le parole della presidente Fininvest Marina Berlusconi ha confermato di non voler accettare un passo indietro dei francesi, e di essere pronti a “intraprendere tutte le opportune azioni finalizzate a ottenere l’adempimento del contratto da parte di Vivendi e, in caso di inerzia di quest’ultima, agire in sede civile ed eventualmente anche penale a tutela degli interessi della società”.

Tuttavia per evitare appunto di ricorrere alla legge anche Mediaset potrebbe venire incontro a eventuali modifiche o revisioni dell’accordo. Ricordiamo che nel contratto di aprile era previsto che Vivendi ricevesse il 3,50% del capitale sociale di Mediaset, a fronte della cessione da Vivendi a Mediaset di un ammontare di azioni proprie pari allo 0,54% del gruppo transalpino, e contemporaneamente la cessione da Vivendi a RTI di un ammontare di azioni proprie pari al 2,96%, a fronte del 100% di Premium. In questo modo, Bolloré avrebbe avuto il 100% di Mediaset Premium e il 3,5% di Mediaset che a sua volta avrebbe detenuto il 3,5% della società francese. Di fatto ciascuna azione Mediaset veniva valutata 3,32 euro e ogni titolo Vivendi 18,65 euro. Premium, invece, avrebbe avuto una valorizzazione di 756 milioni, inclusa una posizione finanziaria netta positiva al closing di 120 milioni.

Tuttavia il 25 luglio Vivendi ha rivisto i propri termini, e comunicato a Mediaset una proposta alternativa: rimane confermato lo scambio del 3,5% del capitale, ma è stato proposto di rilevare solo il 20% di Premium e di arrivare a detenere quindi in 3 anni circa il 15% del capitale di Mediaset, attraverso un prestito obbligazionario convertibile. Un’offerta che è stata definita irricevibile e inaccettabile dal consiglio di amministrazione Mediaset, in quanto “incompatibile con il contratto vincolante già firmato”. La mossa rimane per ora dunque di Vivendi, che se vuole evitare probabili conseguenze legali dovrà inevitabilmente venire incontro alle esigenze del Biscione. Scopriremo e commenteremo nei prossimi giorni l’evoluzione della vicenda.

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Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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