Monte Paschi di Siena tra aumento di capitale e incertezza futura
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Monte Paschi di Siena tra aumento di capitale e incertezza futura

Il Monte dei Paschi di Siena ha dato il via all’aumento di capitale, con l’offerta di nuove azioni con un range di prezzo di 1-24,5 euro per azione con cui l’istituto di credito senese sta cercando di raccogliere sul mercato, entro il 21 dicembre, 5 miliardi di euro anche attraverso la contestuale offerta di conversione dei bond subordinati.

I rischi dell’operazione

Come intuibile, un fallimento di questo piano aprirebbe la strada a un alternativo salvataggio pubblico predisposto da giorni, che potrebbe comportare prima di Natale la conversione forzosa di obbligazioni subordinate per consentire una residuale ricapitalizzazione pubblica. Ne consegue che i prossimi giorni saranno decisivi per poter orientare il futuro del terzo istituto di credito italiano, sempre particolarmente al centro delle attenzioni degli analisti internazionali. Con un piccolo passo indietro ricordiamo che la banca ha ricevuto dalla Consob, poco prima della mezzanotte di giovedì scorso, il via libera alla riapertura dell’offerta su circa 4,5 miliardi di euro di bond subordinati da convertire in azioni che intende offrire a istituzionali e retail.

Peraltro, il potenziale salvataggio della banca potrebbe collegarsi al rumor formulato nelle ultime ore, secondo cui il Governo si prepara a chiedere nei prossimi giorni al Parlamento il via libera per aumentare il debito pubblico di 15 miliardi da utilizzare nel caso servisse un intervento pubblico per le banche. Sempre secondo fonti di stampa il fondo sovrano del Qatar sta ancora valutando se investire nell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena. Il consiglio di amministrazione ha confermato la delibera per l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro da sottoscrivere entro il 31 dicembre. La banca ha alzato l’importo massimo convertibile LME (Liability Management Exercise) a 4,511 miliardi da 4,289 miliardi per tenere conto dell’inclusione del “Fresh 2008”. Il 35 per cento dell’aumento sarà destinato al pubblico in Italia, di cui almeno 30 per cento in prelazione ad azionisti. Il 65 per cento dell’aumento è riservato a investitori istituzionali.

Elezioni politiche nel 2017 o nel 2018?

Considerando che la storia di MPS (anche molto recente) è stata tracciata a doppio filo con l’evoluzione politica nostrana (anche su queste pagine abbiamo ricordato i riflessi post-referendum sul titolo), non possiamo che integrare gli spunti di cui sopra con qualche breve riflessione su quel che, forse, succederà nei prossimi mesi.

Nel nostro Paese, infatti, le elezioni politiche si dovrebbero teoricamente tenere nel maggio 2018, alla scadenza naturale della legislatura. Tuttavia, la crisi politica seguita alla bocciatura della riforma costituzionale rende oggi più probabile che nuove elezioni politiche siano indette, nel 2017, poco dopo una riforma delle leggi elettorali che il Parlamento dovrà discutere nei prossimi mesi. Proprio l’incertezza sul meccanismo elettorale non consente di valutare il rischio che il governo sia controllato da partiti populisti euroscettici. Un rischio sempre piuttosto presente nell’area euro, che sarà destinata a vivere un 2017 particolarmente ricco di eventi elettorali, dai quali potrebbero risultare diversi scenari, non tutti favorevoli per l’Unione.

In tal proposito, il Movimento Cinque Stelle – tra i più scettici nei confronti di Bruxelles – viene attualmente indicato dai sondaggi al 30 per cento circa, poco sotto il maggiore partito moderato, il Partito Democratico, che viene invece accreditato poco sopra il 30 per cento. Inoltre, il Paese conta anche uno dei più antichi partiti, la Lega Nord, che è data nei sondaggi a più del 10 per cento. Nel futuro si prefigura pertanto una tripartizione dei voti (supponendo che i voti della Lega si aggiungano a quelli di Forza Italia & co.), che potrebbe complicare – e non poco – le valutazioni in merito alla formulazione della legge elettorale.

dicembre 20, 2016

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roberto


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