I nuovi modelli per gli studi di settore 2017
Oppressione fiscale

I nuovi modelli per gli studi di settore 2017

Gli studi di settore sono da sempre considerati una realtà controversa del panorama fiscale ed economico italiano. Con una recente comunicazione, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che il processo di semplificazione di questi strumenti è in corso, perché sta proseguendo la riduzione dei dati che sono vengono richiesti per la fase di compilazione, al fine di alleggerire i quadri e le variabili di riferimento.

Online sono attualmente disponibili 193 modelli che possono essere impiegati dagli utenti per comunicare i dati rilevanti, ai fini della corretta redazione degli studi che interessano le attività economiche manifatturiere, il commercio, i servizi e le attività professionali. Si tratta di un provvedimento adottato dal Direttore delle Agenzie delle Entrate che andrà ad approvarli definitivamente nella loro veste completa e strutturata.

La volontà comune è di semplificare, in particolare di comprimere le informazioni richieste riassumendole in quelle che sono effettivamente necessarie per l’applicazione degli studi a scopi pratici e quelle che sono state individuate come parti dei nuovi indici per l’affidabilità. L’operazione ha comportato, nel suo complesso, una riduzione di ben 5300 righi in meno rispetto alle formule precedenti, con un beneficio più che evidente ai fini della compilazione da parte dei contribuenti.

I modelli degli studi di settore

La contrazione interessa più del 25% delle informazioni e, attualmente, i modelli comprendono 50 studi per l’industria e le attività manifatturiere, 53 per il comparto dei servizi, 24 per i professionisti e 66 per il settore del commercio. Gli studi di settore devono quindi essere presentati dai contribuenti ai quali viene applicato lo studio specifico in base all’attività professionale relativa al periodo di imposta 2016. I modelli devono essere inviati per via telematica con l’annuale dichiarazione dei redditi e la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere completata secondo prassi, impiegando il servizio telematico Entratel o Fisconline, o incaricando intermediari quali i commercialisti, i patronati o i soggetti che svolgono questo servizio. Per procedere con ulteriore semplificazione dei modelli sono state predisposte due strutture uniche nel quadro A, dove una interessa le attività esercitate in forma di impresa e l’altra le attività esercitate sotto forma di lavoro autonomo.

Gli eventi sismici e i voucher negli studi di settore

È importante notare che gli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016 sono considerati fattori che possono alterare fortemente l’attività economica ordinaria e, per questo anno così speciale, gli studi tornano quindi a considerare con precisione l’eventualità dei sismi. Si tratta del “periodo di non normale svolgimento dell’attività’, che viene intesa come causa di esclusione e che interessa gli eventi sismici e il periodo in cui si verificano le fattispecie, per le quali i contribuenti possono giustamente invocare la causa di esclusione dall’applicazione degli studi legata al “periodo di non normale svolgimento dell’attività'”.

Gli studi di settore attivano anche un apposito spazio dedicato ai voucher. Si tratta del quadro A, dove è precisato che chi presta lavoro accessorio e viene remunerato con voucher deve riportarlo. Per quanto riguarda le imprese si tratta del rigo A02 che interessa i dipendenti assunti a tempo parziale con contratto di lavoro intermittente, di inserimento, a termine, i lavoranti a domicilio e il personale con contratto di somministrazione del lavoro. Per quanto riguarda il lavoro autonomo, si tratta del rigo A02 dove vengono specificati gli stati di dipendenti a tempo parziale, dipendenti assunti con contratto di inserimento, a termine, persone con lavoro intermittente e lavoro ripartito, quindi il bacino di personale con contratto di somministrazione di lavoro. In tutti e due i casi è stabilito che il numero delle giornate retribuite con voucher deve essere calcolato dividendo per otto il numero complessivo delle ore lavorate. Questa indicazione, assieme alle modalità di compilazione, si trovano in ogni caso nelle corrette istruzioni da seguire per redigere gli studi di settore.

I modelli di studi di settore si trovano attualmente nel sezione dedicata alla Normativa e Prassi del sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e i modelli possono essere consultati nella stessa sezione seguendo il percorso che inizia con la voce ‘Cosa Devi fare’, quindi ‘Dichiarare’, ‘quindi ‘Studi di settore e parametri’ quindi ‘Studi di Settore’ Si tratta di un percorso semplice che permette innanzitutto di consultare i modelli per scoprire quali sono le caratteristiche e quindi di compilarli correttamente secondo quanto stabilito dalla normativa in materia.

Studi di settore: lo scopo dell’alleggerimento

Gli studi di settore sono da sempre visti come un impegno gravoso da parte dei contribuenti, nonché come uno strumento che più volte si è presentato troppo astratto e scarsamente legato alla realtà. Le ragioni sono molteplici e possono essere ricercate nella compilazione non eseguita con cura, ma anche nelle disparità nazionali. Uno strumento che sulla carta potrebbe servire ad allineare le professioni e quindi ad eseguire un corretto calcolo contributivo, si è nel corso degli anni trasformato in una realtà temuta dagli stessi contribuenti, perché poco legata alla realtà di tutti i giorni. Il processo di snellimento dei dati aiuta quindi le persone a non generare confusione a concentrare il processo di elaborazione su pochi e mirati dati. S tratta di un alleggerimento doveroso, che mancava e che si propone necessario al fine di inquadrare con chiarezza e precisione i campi di azione delle diverse professioni, soprattutto quelle relative al commercio e alla professione autonoma, che sono più volte state penalizzate dai calcoli risultati dagli studi di settore.

Sulla carta, l’Agenzia delle Entrate desidera quindi far nascere una nuova era, dove questi strumenti si propongono più semplici da comprendere e da compilare e quindi utili per i contribuenti, al fine di determinare la corretta tassazione per ogni categoria. È quindi importante notare l’introduzione dei sismi come eventi che esulano dalla produttività, come calamità nazionali che non permettono di effettuare previsioni congrue e reali sulla vera produttività di un’attività in proprio, sia essa professionale o commerciale. E infine i voucher, strumento alquanto controverso, che dagli studi di settore potrebbe attingere dati utili per comprendere le modalità di applicazione nel futuro più prossimo.

febbraio 8, 2017

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valeria


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