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Oro ai massimi: arriverà a 1300 dollari?

Il prezzo dell’Oro è ormai ai massimi dell’ultimo mese, potrà continuare il metallo giallo più ambito dagli investitori ad arrivare oltre quota 1300? Vediamo insieme l’analisi sull’Oro e su altre materie prime quali argento e petrolio. Continua a leggere l’analisi di e-conomy per saperne di più sullo stato attuale delle materie prime.

Il prezzo dell’Oro ha eguagliato i livelli massimi dell’ultimo mese, durante la sessione di venerdì, confermando il rialzo dell’1% che ha consentito a questo mercato di continuare il suo movimento dal dicembre scorso, con una chiusura superiore al livello di 1264 dollari.

Il mercato aurifero sta traendo vantaggio dalla grande deolwzzz del dollaro USA ed inoltre anche a causa delle preoccupazioni a livello mondiale che stanno mettendo pressione a tutti quei beni considerati “rifugi sicuri”.

Dove è quindi diretto il mercato dell’Oro? Possibile che potrebbe tornare nuovamente verso il livello dei 1300 dollari? Ecco un’analisi macroeconomica e tecnica dello stato attuale dell’Oro USA, un’analisi che prende in esame le prospettive di medio/breve periodo.

L’Oro ha senza dubbio una correlazione inversa rispetto a quella del Dollaro, quindi i trader sanno bene di aspettarsi un rialzo del Dollaro in caso di ribasso dell’Oro, e vice versa.

Proprio in base a questa correlazione, i dati non troppi positivi per l’economia USA, hanno portato ad una debolezza del Dollaro USA, così come per le altre valute principali, favorendo il Dollaro USA.

Nonostante la Federal Reserve abbia rosee prospettive nei confronti dell’innalzamento dei tassi, i dubbi sulla Presidenza del Presidente degli Stati Uniti Trump rimangono, così come sulle riforme che sono state promesse durante la campagna elettorale potrebbe incontrare non pochi scogli durante la realizzazione a causa delle crisi politiche sempre maggiori per Trump ed il suo genero (e fedelissimo) Kushner.

I dati economici provenienti dagli Stati Uniti, così come la mancata archiviazione della crisi politica dell’Amministrazione Trump stanno indispettendo gli investitori, che adesso sono alquanto dubbiosi sulla possibilità da parte dell’amministrazione Trump di riuscire ad innalzare i tassi d’interesse per ben due volte quest’anno come previsto. Le probabilità sono infatti scese al 35% circa per quanto concerne l’aumento dei tassi nel mese di dicembre.

L’Oro, come risaputo, trae beneficio dai momenti di incertezza e dai timori che portano all’avversione al rischio da parte degli investitori. Queste situazioni potrebbero quindi portare alla ribalta i beni rifugio, sostenendo quindi il rialzo sul breve/medio periodo da parte di questa materia prima.

L’avversione al rischio entra in gioco durante l’instabilità geo-politica. Per fare un esempio, la notizia del nono missile testato dalla Corea del Sud è stata sicuramente una notizia che ha aumentato in maniera massiccia l’avversione al rischio, quindi una vera e propria “corsa all’oro”.

Occhi puntati sui Non-Farm Payrolls

Sicuramente questa settimana ci sarà una grande attenzione nei confronti dei non-farm payrolls, che come sempre verranno rivelati durante l’ultimo venerdì del mese.

Oltre al rilascio, il calendario economico di questa settimana è abbastanza pieno di impegni. Venerdì è infatti anche in programma la pubblicazione dei dati USA per quanto concerne la crescita del settore manifatturiero.

Oro oltre i 1300?

La quotazione dell’Oro su grafico giornaliero, sta rispettando un trend rialzista. I prezzi tuttavia avevano mostrato una rottura al ribasso sulla trendline che ormai continua a persistere dal dicembre 2016, rottura avvenuta nel maggio scorso.

Tuttavia il mercato è riuscito a recuperare, spingendo nuovamente i prezzi al rialzo e all’interno del canale rialzista.

Crediamo che dopo questa pausa e recupero, l’Oro possa tornare verso quota 1300. Tuttavia il primissimo target è quello dei 1280 dollari.

Per quanto concerne invece il lato ribassista della questione, se i prezzi dovessero tagliare al ribasso l’area di supporto, l’Oro potrebbe entrare in una fase di debolezza che potrebbe concludersi con un test del prossimo livello di supporto, situato a 1,221 dollari.

Argento: una performance degna di nota

Anche i prezzi della materia prima più importante dopo l’Oro sono in fase di rialzo.

Il mercato dell’argento ha avuto un rialzo sostanziale durante la settimana, rompendo al rialzo al di sopra del livello dei 17 dollari. Si tratta della settimane settimana di fila che il mercato dell’argento continua a muoversi al rialzo. La linea di uptrend ha fornito un ottimo supporto, quindi potrebbe essere una buona idea comprare durante i ritracciamenti durante le ricadute di prezzo di questo mercato.

Nel momento in cui questo mercato riuscirà a rompere i massimi attuali, il mercato potrà muoversi in direzione della resistenza psicologica aiutata sul livello dei 20 dollari.

Così come per l’Oro, è importante fare moltissima attenzione al prezzo del Dollaro USA, in quanto in caso di crollo del biglietto verde, questo potrebbe permettere al mercato dell’argento di continuare al rialzo.

Ovviamente sconsigliamo di vendere questo mercato in questa particolare fase, se non per delle veloci posizioni scalping.

Petrolio al ribasso

La settimana scorsa l’OPEC e alcuni importanti produttori hanno deciso di estendere il loro impegno per ridurre la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno (bpd) fino alla fine del primo trimestre 2018. Tuttavia, l’annuncio è stato percepito come una delusione perchè gli investitori rialzisti volevano qualcosa di più di una estensione, ma bensì tagli alla produzione più profondi.

Rimaniamo ancora neutrali su questo mercato, in quanto la situazione di grande incertezza potrebbe portare ad una volatilità improvvisa.

Il petrolio, durante questa sessione di Lunedì, è riuscito a recuperare gran parte del terreno perso venerdì, tornando nuovamente vicinissimo al livello dei 50 dollari per barile.

Sull'autore

Andrea Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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