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Previsioni euro e BCE, ecco cosa emerge dai verbali e dalle dichiarazioni di Draghi

Tra gli eventi di maggiore rilevanza nel calendario della scorsa settimana vi è certamente stata la pubblicazione dei verbali della riunione della Banca Centrale Europea dello scorso 9 marzo, i quali hanno ribadito che il Consiglio di politica monetaria dell’istituto ha discusso le possibili modifiche alla guidance sui tassi ed in particolare al riferimento a tassi più bassi rispetto ai livelli attuali. Tuttavia, a margine della riunione si è altresì raggiunto un consenso sufficientemente empio per mantenere l’attuale condizione, rimandando così al prossimo futuro il da farsi.

Cosa ha dichiarato la BCE nella riunione di marzo

Le minute della riunione della Banca Centrale Europea del mese di marzo segnalano come i membri del Consiglio di politica monetaria dell’Eurotower avevano ben presente quali fossero i minori rischi verso il basso per la crescita rispetto a quanto era stato elaborato nel corso del precedente mese di gennaio. In tal senso, dalla seconda riunione dell’anno è altresì emerso un consenso piuttosto ampio sull’assenza di segnali convincenti di rialzo dell’inflazione core e di accelerazione della dinamica salariale.

Di contro, sempre nel corso della riunione del mese di marzo, sembra essere emerso un consenso abbastanza ampio per poter mantenere inalterata la politica monetaria. I membri del Consiglio hanno dunque ritenuto sostanzialmente congruo conservare inalterata la guidance e il bias accomodante, con diversi membri che hanno ritenuto appropriato non rimuoverlo, considerato che questo è parte integrante della guidance, e un cambiamento nella formulazione avrebbe di fatto generato un restringimento delle condizioni finanziarie che attualmente non si desidera.

Complessivamente, pertanto, i componenti del Comitato hanno assunto una posizione di attesa, sebbene non siano mancati – all’interno dell’evento – posizioni diverse, con alcuni esponenti che hanno dichiarato che la politica monetaria stesse diventando troppo accomodante. Inoltre, i membri del Comitato si sono detti generalmente concordi sul fatto che se il miglioramento del quadro macro economico dovesse continuare anche nel corso dei prossimi mesi (sebbene non sia stato formulato alcun riferimento temporale in ciò, è probabile che si intenda i prossimi 3 mesi), potrebbero essere opportune delle modifiche alla comunicazione per renderla più simmetrica.

Sempre dalla lettura delle minute sembra essere risultato piuttosto chiaro come nel corso della riunione del mese di marzo i membri del Consiglio abbiano discusso a lungo l’inerzia dell’inflazione core, ribadendo come allo stato attuale delle cose è possibile che l’adeguamento dei salari alla crescita più sostenuta degli occupati possa essere più lento che in passato, soprattutto se a parità di creazione di posti di lavoro dovesse vedersi un
ritorno alla partecipazione di individui marginalmente attaccati e inattivi.

Le dichiarazioni di Draghi

Successivamente alla pubblicazione delle minute dei verbali della Banca Centrale Europea, occorre registrare un interessante discorso di Mario Draghi, con il presidente dell’Eurotower che ha ulteriormente chiarito la posizione ufficiale della Banca sulla guidance: Draghi ha affermato che almeno per il momento non sussistono le condizioni per poter considerare delle modifiche alla formulazione o alla sequenza di uscita, ribadendo pertanto lo status quo.

Draghi ha anche chiarito che l’orientamento della politica monetaria del proprio istituto è principalmente contraddistinto da un mix di differenti elementi quali i tassi di interesse di riferimento in territorio negativo, gli acquisti e la guidance sulle misure, la quale riguarderebbe non solamente il livello dei tassi (elemento sul quale la maggioranza degli analisti sembra soffermarsi con particolare incisività e quasi esclusività) bensì anche la sequenza di uscita dalle misure non convenzionali.

Sempre secondo quanto affermato dal numero 1 della BCE, la strategia di poter porre fine agli acquisti e successivamente incrementare i tassi di riferimento sarebbe la medesima che a suo tempo ha supportato la scelta di ridurre prima il tasso sui depositi, conducendoli in terreno negativo, e quindi avviare il quantitative easing.

Draghi ha poi ancora sottolineato come i tassi in terreno negativo siano una misura positiva per lo stato attuale dell’economia, e non hanno certamente costituito un elemento negativo per le banche, considerato che la flessione dei margini da interesse sarebbe stata compensata dall’incremento del volume di prestiti, pur concessi a minore marginalità rispetto al passato.

Ricordato quanto precede, sottolineiamo anche che l’inerzia dell’inflazione core sta fornendo un utile appiglio alle posizioni meno interventiste che da tempo si sono formate all’interno del Consiglio di politica monetaria della Banca Centrale Europea. Tuttavia, è ovvio ribadire anche in questa occasione che se la ripresa verrà confermata, la Banca potrà dare il via a una fase di graduale e lenta rimozione dello stimolo monetario ma, probabilmente, non ad aprile.

Che cosa attendersi dalla riunione di aprile?

Lecito, a questo punto, domandarsi che cosa sia lecito attendersi dalla riunione di aprile. Probabilmente la risposta è… niente! Ci attendiamo infatti che il meeting di aprile sia sostanzialmente interlocutorio, sebbene in quella sede la Banca Centrale Europea rivedrà probabilmente la valutazione dei rischi per la crescita e per l’inflazione.

Di ben diverso tenore potrebbe essere la riunione del mese di giugno, quando è possibile attendersi una modifica alla guidance sui tassi, con l’eliminazione del riferimento a tassi più bassi rispetto ai livelli attuali, un’eventualità oramai piuttosto remota. Ulteriori modifiche si potrebbero inoltre avere nel corso delle riunioni di settembre e di ottobre, soprattutto un volta che saranno alimentate le valutazioni relative alle elezioni tedesche.

Quasi impossibile, infine, cercare di capire che cosa avverrà nel corso del 2018 quando è comunque probabile un innalzamento del tasso sui depositi nella prima metà del 2018, per poi passare a un’uscita dal quantitative easing nella seconda parte dell’anno.

Insomma, sia i verbali della Banca Centrale Europea per il mese di marzo, sia le dichiarazioni di Mario Draghi, hanno ribadito che il dibattito sulla tempistica e sulla sequenza di uscita è avviato. Tuttavia, prima di toccare con mano simili decisioni, riteniamo molto probabile che l’Eurotower preparerà adeguatamente i mercati…

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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