Mercati

Riunione BCE 8 settembre: tutto invariato, almeno per ora

La BCE, come ampiamente atteso e come avevamo peraltro anticipato ieri (qui il nostro approfondimento in tema) ha scelto di non modificare l’attuale corridoio di riferimento per i tassi, con il tasso centrale (refi) che resta allo 0%, con il tasso di rifinanziamento marginale stabile a +0,25% e con quello sui depositi a -0,4%. Tuttavia, non era certamente questa la scelta più attesa da parte dell’Eurotower. Cerchiamo allora di domandarci che cosa sia avvenuto nell’attesissima riunione dell’istituto monetario di Francoforte, e quali scelte siano state – o meno – intraprese, e ancora cosa ci attendono i prossimi mesi.

Tassi, tutto fermo

Cominciamo con uno sguardo sui tassi. Come ampiamente avevamo anticipato nel corso dell’approfondimento di ieri, il costo del denaro nell’area euro è rimasto invariato sulla base della decisione dello scorso 16 marzo. Il tasso di rifinanziamento principale è pari a zero, mentre quello sui depositi è ancora negativo per 40 basis points. Ovvero, gli istituti di credito aderenti al sistema della Banca Centrale Europea continueranno a pagare per allocare overnight i propri fondi presso la struttura centrale. Niente di nuovo sotto il sole e, come largamente atteso, difficilmente sarebbe potuta avvenire una scelta diversa da parte della BCE.

Quantitative easing BCE

Niente di nuovo, ma con qualche apertura, anche nei confronti del programma di acquisto titoli da 80 miliardi di euro mensili in seno al quantitative easing, che rimane in essere fino a marzo 2017, salvo slittamenti. Qui le sorprese sono almeno parziali, visto e considerato che una buona parte degli analisti attendeva una proroga del termine temporale di almeno tre mesi, con slittamento a giugno 2017, o di sei mesi, con spostamento a settembre 2017. Nessuna novità, invece, sul fronte dell’entità degli acquisti, che rimangono stabili a 80 miliardi di euro per mese, né in riferimento alla struttura e alla tipologia degli stessi.

Ad ogni modo, non sono mancate le consuete aperture. Nel suo comunicato, infatti, la BCE ha confermato la volontà di poter estendere ulteriormente gli acquisti, oltre il termine attuale se necessario e, in ogni caso, fino a che la dinamica dei prezzi si riavvicinerà al target di inflazione desiderato, che ricordiamo essere “vicino” al 2%. L’ipotesi di una buona parte degli osservatori – come anticipato – che già nella riunione odierna Draghi potesse annunciare un’estensione temporale del programma. Il fatto che Draghi abbia deluso tali aspettative, ha corrisposto a una reazione immediatamente negativa da parte dei mercati che però, a freddo, dovrebbero digerire la buona posizione retorica del vertice dell’Eurotower.

Nel suo comunicato, infatti, Draghi ha affermato che nei prossimi mesi verranno riviste le valutazioni per il momento accantonate, e che pertanto, se ricorrerà la convenienza, si procederà senza indugio a spostare il termine temporale di scadenza del QE. Insomma, ora non se ne fa nulla, ma a dicembre ci stupiremmo se la BCE non dovesse muovere in questo senso.

Conferenza stampa Draghi

A ribadire quanto sopra, ricordiamo come durante la conferenza stampa delle 14.30 il presidente Mario Draghi ha spiegato che il Direttorio ha fornito il prevedibile mandato, alle strutture competenti, di ponderare quali siano le migliori opzioni e iniziative da assumere nei prossimi mesi per poter garantire un’attuazione corretta del programma di acquisto titoli. Draghi ha altresì aggiunto, sollecitato dai numerosi giornalisti presenti, che l’argomento non è però ancora stato discusso.

Per quanto concerne la proroga o la modifica quantitativa al QE, il “clima” sembra essere favorevole a un annuncio nel corso delle ultime possibilità di meeting dell’anno. Dunque, tutto lascia presagire che a dicembre (molto probabilmente) verrà annunciato lo slittamento del QE almeno a giugno 2017 e, quindi, fino a quanto necessario. Nello stesso meeting non sono inoltre escludibili alcune modifiche tecniche, non tanto nell’importo, che potrebbe rimanere a 80 miliardi di euro mensile, quanto soprattutto nella rimozione della soglia al rendimento dei titoli acquistabili, che attualmente è fissata nella misura di -0,4% del tasso sui depositi. Ancora, non è escluso che la decisione possa essere orientata nell’elevare dal 33 al 55% la porzione di una emissione acquistabile dalla Bce, o ancora che possa esservi la volontà di modificare la distribuzione degli acquisti non più sulla base delle quote di capitale che i singoli Paesi detengono nella Banca Centrale Europea, bensì nel più congruo requisito del debito in circolazione. In linea di massima, le ipotesi che sopra abbiamo riassunto sono in ordine di… probabilità, con l’ultima citata a rappresentare quella meno frequente.

Pil e Inflazione

Concludiamo infine con un breve cenno ad un’altra delle questioni maggiormente attese dagli analisti, rappresentata dalla revisione delle stime di crescita economica e di inflazione. Draghi ha infatti affermato che lo staff di economisti di Francoforte ha recentemente elaborato le nuove previsioni di Pil / inflazione, rivedendo entrambi i valori in misura lieve. In particolare, la ripresa dell’economia europea è prevista proseguire con un ritmo “moderato” e “stabile”, mentre l’inflazione è attesa crescere nei prossimi mesi, ma “gradualmente”. L’abbondante utilizzo di termini di prudenza non è d’altronde casuale, visto e considerato che già più volte, nel corso del recente passato, la BCE ha dovuto mettere a freno qualsiasi parvenza di entusiasmo.

In termini percentuali, per quanto concerne le stime di inflazione, vi è stata una limatura lieve all’1,2% per il 2017, mentre non sono stati toccati gli auspici per il 2016 e per il 2018. Per quanto attiene invece le stime sul Pil, la BCE stima un +1,7% nel 2016, e un +1,6% nel 2017 e nel 2018.

Insomma, traendo le conclusioni, la BCE ha preferito assumere un atteggiamento attendista, deludendo parzialmente i mercati che, di fatti, hanno reagito abbastanza negativamente. È tuttavia possibile che nel corso delle prossime ore il clima intorno all’Eurotower vada raffreddandosi con più raziocinio, e che prevalga la considerazione di fondo: la BCE preferisce ancora guardar quel che accade in casa propria e in casa altrui, ritenendosi libera di approcciare con una politica ancor più accomodante nelle prossime riunioni e, in particolar modo, in chiusura d’anno.

Tutto rinviato, dunque, a un fine anno particolarmente acceso sul fronte delle banche centrali…

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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