Innovazione e startup

Start up Italia: Torino e l’accelerazione per il settore sociale

Può una start up operare attivamente nel sociale? La risposta è sì, sicuramente, ma mai come in questo caso si tratta di aziende che hanno la necessità d trovare qualcuno che creda in loro. Le start up sociali non riportano, infatti, strategie di business puramente legate al mercato e ai profitti, quindi possono risultare meno appetibili agli occhi del mercato e degli stessi investitori. Queste imprese sono però di elevata utilità sociale, perché molto speso ideano e generano servizi e beni che possono aiutare i cittadini in termini di welfare, di sicurezza e di benessere.

Ad aiutare le imprese di nuova generazione orientate al sociale ci pensano solitamente gli incubatori, realtà che lavorano per trasformare i bozzoli in farfalle, per aiutare il processo di accelerazione e far sì che il progetto embrionale si trasformi in un servizio o in un bene redditizio per chi vi lavora e per chi investe. Un esempio di grande interesse va ricercato nella città di Torino e nel progetto Fundamenta, giunto alla sua terza edizione. Il claim del progetto guarda ad aspetti quali l’impact education, la coproduzione, il benessere dei cittadini, la silver economy e la destonations2grow. Il tutto in un programma di accelerazione della durata di 12 settimane full time che si propone di generare nuove imprese e di attirare investimenti.

Il piano si propone alquanto interessante, perché prevede l’accomodation gratuita per le imprese di nuova generazione che non risiedono in Piemonte, il coworking gratuito nel cuore del capoluogo piemontese, più di venti mentor in arrivo dall’Italia e dall’estero. La degna conclusione va ricercata nei premi di 40 mila euro che vengono erogati sotto forma di servizi alle imprese e 400mila euro complessivi di investimenti per le start up.

L’innovazione sociale nelle start up

Innovazione è il termine base nella definizione di una start up di nuova generazione, ma può questa innovazione assumere un carattere sociale? Secondo gli organizzatori, il segreto sta nell’ibridazione, perché le start up invitate devono saper porre in sinergia fattori quali l’impatto sociale, la nuova finanza e le tecnologie abilitanti. Solo legando assieme queste tre entità la nuova start up può risultare appetibile agli occhi degli investitori, che anche nel nostro paese stanno crescendo come numero e in termini di interesse verso le giovani realtà che si muovono in questo ambito.

Il programma è organizzato in collaborazione con mentor nazionali e internazionali e vede la partecipazione di un fondo di social venture tutto Italiano. Si tratta di Oltre Venture, realtà impegnata a mettere a disposizione 400mila euro di finanziamenti per le aziende più meritevoli. L’innovazione acquisisce, nel settore sociale, una nuova luce, perché deve sapersi accordare con le leggi della nuova finanza e con le tecnologie abilitanti che sono indispensabili per raggiungere il pubblico degli utenti finali.

Quali le sfide di Fundamenta?

Fundamenta è giunta alla sua terza edizione, forte di vantare 200 application e 24 start up selezionate nel corso del 2016. La chiamata è aperta a start up e business idea che sappiano operare nei seguenti ambiti:

  • City-boost: si tratta di modelli integrati che si propongono di migliorare la qualità di vita dei cittadini nei contesti urbani con lo sviluppo di nuove forme di impresa;
  • Co-production: in questo caso le start up devono generare dei modelli nei quali i consumatori siano parte attiva, nonché produttiva della soluzione di impresa.;
  • Destinations to Grow: si tratta dello sviluppo di modelli che si propongono come fine ultimo la crescita economica e che si concentrano nelle aree interne e rurali;
  • Impact Education: in questo caso i modelli si rivolgono all’innovazione die percorsi educativi, nelle soluzioni scalabili come l’education technology e nelle formazioni accessibili;
  • Silver Economy: la silver economy si rivolge ai modelli che sviluppino servizi votati al benessere e all’accompagnamento delle persone anziane;
  • Welfare: i modelli forse più classici, che sviluppano servizi alla persona e alla comunità.

I dati parlano di un 2016 ricco di idee e di iniziative. Le 24 start up selezionate sono state accelerate nel corso del 2016 e ora Fundamenta desidera replicare il successo con un massivo lavoro di raccolta di finanziamenti. Nel corso del 2016 le aziende di nuova generazione hanno, infatti, raccolto fondi per il valore di 1milione di euro che sono stati introdotti da business angel, fondazioni e venture capital.

Start up no profit: qualche esempio

Per comprendere la natura e la tipologia delle start up impegnate nel sociale possiamo rivolgersi a Italia No profit. Si tratta di un progetto a pura vocazione sociale che si impegna ad elaborare i dati relativi agli enti e alle realtà no profit che sono attive in Italia e renderli fruibili online a tutti i cittadini. Si tratta di una sorta di piattaforma contenitore, dove gli utenti possono trovare informazioni complete sulle aziende attive e conoscere nel dettaglio dove le loro donazioni vanno a finire. L’aspetto forse meno toccato nel settore del no profit interessa, infatti, le donazioni, che rappresentano la principale forma di sostentamento per associazioni e aziende che operano nel sociale. Grazie alla piattaforma di Italia No Profit, gli utenti possono disporre di un quadro chiaro e completo della realtà italiana, quindi sapere a chi rivolgersi e a chi rivolgere i loro eventuali contributi.

Lo scopo del programma Fundamenta è di generare finanziamenti orientati alla pubblica utilità, di incubare correttamente le imprese che hanno questa vocazione, ma che spesso non ricevono i giusti aiuti, nello sviluppo così come nel mantenimento. Concentrando sotto lo stesso tetto attori che da sempre conoscono la realtà del sociale, Fundamenta si propone di accelerare le imprese che hanno scelto di attivare servizi sociali moderni, strutturati e quindi validi. La posta in gioco è alta e le imprese che lavorano in questo settore possono concretizzare l’impegno con i fondi che servono per lo sviluppo tecnologico, per la posizione finanziaria e anche per la realizzazione dei nuovi posti di lavoro. Del resto, il settore sociale attrae sempre più giovani al suo interno, ma spesso si tratta di realtà difficili da scalare e da vivere dal punto di vista del ritorno economico. Fundamenta parla la lingua della new economy e la introduce nell’ambito del sociale, permettendo alle imprese sociali di spiccare il volo nel nostro paese.

marzo 12, 2017

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valeria


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