Innovazione e startup

Start up: migliorare la vita delle donne (e non solo)

Le start up italiane si scoprono fortemente orientate ai servizi alla persona, o meglio ai servizi alla persona che si propongono di aiutare la vita di tutti i giorni, di semplificarla e di renderla più sicura e ben organizzata. Non stupisce comprendere che i destinatari di molti servizi messi a punto dalle imprese innovative siano le persone considerate di ‘fascia debole’, quali le donne, le persone anziane e i bambini. Le start up italiane si propongono di favorire la quotidianità, di risolvere tanti problemi in tempi veloci e con praticità, ma anche di rendere più sicura la vita con sistemi che guardano alla sharing economy e alla condivisione degli spazi.

In Italia sono attualmente 6750 le imprese innovative registrate nel 2016, un numero che ha segnato un aumento del 30% rispetto ai dati raccolti nel 2015. Alle start up registrate nell’apposita sezione delle Camere di Commercio se ne aggiungono altre 3mila non ancora registrate, per un bacino di imprese in grado di generare 600 milioni di euro di fatturato globale e di impegnare 10mila addetti fra le loro fila. Gli esperti avvisano, perché se a uno primo sguardo queste cifre possono apparire importanti, la realtà italiana si propone ancora embrionale in comparazione con il resto del mondo. Ciò che manca sono gli investimenti di rilievo, che nel corso del 2016 sono ammontati a 180 milioni di euro, una cifra interessante ma molto lontana da 2 miliardi che sono circolati in Germania per il finanziamento delle imprese innovative.

I progetti di accelerazione si rivolgono alle start up di servizi utili

Ciò che sta crescendo e che si sta muovendo in ambito nazionale e internazionale sono però i processi di accelerazione, sistemi universalmente riconosciuti come indispensabili per aiutare le imprese innovative ad emergere e a concludere il loro corso in modo felice. Un’impressa innovativa o start up parte, infatti, da un’idea lungimirante, ma ha bisogno di qualcuno che la finanzi perché l’idea possa tradursi in una realtà felice e produttiva. Serve l’accelerazione, ovvero un sistema di fondi e di aiuti che vengono elargiti da altre società e da enti che si propongono di sviluppare idee e progetti di business innovativi. L’accelerazione aiuta le nuove imprese ad emergere e a spiccare il volo, in autonomia trasformandosi in vere e proprie aziende di grandi dimensioni, o diventando appetibili per gruppi strutturati che le possono acquisire e mantenere al loro interno chi le ha fondate con ruoli manageriali.

Ma le start up italiane guardano ai servizi per la persona nella loro essenza soprattutto alle donne e lo stesso si propongono di fare alcuni programmi di accelerazione come F-Lane, dedicato all’emancipazione femminile e promosso dal Vodafone Institute for Society and Communications. Il programma vede la partecipazione dell’Impact Hub Berlin e della Social Entrepreneurship Akademie e si propone di aiutare a sviluppare un progetto legato al miglioramento della la vita delle donne attraverso la tecnologia. In questo caso le start up devono dimostrare la scalabilità del progetto di business, ovvero quanto il modello è replicabile e di conseguenza profittevole, deve dimostrare che vi sia un forte affiatamento nel team di lavoro e deve proporre un’idea unica, non facile da attaccare e tantomeno da copiare.

I progetti dedicati alla donna e alla famiglia

Molti sono i progetti di interesse legati al mondo delle donne e della famiglia attivi nel paese, eccone alcuni di interessanti come unicità delle idee e anche come previsione di applicabilità alla vita di ogni giorno delle donne.

  • BIOFARM: tutto può partire con questa start up educativa, legata al mondo del cibo. Biofarm permette di adottare un albero da frutto a distanza e di seguire la sua crescita nel corso del tempo grazie a un’applicazione. Quando i frutti saranno maturi verranno recapitati a casa, per una produzione estesa e rigorosamente biologica. Il fondatore Osvaldo De Falco ha ideato questa app con lo scopo di incrociare i piccoli agricoltori e il consumatore finale e il progetto è Ambassador ufficiale del programma Google Growth Engine for Europe;
  • SECURELLA: ecco un programma dedicato alle donne ideato dalla giovane marocchina Samia Haimoura in collaborazione con Anas Zaki. Securella include un’applicazione sul cellulare, un braccialetto con localizzatore e annovera una rete di sostenitori quali negozi e taxi. Lo scopo è di far sentire sicure le donne quando camminano per strada, soprattutto se sono vittime di molestie. Schiacciando un bottone si viene messe in contato con la polizia e Securella si popone come una delle partecipanti al progetto di accelerazione F-Lane del Vodafone Institute for Society and Communications;
  • GRAMPIT: da un’idea di Fausto Preste una start up che entro l’estate lancerà un sistema di assistenza automatizzata per le persone anziane, da perpetuarsi dentro le mura domestiche. Grampit si attiva per ricordare l’ora dell’assunzione dei farmaci, chiede quando fare la spesa e lo segnala a chi se ne occupa. L’app lavora anche sul monitoraggio delle persone e se rileva delle anomalie si attiva per fornire un’assistenza utile e semplice nell’esecuzione;
  • SHOP AROUND: un’app femminile, che in base al profilo di gusto da scegliere fra 15 soluzioni consiglia dove fare shopping in città, a seconda del tempo a disposizione. Il programma è in fase di accelerazione con il progetto Luiss Enlabs e promette sviluppi a livello internazionale;
  • DIGISITTER: Digisitter sostituisce i tanti post it colorati appesi al frigo e lo fa in modo semplice, fornendo supporto nel coordinamento degli impegni. Fondata da Katharina Schiederig con Ashish Pratap, la start up è stata selezionate dal programma di accelerazione F-Lane del Vodafone Institute for Society and Communications ed è completamente dedicata alla gestione della vita familiare;
  • BSCALE: ecco un’app rivolta alla salute, che si collega al letto. Il letto pesa le persone, monitora il sonno e rileva respirazione e battito, per un monitoraggio semplice e non invasivo, che avviene in fase di riposo;
  • INTERIORBE: Federica Sala, Sabrina Lanza e Stefano Venuti firmano la start up InteriorBe, una piattaforma un po’ social, che incrocia le richieste degli utenti con un bacino di 160 architetti d’interni italiani. Lo scopo è di ottenere in dieci giorni un progetto che sappia rispondere ai propri gusti e al budget stimato.
marzo 5, 2017

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valeria


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