Innovazione e startup

Start up: perché rallentano gli investimenti nella sicurezza informatica

La sicurezza informatica non è solo il ‘tema’ del momento, ma un argomento strutturato, di fondamentale importanza per il presente e il futuro delle persone, delle imprese e degli enti pubblici. Gli esperti sono concordi nell’affermare che i dati valgono più dell’oro al giorno d’oggi quindi, non stupisce comprendere che i pirati informatici siano a caccia di dati che possono impiegare per scopi malavitosi o per rivenderli alle persone/aziende interessate. Al chiaro intento dell’hacking si unisce la complessità delle tecnologie a disposizione e anche la capacità dei malviventi informatici di organizzarsi e di strutturarsi come delle vere e proprie aziende, che operano in modo organizzato con vertici, operai e spesso con servizi di multi-level che funzionano a provvigioni. Una tale struttura si propone sempre più forte da combattere, quindi il mondo chiede a gran voce la formazione di esperti in cyber security, operatori che siano in grado di lavorare per combattere il cyber crimine e per rendere la rete sempre più sicura.

Il trend che vedeva la ricerca di addetti alla sicurezza informatica e di start up impegnate nel settore crescere notevolmente ha però subito un freno verso al fine del 2016, quindi è interessante cercare di comprenderne le ragioni e anche le prospettive per il futuro. I dati rivelano che il 2016 è stato l’anno più prolifico e importante per quanto riguardagli accordi di finanziamento erogati alle start up impegnate nel settore della sicurezza informatica. Si tratta di oltre 400 round che sono stati erogati nel complesso, con una cifra leggermente contratta rispetto al 2015: 3.5 miliardi di dollari contro i 4 miliardi di dollari dell’anno precedente.

Un rallentamento dimostrato dai numeri

La riduzione del finanziato è diventata una vera e propria fonte di riflessione se si guarda con attenzione ai numeri e alle tipologie di start up che sono state meritevoli di ricevere finanziamenti. Nel dettaglio, nell’ultimo trimestre del 2016 sono stati registrati 76 accordi contro i 101 dello stesso trimestre dell’anno precedente. La fonte è la Cb Insight e in molti si sono chiesti perché il finanziamento alle imprese innovative abbia subito una battuta di arresto così considerevole nell’ultimo periodo dell’anno.

Siamo nel settore della sicurezza informatica perché i numeri complessivi del finanziamento alle start up internazionali sono molto più elevati, ma nel complesso questo settore così importante e così promettente sembra essersi bloccato. Le previsioni guardano a un tetto di 100 miliardi di dollari da raggiungere entro la data chiave del 2020 e anche in Italia i numeri sono positivi, perché la cyber security ha rappresentato un terreno di investimento per il 6.1% in più delle imprese rispetto all’anno precedente, con una spesa complessiva di 1.224 miliardi di euro.

A cosa è dovuto il rallentamento delle start up impegnate nella sicurezza informatica?

Secondo gli esperti, la ragione deve essere ricercata nel sistema attuale del venture capital. Il mercato della cyber security rivela un ‘disperato bisogno’ di innovazione, che le start up possono essere in grado di apportare, ma questa innovazione sta diventando sempre più difficile da individuare e quindi da sfruttare. Il problema sta nella distruzione dei finanziamenti. In altre parole, le start up innovative vengono spesso finanziate con cifre troppo elevate e questa prassi dà origine a due grandi problemi di fondo. Il primo interessa il valore delle stesse start up, che diventano toppo costose per essere acquisite dai player e, al contempo, diventa difficile dimostrare il loro reale punto di forza, la differenziazione che le rende uniche e quindi valorose in termini generali.

La visione è completamente cambiata, perché un tempo era prassi chiedere alle diverse aziende che operavano nello stesso settore di fondersi o di pensare a una forma di condivisione, perché non era possibile finanziarle tutte. Al giorno d’oggi sono variate le metodologie, perché a causa della sete di servizi legati alla sicurezza informatica quasi tutte le start up che operano nel settore vengono generosamente finanziate e viene, in questo modo, generato uno strato di aziende dove diventa difficile emergere.

Si tratta di una situazione definita da molti come paradossale, considerando che gli ambiti che richiedono innovazione non mancano sicuramente e dove il cuore di tutto va ricercato nell’analisi dei dati. Attualmente esistono strumenti in grado di effettuare un lavoro molto accurato nella valutazione dei dati, soprattutto attraverso il deep learning. Lo stesso Google mette a disposizione molti dati gratuitamente e l’analisi con questo metodo può permettere che le intrusioni da parte degli hacker vengano previste con largo anticipo.

Innovazione cyber security: le previsioni

L’universo del web, ma anche dell’economia e della finanza ha fissato per il 2020 la data ‘chiave’ perché la sicurezza informatica si evolva e diventi beneficio di tutti. Per questo motivo sono molti i progetti, le scuole, le accademie e i corsi di formazione che stanno impegnando le persone che desiderano lavorare nel settore della cyber security. Le start up che desiderano specializzarsi in questo ramo sono ancora le benvenute, ma gli esperti consigliano di lavorare sull’innovazione nel senso più puro del termine. Non basta avere una buona idea da sviluppare, perché questa buona idea deve essere veloce da applicare, facile da gestire e soprattutto utile ai fini della protezione.

L’impegno deve quindi rivolgersi alla volontà di trovare soluzioni che possano essere sviluppate in futuro, ma che entro la data del 2020 siano attive a livello internazionale. Le start up non devono solo dimostrare di essere innovative, ma generare un’innovazione che possa coprire i reali fabbisogni delle persone, delle aziende e delle pubbliche amministrazioni. In termini pratici, serve ideare dei sistemi di protezione che siano in linea con la situazione attuale della sicurezza informatica, che sappiano tenere conto di quali sono le reali minacce e di rispondere loro in modo veloce e armonico. Solo in questo modo la quotazione di queste imprese innovative, indispensabili al giorno d’oggi, può crescere e le stesse start up possono proliferare in modo positivo, accelerandosi e quindi trasformandosi in aziende di importanti dimensioni, in autonomia o mediante acquisizioni intelligenti e proficue per ambo le parti.

febbraio 26, 2017

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valeria


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