Innovazione e startup

Fare una Startup in Romania: ecco perché è vantaggioso

Le startup con ancora pochi investimenti potrebbero trovare la loro casa a bassissimo costo nella Romania, un paese dell’Europa periferica, che attualmente è più famoso per fattori negativi che positivi. Ma in realtà la realtà è tutta un’altra: le startup con poche possibilità economiche possono tentare la fortuna in questo paese dell’Europa periferica, dove il costo della vita e gli stipendi sono un quarto di quelli di San Francisco.

Quando l’imprenditore tedesco Robert Knapp decise di fondare la sua startup in Romania, i suoi amici gli dissero che era “completamente pazzo”.

Molti infatti, quando viene menzionata la Romania, affermano che dovrebbe essere una nazione da cercare di evitare in tutti i modi. Knapp conosceva pochissimo della nazione in questione. Ovviamente tutti conosciamo la leggenda dei vampiri, di Dracula, degli zingari etc etc. Ma non molti sono al corrente che la community di Startup è in grande crescita in Romania. Vediamo dunque perché.

Con 100 mila euro di fondi presi in prestito dagli investitori, e con il sogno di costruire un’azienda VPN (la CyberGhost), Robert Knapp mollò tutto per andre a Bucharest nel 2011. Nel giro di sei anni, tutt’oggi crede che la Romania sarebbe stato l’unico paese dove sarebbe riuscito a realizzare i suoi sogni.

“Non avremmo mai avuto successo da altre parti” afferma. “Avremmo chiuso dopo qualche mese in Silicon Valley e in Germania dopo un mese e mezzo”.

Knapp ha venduto il suo CyberGhost all’azienda Israeliana Crossrider per 9.2 milioni di euro, mantenendo il ruolo di CEO, con l’obiettivo principale di farlo diventare il primo servizio di VPN al mondo.

Knapp ha affermato che la decisione di mollare tutto per andare in romania è stata dettata puramente dalla logica, non dalla fidanzata. Anzi, la fidanzata è arrivata dopo, in quanto non aveva alcun legame con la Romania. Giravo tra Silicon Valley, Londra, Berlino, Tel Aviv, tutte città abbastanza appetibili per chi vuole metter su un’azienda nel settore internet.

Dunque mentre cercava una casa per la sua startup, Knapp ha notato che svariate aziende, giganti della tecnologia, banche e startup hanno i loro uffici di Ricerca e Sviluppo nell’Europa dell’est e periferica; è giunto dunque alla conclusione che la Romania poteva essere una miniera d’oro.

Knapp decise quindi di iniziare a fare alcuni calcoli. I suoi 100.000 dollari si sarebbero esauriti nella Silicon Valley o a Londra in pochi mesi, ma in Romania sarebbe riuscito a perseguire il suo sogno. Knapp ha giustamente affermato che ”Se vuoi fare azienda su Internet, puoi fondamentalmente farlo da qualsiasi posto”.

Secondo l’agenzia di reclutamento Adecco, a Bucarest, la capitale della Romania, uno sviluppatore junior inizia con circa 700 euro al mese di stipendio, mentre un esperto può raggiungere fino a 3.500 euro dollari al mese.

Per una società tecnologica, i costi sono associati a bassi salari, in quanto gli sviluppatori non pagano l’imposta sul reddito e ci sono molti incentivi per incoraggiare il settore tecnologico in crescita del paese. Per quanto riguarda le spese di soggiorno, l’affitto è di 350 € di solito circa al mese per un appartamento con una camera da letto vicino al centro della città, una pinta di birra è di circa 1,30 euro.

I costi a Bucarest solitamente sono circa la metà di quelli di Berlino, così “ogni euro generato in Romania vale due euro rispetto alla Germania”, dice Knapp. “Puoi sostenere un’impresa con pochi soldi per molto tempo”.

Quando venne nel 2011 in Romania, Knapp ha assunto il suo primo impiegato locale, Oana Dima, che ora è il COO dell’azienda. Le diede qualche migliaio di euro assegnandole il suo primo lavoro: quello di trasformare l’appartamento che affittò a pochi soldi in un vero ufficio aziendale. Tornò quindi in germania lasciando a lei tutto il lavoro da fare.

Ogni impiegato tedesco si sarebbe licenziato subito, ma la realtà delle cose è che i “Romeni le cose, le fanno e basta”.

I Romeni sono infatti molto motivati, istruiti e si adattano molto velocemente. “Ogni Romeno conosce tantissime lingue e ne può imparare svariate in pochissimo tempo”.

Knopp inoltre ammira moltissimo l’etica dei lavoratori romeni. La Romania è infatti l’unico paese dove le proteste contro il governo e per supportare la lotta alla corruzione avvengono tra le 19.00-21.00, per svariati giorni di fila, in quanto le persone il giorno successivo devono andare a lavorare.

Dato che il mercato locale è troppo piccolo per consentire ad una startup di avere un grande successo, i Rumeni devono quindi puntare ad un target mondiale.

Tuttavia Knopp afferma che molti romeni vogliono comunque andarsene in Silicon Valley. “Non realizzano che i 500 mila dollari che prendono lì in realtà ne valgono soltanto 50 mila. Qui non Romania ne possono prendere 50 mila.

Anche se ammira moltissimo la Romania, Knapp non crede che sia tutto oro quel che luccica. Il paese deve cercare di andare al passo dell’Europa occidentale. Ha bisogno di migliorare i propri sistemi sanitari e di istruzione, ed ha bisogno di migliorare l’infrastruttura stradale.

Con parte dei soldi che ha ottenuto dalla vendita di CyberGhost VPN, Knapp prevede di sostenere l’ecosistema rumeno di startup. Vuole investire in alcune attività di cybersecurity, aiutare a costruire le comunità e sviluppare il suo paese adottivo. L’imprenditore tedesco vuole far parte di questo cambiamento.

Sull'autore

Andrea Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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