Samsung ha stupito tutti al CES 2012 (il più importante convegno sull'elettronica), mostrando un nuovo mondo che sembra provenire direttamente dai film di fantascienza: quello delle finestre intelligenti.
Vetri dotati di tecnologia touch screen ed in grado di diventare trasparenti nascondendo così i cristalli liquidi al proprio interno. Un device autonomo collegato ad Internet che consente di accedere alle informazioni ed interagire con esse.
Immaginate questo sistema, non solo nel salotto di casa, ma anche nei negozi e nei bar.
Un sistema a basso consumo di energia anche per il fatto che utilizza la luce esterna come fonte di alimentazione e retroilluminazione.
Questo nuovo device è stato premiato al CES per la sua innovatività. Samsung prevede di lanciare i nuovi device già entro la fine del 2012 e con costi che si prevedono limitati. Staremo a vedere.
I video descrivono l'incredibile funzionamento delle Samsung Transparent Smart Window:
Naturalmente il titolo è un po' esagerato. Fatto sta che qualcuno in Mediaset probabilmente ha capito che quella che doveva essere la grande rivoluzione del digitale terrestre invece che migliorare il conto economico rischia di peggiorarlo. E magari qualcuno ha anche letto di quello che sta accadendo negli USA e di come Netflix abbia contribuito alla bancarotta di Blockbuster.
Ecco perciò l'idea, lanciarsi sulla Rete con Premium Net TV. Attraverso cui finalmente potrai vedere (solo con il plug-in di Silverlight) tutte le puntate del Grande Fratello o addirittura Amici. Ma anche film piuttosto recenti.
La fruizione del servizio è limitata, senza motivi precisi, a 60 ore mensili.
Nonostante i molti dubbi su questo servizio, va dato atto che questo era un passaggio necessario. Anche solo per sperimentare e per capire l'interesse del mercato italiano.
Chiaramente le attitudini ed i comportamenti degli italiani sono molto diversi da quelli degli americani. Ma non credo ci siano dubbi che in un lasso di tempo relativamente breve, la visione di contenuti video a pagamento avverrà per la maggior parte in via completamente digitale. E questo lo si potrà comprendere anche dall'imminente invasione di numerosi nuovi modelli di Tv Wi-Fi, Internet Ready sul mercato italiano.
I tempi duri per Mediaset sono iniziati. La concorrenza, che sarà anche internazionale, non farà sconti.
Nei giorni scorsi il gigante americano Procter & Gamble ha dichiarato che terminerà la sua produzione di soap opera televisive, a favore di nuovi investimenti sulla Rete ed in particolare sui Social Media. Questo non è che un altro segnale del sorpasso di Internet sulla Tv in atto negli USA e che sta portando a riflettere sul futuro della pubblicità e dell'industria pubblicitaria, entrata in crisi già da alcuni anni.
Internet sta infatti gradualmente e irreversibilmente modificando i comportamenti attraverso cui le persone comunicano, si relazionano e si informano. Ed i modelli di comunicazione pubblicitaria a cui siamo abituati, non applicabili alla Rete, si stanno avviando verso la conclusione del loro ciclo di vita.
Per comprendere il punto di vista delle agenzie di pubblicità sul cambiamento in atto, Danielle Sacks di Fastcompany ha intervistato 20 specialisti provenienti dalle principali compagnie, realizzando il report "The Future of Advertising".
Il risultato è che le agenzie si vedono costrette a reinventarsi e, dovendo lavorare di più e spesso per budget inferiori, si sentono in una condizione di incertezza per ciò che succederà nel breve-medio termine.
Il fatto che molti considerino questo, come il periodo peggiore per chi si occupa di pubblicità è sintetizzato dalle parole di Jon Bond, uno dei creativi interpellati, che descrivono bene l'impatto della Rete in questo ambito: "Marketing in the future is like sex. Only the losers will have to pay for it".
Pur essendoci maggiori spazi per poter comunicare con i propri clienti rispetto al passato, è diventato molto più difficile riuscire a farlo con successo. Sulla Rete non necessariamente c'è un rapporto diretto tra budget a disposizione ed il reale successo dell'iniziativa di marketing.
Sta finendo il tempo in cui la creatività era parte di un processo consolidato ed aveva il suo output in uno spot televisivo riproposto fino allo sfinimento. Ed è questa una delle ragioni per cui, secondo la recente ricerca di Altimeter Group, sono le piccole agenzie e società di consulenza, più snelle, agili e focalizzate sulla Rete che stanno rubando la scena alle grandi agenzie di pubblicità, incapaci di adeguarsi al cambiamento.
Sarà la capacità di avere straordinarie idee di marketing applicabili alla Rete (in tutte le sue forme) la strada per il successo nella pubblicità.
Secondo un recente sondaggio di Forrester condotto su 30.000 americani, ognuno di loro passa mediamente 13 ore alla settimana usando Internet. Per la prima volta le ore passate sul Web sono maggiori di quelle passate guardando la TV.
Da ottobre, con il lancio di Google TV, è emersa quella che fino a poco prima era una rivoluzione silenziosa, l'integrazione di Internet con le televisioni.
Un cambiamento radicale nei contenuti disponibili e nelle possibilità di interazione che rivoluzionerà la televisione e arricchirà la Rete stessa.
Recentemente Google ha sostenuto che tra 5 anni tutti avranno una TV su IP. Mentre secondo Netflix questo Natale il 50% delle televisioni vendute in USA saranno dotate di wi-fi e diventeranno il 100% tra due anni.
Già oggi la maggior parte del traffico di Internet è relativo ai video. Negli Usa Amazon Video on demand e Netflix sono realtà consolidate e tra le maggiori cause del crollo del mercato dei DVD.
Quello che succederà nei prossimi anni rappresenterà la fine della TV come la conosciamo.
Sul mercato USA da alcuni mesi sono presenti sistemi come Boxee, Roku e recentemente è stata introdotta una nuova e più potente versione della Apple Tv.
Ma Google Tv si appresta ad essere ciò che l’iPhone è stato per i telefoni cellulari: un’evoluzione non solo tecnologica, ma in grado di creare nuove esperienze di alto livello e con esse nuove esigenze e nuove opportunità di business.
Le “10-foot user interface”, cioè strumenti di controllo a distanza (tipicamente dal divano), sono uno degli aspetti di maggior interesse. Google Tv ad esempio consente di utilizzare smartphone Android come un telecomando. Mentre nel mondo delle console da gioco si sta assistendo ad una costante ricerca di nuovi strumenti di controllo: dopo il remote controller della Wii e il Playstation Move, da novembre è disponibile sul mercato Kinect per Microsoft Xbox 360 che consente di controllare la console attraverso i movimenti del proprio corpo.
Tra pochi anni il mondo dell'informazione e dell'intrattenimento verranno completamente ridisegnati dalla Rete. La TV si trasformerà da uno strumento passivo ad uno strumento attivo.
Le industrie televisive e pubblicitarie saranno pronte ad affrontare questo epocale passaggio da one-to-many a many-to-many?