Mercati

Telecom, investire nel 2018 potrebbe esser conveniente: ecco perché

Telecom Italia (TIM) ha mandato in archivio i primi 9 mesi 2017 con un livello di utile che ha superato quota 1 miliardo di euro, e con una prima riga di conto economico contraddistinta dalla presenza di ricavi in crescita a 14,7 miliardi di euro (in rialzo del +5,7% su base annua), soprattutto grazie al positivo andamento nel mercato domestico e in quello brasiliano. Un mix di risultati positivi che ha condotto Telecom a confermare dinanzi i propri stakeholders i principali obiettivi per l’intero 2017.

Quotazione in tempo reale Telecom Italia

Trimestrale Telecom Italia

Tra gli altri elementi che sono stati formulati con l’ultima trimestrale, rileviamo anche come l’utile sia stato pari a 1,03 miliardi di euro, in calo rispetto ai 1,49 miliardi di euro conseguiti nello stesso periodo del 2016 non a causa di elementi caratteristici, bensì come conseguenza della presenza di oneri netti non ricorrenti per 233 milioni di euro, legati anche a processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale.  Spostandoci alle masse patrimoniali, alla fine del mese di settembre 2017 l’indebitamento era aumentato a 26,2 miliardi di euro, contro 25,1 miliardi di euro della fine del 2016, influenzato dai costi delle frequenze di telefonia mobile.

Le dichiarazioni del top management

Durante la conference call di presentazione dei risultati dell’ultima trimestrale, l’amministratore delegato Genish ha voluto raffreddare le aspettative per la pronta realizzazione di operazioni straordinarie di fusione e/o di acquisizione, inclusa la separazione della rete. Oltre a ciò, il top manager ha voluto escludere la cessione di TIM Brasil, che viene considerato un asset strategico, e dal quale attendersi buone marginalità, come peraltro dimostrano i più recenti risultati conseguiti dalla compagine.

Sempre in riferimento agli appuntamenti societari, rammentiamo altresì come nel mese di marzo 2018 la società presenterà il piano industriale 2018-20 dopo il nuovo cambio di amministratore delegato (Genish ha sostituito Cattaneo e Patuano).

Telecom in Borsa

Passiamo dunque a occuparci delle prestazioni sui mercati azionari. Il 2017 ha visto Telecom Italia chiudere l’esercizio con un ribasso del 14% (fermandosi a 0,72 euro). L’andamento del titolo non ha potuto far altro che risentire del già rammentato cambio di management e della scarsa chiarezza da parte dell’azionista di riferimento francese, Vivendi, sul piano strategico complessivo degli asset detenuti in Italia.

In aggiunta a quanto sopra, rimangono irrisolte alcune questioni fondamentali, compreso il ruolo di Vivendi, che condiziona l’aspetto commerciale di acquisto di contenuti da trasmettere su TIM Vision. Altro nodo da sciogliere è legata alla vicenda più volte dibattuta dello scorporo della rete (con Genish che ha recentemente invitato gli stakeholders a non attendersi novità di breve periodo) e l’adeguamento alle prescrizioni richieste dal Governo sulla golden power.

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Golden power Telecom Italia, decisione su multa prima di marzo

Se la vicenda legata alle operazioni di scorporo è per il momento stata posta in stand-by (per lo meno, mediaticamente), lo stesso si può dire, pur con un orizzonte temporalmente più breve, per la golden power. Qualche ora fa infatti il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha confermato che il governo ha domandato un parere all’Avvocatura dello Stato per poter verificare lo spazio di flessibilità sulla sanzione legata all’infrazione delle regole sulla golden power da parte di Telecom, e che la decisione arriverà prima delle elezioni del 4 marzo.

Intervistato dalla stampa margine del meeting annuale di Bhge di Firenze, Calenda ha precisato di aver domandato un parere all’Avvocatura dello Stato “perché c’è una determinazione nella legge in termini percentuali molto significativa e questo parere arriverà a giorni”. Il ministro ha poi precisato che nell’ipotesi in cui sarà riscontrato che la multa “ci deve essere”, la multa “verrà fatta perché noi siamo un Paese che fa rispettare le regole”.

Per quanto concerne poi le tempistiche di una simile iniziativa, Calenda ha dichiarato che la situazione si chiarirà prima del voto, “perché non è che si aspetta il voto per fare le cose: il governo va avanti e fa quello che deve fare”. Ricordiamo che la golden power in mano al governo è una quota di partecipazione che conferisce particolari poteri (su tutte le società ritenute strategiche per l’interesse nazionale) e che la procedura di infrazione è scattata dopo che Vivendi è diventata socio di riferimento di Telecom (attualmente, con una quota del 24%).

Per quanto riguarda invece la quantificazione di questa sanzione, alcuni analisti ipotizzano che possa arrivare a 300 milioni di euro, pari al 2% della capitalizzazione di mercato di Telecom Italia. Se così fosse, si tratterebbe di un colpo particolarmente pesante sui risultati di breve termine della compagnia.

Previsioni Telecom Italia 2018

Ma, alla luce di quanto sopra, è conveniente investire in Telecom Italia? Al momento in cui scriviamo il titolo della compagnia tratta a sconto di circa un quinto rispetto al resto del settore europeo delle Tlc ma è comunque penalizzato a causa dell’incertezza del contesto, per motivazioni che in parte abbiamo già avuto modo di riassumere nelle precedenti righe.

Tuttavia, siamo particolarmente ottimisti che le cose possano migliorare nel breve termine. In particolar modo, riteniamo che una maggiore chiarezza possa emergere in occasione della presentazione del nuovo piano industriale 2018-22, nel mese di marzo, laddove potrebbe emergere anche un consistente taglio dei costi sul personale, così come anticipato da diverse fonti di stampa nelle ultime settimane.

Certo, non mancano le intemperie che potrebbero rovinare i piani aziendali. La sanzione sull’infrazione legata alla golden power arriverà prima della presentazione del nuovo piano industriale, che non potrà che essere – dunque – evento per poter precisare la propria posizione nei confronti di una simile vicenda.

Complessivamente, riteniamo però che questa situazione, qualora dovesse concretizzarsi in una multa, non cambierà la sostenibilità del business plan della compagnia media, sulla quale valutiamo positivamente – in ottica di diversificazione dei propri portafogli – l’acquisto. Tra i principali analisti che la pensano così ci sono quelli di Banca Imi, che hanno recentemente confermato il rating buy su Telecom, con prezzo obiettivo a 1,11 euro. Gli analisti di Equita hanno invece ribadito il rating buy ma con un target price più basso, pari a 1,06 euro.

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Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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