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Yellen conferma: “presto” rialzo tassi Fed

Nella sua attesa audizione di fronte al Joint Economic Committee in Congresso, la numero 1 della Federal Reserve Janet Yellen ha ripetuto gran parte delle linee contenute nel testo del comunicato di novembre: l’economia sta facendo progressi e il caso per un rialzo dei tassi ha continuato a rafforzarsi, considerato che la stessa Yellen ha esplicitamente affermato che un aumento potrà avvenire “relativamente presto”. Yellen ha aggiunto che la nuova evidenza disponibile dopo la riunione di novembre è coerente con lo scenario positivo del FOMC.

Non mancano comunque alcuni interessanti spunti, certamente nuovi rispetto a quanto ci si attendeva prima di novembre. Le novità emerse nell’audizione sono concernenti infatti le valutazioni post-elettorali, con la Yellen che ha detto che la Fed incorporerà la valutazione delle nuove politiche fiscali e potrebbe modificare lo scenario sulla base delle nuove misure, man mano che verranno rese note. Insomma, come anticipammo a suo tempo Yellen ha di fatto ammesso che l’istituto monetario potrebbe modificare le sue politiche sulla base di quelle fiscali e amministrative intraprese da Donald Trump, ricordando altresì che un pacchetto di stimolo fiscale potrebbe avere conseguenze inflazionistiche e che la Fed non potrà che tenere conto di potenziali effetti sia sull’inflazione sia sulla crescita della produttività.

Nella sua audizione c’è poi stato spazio anche per un breve approfondimento sul proprio ruolo. Yellen ha infatti dichiarato che intende servire il suo mandato fino alla fine: il termine di Yellen come presidente della Fed scade a febbraio 2018, mentre quello di membro del Board scade a gennaio 2024. La scadenza a cui si riferiva Yellen è quella da presidente della Fed, che pertanto non è affatto messa in discussione.

In sintesi, l’audizione conferma che la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre è molto vicina a 1 (come ormai scontato anche dal mercato, con percentuali di circa il 98 per cento) e che il sentiero dei rialzi nel 2017 sarà, come atteso, verso l’alto e influenzato dalla politica economica delle autorità fiscali. Ovviamente, Yellen ha ricordato che la politica monetaria resta dipendente dall’evoluzione dei dati; ora però la barra per fermare il rialzo atteso per dicembre è davvero alta e anche il mercato inizia a incorporare un sentiero dei tassi meno piatto rispetto alle aspettative pre-elettorali.

I dati in uscita

Concludiamo l’ultimo focus della settimana con un breve riepilogo di tutti i principali dati macro usciti nel territorio statunitense che, in fondo, altro non fanno che confermare il buono spunto in capo alla Fed per un pronto rialzo dei tassi di riferimento.

Nelle ultime ore abbiamo infatti assistito alla pubblicazione del CPI di ottobre, che aumenta di 0,4 per cento su base mensile e dell’1,6 per cento su base annua grazie principalmente al rialzo del prezzo della benzina, mentre l’indice core cresce di 0,1 per cento su base mensile e del 2,1 per cento su base annua, contro attese di incremento dello 0,2 per cento su base mensile. Sul fronte immobiliare sono stati pubblicati i nuovi dati relativi ai nuovi cantieri residenziali, che nel corso del decimo mese dell’anno sono balzati a 1323 mila unità, in incremento del 25 per cento su base mensile, contro le 1054 mila di settembre (poi riviste da 1047 mila), toccando il massimo dal 2007 a questa parte.

Tra gli altri dati, breve cenno all’indice della Philadelphia Fed, che a novembre corregge modestamente a 7,6 da 9,7 di ottobre. Complessivamente l’indagine è stata discretamente positiva, e con un trend omogeneo: sono infatti aumentati gli ordini (a 18,6 da 16,3), le consegne (a 19,5 da 15,3), e gli ordini inevasi (a 4,1 da -0,7).

Particolarmente atteso, infine, il dato sui sussidi di disoccupazione, che nella settimana conclusa il 12 novembre sono ancora diminuiti, scendendo a 235 mila unità da 254 mila unità della settimana precedente, e toccando il minimo da aprile 1973. Il Labor Department ha affermato in tal senso che non ci sono fattori specifici nella settimana e che i dati sono relativi alla settimana di rilevazione dell’employment report di novembre, supportando un probabile ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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