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Zloty e crediti in valuta estera: ecco cosa accade in Polonia

Il governo polacco, in collaborazione con la Banca Centrale del Paese, ha prodotto un progetto che dovrebbe disciplinare in maniera definitiva il trattamento dei crediti in valuta estera, principalmente in Franchi svizzeri, che sono stati sottoscritti nel tempo da circa mezzo milione di polacchi. Un tema che è divenuto un serio problema per il Paese, e che finirà con l’influenzare i cambi valutari. Ma per quale motivo? Cerchiamo di saperne un po’ di più, e comprendere come poter investire nel cambio zloty vs euro nel migliore dei modi.

I prestiti in valuta estera: da opportunità a problema

In Polonia i prestiti in valuta estera sono stati contratti molto frequentemente, negli scorsi anni, per poter beneficiare dei bassi tassi di interesse esistenti in Svizzera. La tendenza ha riguardato anche una parte (molto minoritaria) dei clienti italiani, ma in Polonia ha assunto delle proporzioni di maggiore rilevanza. E tali proporzioni sono poi coincise in un pericoloso crac sociale quando i finanziamenti, da convenienti, si sono trasformati in trappole a causa dei costi superiori generati dall’inattesa svalutazione dello zloty, la valuta nazionale.

Il movimento di flessione dei cambi ha in particolar modo visto dimezzare il valore della valuta polacca contro il Franco svizzero, dopo la crisi del 2008-09. L’attuale partito di Governo aveva annunciato, durante la campagna elettorale, di voler imporre una riconversione di questi crediti a spese del sistema bancario anche se, a detta di molti, questa mossa avrebbe potuto portare ad una crisi del sistema bancario domestico. Ora, con un progetto sicuramente più soft per i bilanci delle banche, la situazione sembra poter migrare verso una graduale normalizzazione, e la valuta ha immediatamente beneficiato di ciò compiendo un discreto apprezzamento.

Su cosa preveda il piano, è lecito affermare che una buona parte delle misure anticipate si sono tradotte in realtà: il progetto prevede infatti una riconversione in valuta nazionale dei finanziamenti in valuta estera. La riconversione non è però obbligatoria, bensì fortemente incentivata tramite accantonamenti ad hoc degli Istituti bancari, sotto l’egida dell’autorità di vigilanza bancaria. L’accordo prevede inoltre che parte delle commissioni pagate alle banche su questi prestiti, vengano rimborsate, con un costo stimato di circa 4 miliardi di zloty per il sistema bancario.

Tassi fermi ancora a lungo

Il movimento di apprezzamento dello zloty contro euro successivo all’annuncio del progetto potrebbe durare ancora. Tuttavia, è sbagliato ed eccessivamente semplicistico pensare che si tratti dell’unica determinante in grado di influenzare il cross valutario. Pensiamo, ad esempio, alle scelte di politica monetaria. La Banca Centrale Polacca ha diramato una guidance piuttosto chiara, con tassi fermi ancora nel “medio termine”. D’altronde, il livello di crescita del Pil ancora inferiore al potenziale, e l’assenza di significativi aumenti dal lato dei salari, stanno limitando le pressioni inflazionistiche nell’economia, con variazione del CPI ancora negativa.

E così, anche nell’ultima occasione, la Banca Centrale ha confermato il livello dei tassi al minimo storico dell’1,5%, introducendo nuove revisioni al ribasso per l’inflazione, e sottolineando – dall’altro lato – che gli sviluppi del mercato del lavoro e le attese di una ripresa della domanda interna potrebbero sostenere una positiva riaccelerazione dei prezzi nel medio termine. Più sul breve, le revisioni per lo scenario del CPI sono negative, con un intervallo tra -0,9% e – 0,3% per il 2016, e un range più ampio di 0,3% – 2,2% per il successivo 2017.

Uno sguardo allo scenario macro

Prima di addentrarci in maniera più dettagliata nel comprendere quale sarà l’evoluzione dello zloty su euro a nostra opinione, cerchiamo di completare l’analisi sul quadro generale con un piccolo approfondimento sullo scenario macro. Ricordando, in primis, che mentre il 2016 si era aperto con un’inaspettata flessione del Pil (-0,1% trimestre su trimestre), le previsioni più accreditate stimano ora una riaccelerazione del ciclo nel secondo trimestre. In particolar modo, a supportare la ripresa economica dovrebbe essere soprattutto la domanda interna, piuttosto che le esportazioni, con la prima che sarà a sua volta supportata da una ripresa dei salari, da un miglioramento della fiducia delle famiglie e da posizioni finanziarie piuttosto solide per le imprese. La politica fiscale espansiva dovrebbe inoltre garantire uno stimolo dello 0,8% del Pil, con i pacchetti per fornire nuovo reddito e capacità di spesa alle famiglie con redditi bassi, e un progetto per favorire la natalità, che potrebbero realmente introdurre nuovi impulsi ai consumi. Passando alla domanda estera, riteniamo che il contributo sarà piuttosto minoritario, soprattutto alla luce del referendum dello scorso 23 giugno (Brexit), e delle correlate revisioni al ribasso per la crescita europea nel nuovo scenario.

Complessivamente, l’insieme dei fattori che sopra abbiamo avuto modo di riassumere in brevità, ha portato la Banca Centrale ad annunciare una significativa revisione al ribasso delle stime di crescita su un orizzonte di tre anni.

Previsioni zloty – euro

Cerchiamo ora di comprendere come potrebbero evolversi i cambi valutari dello zloty contro euro, ricordando, in primo luogo, che in seguito all’esito del referendum della Brexit lo zloty aveva perso terreno in maniera visibile. La valuta ha poi gradualmente recuperato terreno, senza tuttavia risalire oltre la soglia che aveva abbandonato dopo il23 giugno, e compiendo negli ultimi giorni una interessante accelerazione in seguito all’annunciato piano per la risoluzione del controverso tema dei finanziamenti in valuta estera (franchi svizzeri) di cui abbiamo accennato in apertura del presente approfondimento.

Per poter comprendere al meglio quali siano le caratteristiche della tenuta dello zloty, si tenga anche conto che sebbene sia accertato il grave scivolone della valuta contro euro, in seguito alla Brexit, è anche vero che tale scivolone non è stato in grado di ricondurre lo zloty sui minimi contro euro che erano stati registrati a inizio anno, quando – era il 20 gennaio – la valuta si deprezzò fino a toccare quota 4,50.

Per il futuro, considerato anche che la Banca Centrale oltre ad aver confermato il livello minimo storico dei tassi, non sembra essere in procinto di lanciare nuovi programmi (ancor meno, espansivi), è presumibile che la valuta polacca possa consolidare le posizioni nei confronti dell’euro. Le stime sul cambio euro zloty prevedono un marginale rialzo rispetto ai cambi attuali (EUR/PLN da qui a fine anno tra 4,40 e 4,50); nel medio termine è possibile che lo zloty possa apprezzarsi in area 4,25 il prossimo anno, e 4,20 per il successivo 2018.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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