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Broker STP: cosa sono, vantaggi e svantaggi

Chi è alla ricerca di un buon broker ha imparato a riconoscere le principali tipologie. Una però, potrebbe essergli sfuggita, ovvero la più borderline e rara: il broker STP. Effettivamente si tratta di una tipologia sui generis, che si discosta da quelle classiche, ma allo stesso tempo, se si considerano specifiche caratteristiche, vi converge. E’ una tipologia non molto più diffusa, una specie di ibrido, elementi che fanno gola a chi non è soddisfatto, come minimo sul piano concettuale, dalle categorie “normali”, ovvero market maker ed ECN.

In questo articolo proponiamo una disamina dei broker STP. Un’analisi dei meccanismi che stanno alla base dei servizi di intermediazione, una descrizione di pregi e difetti. Utilizzeremo però un metodo comparativo, ovvero integrando nella discussione anche i broker market maker e i broker ECN. Approccio necessario, questo, se lo scopo ultimo dell’analisi è capire se realmente gli STP possano fare al caso proprio, o non rappresentino piuttosto un’alternativa da scartare. 

Infine, forniremo delle indicazioni ancora più concrete, ovvero elencheremo alcuni broker che, a prescindere dalla tipologia, sono in grado veramente di fare la fortuna del trader, o almeno preparare il terreno per una continua generazione dei profitti. Questi broker, è bene anticiparlo, sono eToro, ForexTB, Trade, XTB e IQ Option

Broker che hanno fatto dell’accessibilità il loro punto di forza. Accessibilità che si manifesta mediante condizioni economiche vantaggiose, come depositi minimi iniziali molto bassi (e in un caso meramente simbolici), in un approccio all’interfaccia basato sulla semplicità e sull’immediatezza, in una offerta varia e ampia, che tocca le principali asset class. Il tema dell’accessibilità si manifesta anche per mezzo di servizi innovativi, sui generis, che hanno già rivoluzionato il mondo del trading.

Il riferimento, piuttosto chiaro, è tra le altre cose al servizio di Copy Trading di eToro, che permette di replicare le mosse di altri trader e di accedere a profitti simili, almeno potenzialmente. Si può ritrovare lo stesso spirito, però, anche nell’account a deposito minimo iniziale di 1 euro proposto da XTB, o al peculiare approccio alla gestione dell’interfaccia di IQ Option. Ne parleremo più approfonditamente negli ultimi paragrafi. 

Le tre tipologie di broker attualmente  in circolazione

Come anticipato in introduzione, per capire realmente le potenzialità e i rischi, o per meglio dire gli effetti collaterali, dei broker STP è necessario analizzarli in prospettiva, ovvero operare un confronto con le altre tipologie, che tra le altre cose sono più famose: i broker market maker e i broker ECN. Un confronto che parte innanzitutto dai meccanismi, in modo da comprendere le diversità e gli elementi di divergenza rispetto alle altre categorie.

Un confronto che solo nella lunga fase finale vedrà il posizionamento, sui rispettivi piatti della bilancia, dei pregi e dei difetti, dei market maker ed ECN in primi, degli STP in secundis. Una precisazione: a prescindere dagli elementi oggettivi, che pure ricoprono una parte preponderante del discorso, la decisione spetta solo al trader. Essa è e rimane soggettiva. 

I broker market maker

I broker market maker costituiscono la tipologia più diffusa e rappresentata. La maggior parte dei broker in circolazione esercitano un approccio market making, ovvero offrono un servizio di dealing desk. Cosa significa? Il meccanismo è semplice. Il broker, in questo caso, agisce sempre da controparte, ovvero il trader quando “gioca”, gioca sempre contro o con il broker. Questo è solo all’apparenza un sintomo di conflitti di interesse.

Nella realtà garantisce sempre e comunque l’esecuzione degli ordini. L’unico prezzo da pagare è lo spread, ovvero la differenza tra il prezzo proposto dal broker, in quanto dealer, e il prezzo reale. Uno scotto ben giustificato e tra l’altro dichiarato in ogni caso, e che contribuisce da un lato all’esistenza stessa del broker e dall’altro all’azzeramento potenziale delle commissioni. E’ questo il pregio principale dei market maker (dopo l’ordine garantito): la possibilità di godere di commissioni zero. 

I broker ECN

I broker ECN, sinonimo di Electronic Communication Network, si pongono all’opposto dei market maker. A differenza di questi, offrono un “semplice” servizio di intermediazione. Di fatti, rendono possibile l’ordine, passandolo al mercato, e nulla più. Ciò pone in essere due pregi e due difetti. I pregi sono i seguenti: gli ECN sono più rapidi, seppur di poco, rispetto ai market maker in quanto accorciano la filiera; in secondo luogo propongono solo prezzi reali.

Il primo difetto invece consiste in un’interfaccia spesso complicata, dal momento che il broker non si pone lo scopo di creare un ambiente di trading vero e proprio. Alcuni dichiarano che i market maker stanno agli ECN come Windows sta al DOS. Il secondo difetto, ben più grave, consiste nell’esistenza praticamente forzata delle commissioni. Non esistendo gli spread, il broker può solo impiegare il sistema commissionare per rendersi sostenibile dal punto di vista economico.

I broker STP

E infine, eccoci agli STP. In primis, il significato dell’acronimo, che sta per Straight Through Processing. Questa espressione indica una esecuzione immediata degli ordini. In realtà, si tratta di una definizione riduttiva, un indizio minimo della vera essenza di questa tipologia di broker. Cosa sono realmente gli STP? In realtà rappresentano una via di mezzo tra ECN e Market Maker. La via di mezzo non viene tracciata su un concetto di ibridazione, ma piuttosto di alternanza.

In estrema sintesi, i broker STP si comportano, di base, come degli ECN, ovvero garantiscono una esecuzione immediata e diretta, senza passare per un servizio di dealing desk. Se però non viene trovato in tempo utile una controparte, il broker si “traveste” da market maker e offre il già citato servizio di dealing desk, dunque applicando un spread ma, al contempo, garantendo la reale e concreta esecuzione dell’ordine. 

Pro e contro dei broker STP

A prima vista, sembra proprio che i broker STP realizzino il detto “in media stat virtus”. In realtà, come vedremo a breve, ne realizzano un altro, foriero di un numero maggiore di conseguenze negative, ovvero “non è tutto oro quello che luccica”. In effetti, gli STP vantano alcuni pregi ma anche alcuni difetti. Questi, tra l’altro, non dipendono dall’attenzione posta in fase di programmazione, ma dall’impiego di un approccio più o meno favorevole alla gestione del cliente, quanto piuttosto da questioni di tipo tecnico e, di conseguenza, difficilmente reversibili.

Una trattazione approfondita dei pregi e dei difetti, dei difetti e dei vantaggi, aiuterà a comprendere meglio questo concetto. 

I vantaggi dei broker STP

I vantaggi sono due. In primis, un tempo di esecuzione effettivamente ristretto, almeno nella maggior parte dei casi. D’altronde, si tratta di una tipologia che prima ricalca gli ECN e solo dopo si appoggia al concetto di market making, e quindi di dealing desk. Il secondo vantaggio, invece, consiste nella possibilità di usufruire potenzialmente del meglio degli ECN e dei Market Maker, un dettaglio non da poco e che in genere fa la fortuna delle categorie ibride.

Sia chiaro, però, si tratta di un vantaggio “potenziale”, in quanto affinché possa realmente concretizzarsi il mercato deve porsi in una posizione specifica lato domanda, ovvero deve manifestare fin da subito l’assenza di controparte, e quindi di liquidità. In caso contrario, saremmo di fronte – molto banalmente – a una occasione sprecata.

Gli svantaggi dei broker STP

Gli svantaggi dei broker STP sono due, sulla carta, quindi relativamente poco. Purtroppo, sono gravi e forieri, potenzialmente, di conseguenze nefaste. In primo luogo, chi si affida ai broker STP in genere è soggetto al rischio requotes, ovvero al rialzo del prezzo non dichiarato. Ciò avviene, nella fattispecie degli STP, a causa dell’applicazione dello spread in seguito allo “switch” tra la modalità ECN e la modalità market making.

Ora, questo vulnus potrebbe essere risolto semplicemente utilizzando un approccio trasparente. Tuttavia, essendo il requote una mossa che, in una prospettiva di apparente legittimità, conviene moltissimo al broker, spesso non viene preceduto da una comunicazione chiara. 

Il secondo vantaggio, non meno grave, è la difficoltà tecnica nel garantire una certa rapidità del passaggio tra ECN e Market Maker. In definitiva, la pezza rischia di essere peggiore del buco. 

Una conclusione sulla questione broker

Sia chiaro, gli svantaggi dei broker STP che abbiamo appena elencato riguardano alcuni broker, pur presentando un carattere potenzialmente sistemico. E’ ovvio, però, che un broker STP che punti all’eccellenza (e ce ne sono) sia inevitabilmente portato a ridurre drasticamente la portata di questi svantaggi.

Tuttavia, come andare sul sicuro? Insomma, quale tipologia di broker prediligere? Il consiglio è di puntare ai broker market maker. Certo, scontano una esecuzione mediamente meno rapida rispetto alle altre tipologie, ma possiedono alcuni cruciali vantaggi competitivi.

In primis, garantiscono sempre l’ordine, che è un dettaglio non di poco conto. Secondariamente, sono gli unici in grado di proporre l’assenza di commissioni, dal momento che i meccanismi di sostenibilità economica si reggono sullo spread. Infine, si pongono generalmente lo scopo di creare attorno al trader un vero e proprio ambiente, che integri non solo la funzione di programmazione dell’ordine, ma anche l’analisi del mercato, l’assistenza e altro ancora. 

Non è un caso, quindi, che la maggior parte dei broker in circolazione e la quasi totalità di quelli che si rivolgono ai non professionisti, faccia parte della categoria “Market Mover”. 

I migliori broker in circolazione

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    Se quasi tutti i broker in circolazione sono Market Mover è assolutamente ovvio che la maggior parte dei migliori broker sia market mover. Tra l’altro, si tratta di nomi estremamente noti, che vantano una ottima reputazione. In un mondo competitivo come quello del trading, e spietatamente  meritocratico, reputazione è sinonimo di qualità, dunque potete starne certi: se vi affidate ai broker che descriveremo qui di seguito, vi porrete nelle migliori condizioni per guadagnare. Questi broker sono eToro, ForexTB, Trade, XTB, IQ Option

    eToro

    eToro è un broker estremamente solido per quanto riguarda gli elementi classici, dunque quantità e qualità degli strumenti analitici, ampiezza e varietà dell’offerta, qualità della piattaforma. Tuttavia,  soprattutto un broker rivoluzionario, che ha fatto dell’accessibilità il suo punto di forza. 

    Il riferimento è al servizio di Copy Trading, che permette di copiare letteralmente le mosse degli altri trader e accedere a profitti di egual misura (in potenza). Sullo sfondo, garanzie di sicurezza granitiche grazie alla licenza Cysec, zero commissioni e un deposito minimo iniziale di soli 100 euro. 

    ForexTB

    ForexTB è un altro broker molto solido, che solo all’apparenza si propone come il “classico buon broker”. Se da un lato è vero che dispone di un’offerta amplissima, composta da migliaia di strumenti, di più piattaforme e tutte confortevoli, dall’altro si propone come obiettivo l’apertura del trading alle persone comuni.

    A testimoniare un deposito minimo iniziale molto basso, la possibilità di accedere a una demo gratuita, un servizio di assistenza all’avanguardia. Anche in questo caso, poi, le commissioni semplicemente sono assenti, sostituite da spread, per giunta molto bassi. 

    Trade

    Trade è un broker con tutte le carte in regola per figurare tra i migliori. Propone un’offerta eccellente sotto il profilo quantitativo e della varietà, propone condizioni economiche vantaggiose (come il deposito minimo a 100 euro) e la possibilità di accedere a una demo gratuita con cui fare pratica.

    Il punto forte di Trade, però, sono le garanzie di sicurezza. Lo si intuisce dalla presenza di partner prestigiosi ma anche e soprattutto dalla solidità della licenza, che è erogata dalla Cysec. Inoltre, Trade si pone all’avanguardia per quanto riguarda il servizio di protezione dal saldo negativo

    XTB e IQ Option

    XTB e IQ Option sono due broker meritevoli di assoluta fiducia. Presentano alcune caratteristiche in comune, come la messa a disposizione di una demo gratuita, utile ai principianti per fare pratica e agli esperti per testare nuove strategie e strumenti. Ciascuno, però, è specializzato in un ambito.

    XTB, per esempio, offre un deposito minimo iniziale estremamente basso, anzi simbolico. Infatti, è pari semplicemente a un euro!

    IQ Option, pur garantendo anch’esso un deposito minimo iniziale davvero accomodante, punta alla semplicità e all’immediatezza, come si evince dall’approccio impiegato per creare l’interfaccia. In generale, si pongono all’avanguardia per ciò che concerne la capacità (e la volontà) di aprire il trading alle persone comune, un intento coraggioso e nobile. 

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    Sull'autore

    Giuseppe