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Codexfx è una truffa? Cosa sappiamo su questo broker

Codexfx è una truffa? E’ una domanda che molti si pongono. Questo broker, infatti, dopo un’iniziale successo, è stato oggetto di aspre critiche da parte degli utenti e persino di alcuni feedback negativi. D’altronde il problema dei broker truffa è molto sentito dagli investitori di ogni ordine e grado, anche perché in grado di nuocere all’intero comparto, e di compromettere l’immagine che il trading proietta al di fuori, tra la gente comune. 

E’ certo un peccato che per qualche mela marcia qualcuno sia tentato di gettare “l’intero cesto”, ma tant’è: il problema esiste e le istituzioni stanno cercando di risolverlo. Gli enti preposti alla vigilanza, infatti, stanno facendo del loro meglio per individuare le realtà più ambigue, valutarne l’operato e – all’occorrenza – bannarle. In Italia è particolarmente attiva in questo campo la Consob.

A prescindere da eventuali provvedimenti della Consob nei confronti di Codexfx (di cui parleremo più avanti) cosa si può dire di questo broker? In realtà, alcuni elementi di ambiguità saltano subito all’occhio. Elementi che dovrebbero far storcere il naso a tutti i trader, e spingerli a rivolgere la propria attenzione altrove. Non che sia particolarmente complicato: per fortuna, il mercato è pieno di broker all’altezza.

Alcuni, poi, eccellono in maniera particolare, spiccano rispetto alla concorrenza. E’ il caso di eToro, ForexTB e Trade.com. Si tratta di broker all’altezza della situazioni, capace di disegnare intorno al trader un ambiente confortevole, che ponga in essere tutti gli elementi necessari alla generazione del profitto. Broker innanzitutto sicuri, in possesso di licenze erogate dagli enti più severi, anch’essi di caratura internazionale. Soprattutto broker che fanno dell’ampiezza dell’offerta e delle condizioni economiche vantaggiose il proprio punto di forza, finanche ad azzerare le commissioni.

Un elemento che accomuna questi broker è la volontà di aprire le porte del trading alla gente comune, di rendere il trading a disposizione dei profani. Tutti perseguono questo obiettivo proponendo materiale didattico e formativo all’altezza delle esigenze dei trader principianti o aspiranti tali. Ciascuno, però, punta a conseguire questa mission con servizi particolari, identificativi del loro modo di intendere il trading.

Per esempio, eToro propone il Copy Trader, una funzione attraverso il quale un utente può copiare letteralmente i trader di un altro utente, in modo da godere dei medesimi potenziali profitti. ForexTB, invece, abbassa drasticamente le barriere all’entrata (da un punto di vista economico e non solo). Trade.com propone a tutti servizi in genere appannaggio dei trader istituzionali. 

Cosa è Codexfx

In realtà, si dovrebbe utilizzare il tempo passato, e parlare di cosa “era” Codexfx. Attualmente, al 28 gennaio 2020, il sito ufficiale del broker sembra irraggiungibile (almeno dall’Italia). Chi segue le notizie istituzionali è probabile che ne conosca già il motivo, ma noi terremo questa informazione per i paragrafi successivi. Per ora, possiamo parlare, appunto, di come appariva Codexfx, di cosa offriva e di come si presentava.

E’ bene specificarlo: pur apparendo – almeno al punto di vista grafico – un broker del tutto normale, erano presenti alcuni elementi ambigui che non lasciano presagire niente di buono. Elementi ambigui che assomigliano a quelli che abbiamo rilevato presso altre piattaforme poco meritevoli di fiducia, come ad esempio: Bitcoin Trade, Bitcoin Code, Bitcoin Evolution, Crypto Revolt, Ethereum Code ed altri ancora. Approfondiremo la questione nei prossimi paragrafi.

Come si presenta Codexfx

Anche in questo caso, la domanda giusta dovrebbe essere “come si presentava Codexfx”, dal momento che, come già accennato, il sito ufficiale non è più raggiungibile, e appare come se fosse offline.

Ad ogni modo, a primo acchito Codexfx si presentava come un broker tutto sommato normale, che offriva ciò che offrono, in media, gli altri broker. Nello specifico, permetteva di fare trading con alcune coppie di valute, principalmente major (euro, dollaro americano, sterlina, yen, franco svizzero) e con i CFD di materie prime, metalli preziosi, alcuni titoli azionari. Permetteva persino di fare trading, sempre mediante CFD, con criptovalute quali Bitcoin ed Ethereum.

Come piattaforma Codexfx proponeva MetaTrader 4, che non è certamente l’ultima arrivata tra le piattaforme di trading. Anzi è quella giudicata universalmente come la più intuitiva, versatile ed efficiente. 

Le ambiguità di Codexfx

Eppure, non è (anzi non era) tutto ora quello che luccica. Anche perché, come ampiamente anticipato nei paragrafi precedenti, fin dalle prime battute era possibile capire che qualcosa, in Codexfx, non andava. Elementi spesso di natura tecnica, dunque non immediatamente riconoscibili dai trader principianti o aspiranti tali, i quali dunque non riuscivano a farsi una chiara idea, o almeno realistica, di questo broker.

Di questi elementi ambigui parleremo nei prossimi paragrafi.

Nessun riferimento agli spread

Sul sito, almeno fino a quando era online, non si leggeva alcun riferimento chiaro agli spread. Ora, gli spread rappresentano un elemento importante. In primis, perché rappresentano il guadagno del broker, e dunque un segnale che testimonia il “peso” che il broker stesso esercita sull’utente. Secondariamente, perché dallo spread dipende il guadagno del trader, ovvero la quantità di guadagno che viene eroso ad ogni trader.

Un broker che non mette in chiaro i suoi spread, o che almeno non offre informazioni su di esso (anche vaghe) non è un broker trasparente.

Per giunta, stando ad alcune nostre fonti, in fase demo lo spread di Codexfx arrivava persino a 3 pips, che è un valore estremamente alto. 

La provenienza di Codexfx

Un altro elemento che avrebbe dovuto far storcere il naso agli utenti che, per qualsiasi motivo, si fossero imbattuti in Codexfx, riguarda la provenienza. Ora, per quanto una tale informazione, venga regolarmente snobbata dai trader principianti, essa dice molto sul livello di sicurezza di un broker. Certamente, non è un buon segno che un broker provenga da un paradiso fiscale.

Peccato che, anche a seguito di qualche ricerca approfondita, emergesse, relativamente a Codexfx, una provenienza alquanto dubbia. Il broker infatti era o è proprietario di due società, una con sede alle Isole Marshall e una con sede in Bulgaria. Ora, la Bulgaria fa parte dell’Unione Europea, e quindi accusarla di essere un paradiscale potrebbe risultare avventato. Di contro, le Isole Marshall sono un paradiso fiscale nel vero senso della parola. 

Il deposito minimo iniziale

Un altro elemento che non giocava a favore di Codexfx era il deposito minimo iniziale. A quanto pare, stando alle nostre fonti, era pari a 500 euro. Non si tratta, sia chiaro, di una cifra che possa fare urlare allo scandalo, ma non c’è dubbio che sia più alta della media. Di certo, sono numerosi i broker che impongono una barriera all’entrata più ostica.

Il deposito minimo iniziale alto è sintomo di ambiguità, di poca trasparenza? Certamente no, non vogliamo assolutamente dire questo. Di certo, però, è indice di un broker poco conveniente, almeno rispetto all’offerta già oggi disponibile sul mercato. Questo elemento, dunque, per quanto privo di connotazioni morali, è sufficiente a spostare l’attenzione altrove. 

Nessun riferimento alle regolamentazioni

Soprattutto, a far storcere il naso era l’assenza di qualsiasi riferimento alle regolamentazione. Una mancanza grave, in quanto il possesso di una regolare licenza è ciò che fa la differenza tra un broker dubbio, o addirittura un disonesto, e un broker affidabile. Questo elemento avrebbe dovuto spingere gli utenti a smettere immediatamente di prendere in considerazione Codexfx come broker per fare trading. 

Quello che è accaduto dopo, ovvero meno di un anno fa, ha dato ragione a chi, nell’immediato, aveva fiutato le reali implicazioni di queste ambiguità.

Codexfx è una truffa?

Con questo, sia chiaro, non stiamo dicendo che Codexfx sia una truffa, o sia stato una truffa (il tempo passato è d’obbligo, visto che al momento il sito ufficiale non sembra disponibile). A valutare l’eventuale grado di onestà o disonestà di Codexfx dovrà essere la magistratura, nell’ipotesi in cui venga chiamata in causa ovviamente.

Quello che stiamo dicendo è che Codexfx presentava già allora gli elementi per essere definito non certo una prima scelta. Tanto più che, a un certo punto della sua “storia” è stato raggiunto da un provvedimento della Consob. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Il macigno della Consob

A mettere fine a qualsiasi discussione su Codexfx, a qualsiasi dubbio circa l’opportunità di rivolgersi a questo broker, è stata nientemeno che la Consob. Ebbene, con un provvedimento di meno di un anno fa, l’ente italiano è intervenuto contro Codexfx. Nello specifico, gli ha intimato di porre termine alla violazione dell’articolo 18 del TUF (Testo Unico Finanziario), che prevede appunto l’obbligo di possedere regolare autorizzazione. L’intimazione è contenuta nella delibera n. 2092 del 22 maggio 2019 e ad essa si fa riferimento nel bollettino n. 19 del 2019 “Consob Informa”. 

Il problema delle truffe nel trading e come superarlo

A prescindere dal fatto che la qualifica di truffa sia attribuibile o no a Codexfx, il problema dei broker, per così dire, poco affidabile, è molto sentito. Soprattutto, è un problema reale, che rischia di spingere le persone comuni a fare di tutta l’erba un fascio. 

D’altrocanto, e questo è il rischio maggiore, la diffusione relativamente ma palpabile dei broker poco trasparenti, rischia di rovinare per sempre la carriera dei trader in erba, se essi hanno la sventura di cadere nella rete. Molto pericolose sono alcune tecniche di attrazione, che servono appunto per catturare i trader più speranzosi e meno prudenti. Altri, invece, si concentrano su promesse roboanti, e millantano il possesso di tecnologie segrete ed efficacissime. 

Eppure, ci vuole poco per distinguere un broker disonesto da un broker onesto. Anzi, di base sarebbe sufficiente una sola accortezza: la verifica della licenza. Se questa è presente, il broker può anche essere poco conveniente o poco efficiente, ma di certo non potrà mai essere una truffa.

Il problema riguarda soprattutto le criptovalute, dal momento che lo strumento “Exchange” non è soggetto alle stesse restrizioni lato regolamentazione che coinvolgono i broker di altri asset.

I migliori broker per il trading

L’onestà è un requisito essenziale. Tuttavia, è anche il requisito minimo. E’ bene, infatti, affidarsi a un broker che sia sì onesto, ma anche efficiente, conveniente. A un broker che ponga in essere tutti gli elementi necessari affinché il trader possa generare del surplus. Elementi quali uno spread basso, un livello di commissioni altrettanto basso, o addirittura azzerato, piattaforme rapide ed efficienti, un’offerta eccellente sia quantitativamente che qualitativamente e altro ancora.

Alcuni broker rispondere a questo identikit meglio di altri. Il riferimento è ai già citati eToro, ForexTB, Trade.com. Ne parliamo nei prossimi paragrafi.

Il trading con eToro

eToro è una della “star” della scena broker internazionale. E’ uno dei nomi più famosi, dalla reputazione più cristallina. D’altronde propone un’offerta eccezionale, condizioni vantaggiose, commissioni azzerate e una barriera all’entrata molto bassa. Questa, in particolare, è rappresentata dal deposito minimo iniziale di soli 100 euro.

Il pezzo forte di eToro però è il copy trading, ovvero la possibilità di scegliere un trader e replicarne i trade, in modo da godere potenzialmente dei medesimi profitti. A questo si aggiunge il social trading, una piattaforme nella piattaforma nel quale, proprio come in un un social network, è possibile scambiare idee e consigli sul mercato, superando così l’approccio competitivo e spietato erroneamente attribuito all’attività di trading. 

Il trading con ForexTB

ForexTB è un broker che fa dell’eccellenza dei suoi servizi il vero punto di forza. Mette veramente a disposizione tutto il necessario per intraprendere una proficua carriera nel trading. L’offerta è ricca e varia, le barriere all’entrata sufficientemente basse (il deposito minimo iniziale è di 250 euro), garanzie di sicurezza granitiche (come eToro è regolamentata Cysec).

ForexTB si pone l’obiettivo di aprire le porte dell’investimento speculativo anche alle persone comuni. Lo fa, tra le altre cose, attraverso il servizio Trading Central, che consente agli utenti di ricevere segnali a basso margine di errore, facili da comprendere e sostanzialmente pronti per l’uso.

Il trading con Trade.com

Trade.com è un broker particolare. In primis perché, proprio come eToro e ForexTB, propone un’offerta eccezionale, commissioni azzerate, garanzie di sicurezze granitiche, una interfaccia intuitiva e percorsi formativi davvero utili. Secondariamente, perché interpreta la mission “dell’apertura” in modo assai singolare.

Questa mission, infatti, viene conseguita attraverso non solo un abbassamento delle barriera all’entrata, ma anche attraverso la messa a disposizione anche ai trader retail di quei servizi in genere appannaggio degli investitori di grosso calibro, se non addirittura istituzionali. Il riferimento, tra gli altri, è al servizio di asset management, che è davvero alla portata di tutti (o quasi).

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Sull'autore

Giuseppe